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18 apr 2013

Emanuele, cervello d'Italia al Mit «Un orgoglio per il liceo Galvani»


Il 18enne è l'unico ammesso all'università americana

Emanuele CeccarelliEmanuele Ceccarelli
BOLOGNA - Dal liceo Galvani al Mit di Boston. Emanuele Ceccarelli, studente della V O dell'istituto di via Castiglione, indirizzo scientifico ad opzione italo-inglese, è stato ammesso, unico italiano per il prossimo anno accademico, al prestigioso Massachusetts Institute of Technology, una delle più importanti università al mondo. Un traguardo d'eccellenza, per il quale ha dovuto passare una selezione durissima. Gli studenti accettati sono stati 1.548 da tutto il mondo, su un totale di 18.989 che hanno presentato la domanda. Tra chi ce l'ha fatta 1.400 sono residenti negli Stati Uniti, mentre 148, selezionati tra 4.500, sono studenti internazionali che provengono da tutto il mondo.

IL LICEO - «È un grande orgoglio per tutti noi — commenta il vicepreside del Galvani Maurizio Santoro —, un risultato non casuale che arriva al termine di un percorso di studi altamente qualificante che riguarda alcune sezioni. Il Galvani è una delle poche scuole in Italia ad offrire questa offerta formativa». Durante i cinque anni di liceo, infatti, gli studenti dello scientifico italo-inglese sono sottoposti a sette certificazioni dell'Università di Cambridge su altrettante discipline quali la matematica, l'arte, le scienze studiate in inglese con docenti di inglese italiani coadiuvati da lettori madrelingua. «Al termine dei 5 anni — sottolinea Santoro — i ragazzi hanno un accesso privilegato alle università straniere».

CHI E' - Ceccarelli, 18 anni, ci ha messo anche del suo. Non è stato per niente facile superare un percorso di ammissione che sfiancherebbe chiunque, con due batterie di esami Sat, il Reasoning (composto di tre parti, due in inglese, Critical Reading e Writing, e uno di matematica) e il Subject (uno di matematica e uno a scelta tra fisica, chimica e biologia) che si possono dare una volta al mese e neppure a Bologna (le sedi più vicine sono Firenze, Padova e Milano), e il Toefl richiesto per gli studenti internazionali. «Aver studiato alcune materie in inglese mi ha certamente avvantaggiato — ammette Emanuele —, ma ho avuto tempi stretti per dare gli esami. Ho iniziato a marzo del quarto anno ad affrontarli, mentre converrebbe iniziare all'inizio della quarta o addirittura in terza. È il consiglio che do se qualche altro studente intende provare ad essere ammesso». Fin dall'inizio del liceo ha puntato ad entrare in un'università americana. «Era il mio mito — spiega —. D'estate ho frequentato vari corsi estivi in America e ho fatto anche corsi universitari ad Harvard che ho inserito nel mio curriculum. Non so se è contato qualcosa, certamente mi ha messo in contatto con quel mondo. La mia famiglia, che ha diversi contatti negli Stati Uniti, mi ha molto sostenuto e ora è molto orgogliosa di questo risultato, le probabilità di farcela erano infatti piuttosto basse». Emanuele non è il secchione che passa il tempo solo sui libri. «Non sono diverso dalla media dei miei amici», sorride. Dalle foto sul profilo Facebook sembra proprio un ragazzo della sua età, circondato da amici e compagni di scuola, tra gite scolastiche, feste in costume e weekend sulla neve. «Spesso — confida — studio con gli amici e questo mi è stato indispensabile in certi momenti per arginare la pressione psicologica degli esami. Non sono particolarmente sportivo, ma ho giocato a tennis per anni». E cosa farà da grande? «Non ho ancora le idee chiare — ammette —. Intanto non è obbligatorio scegliere subito il tipo di laurea, al momento mi piacerebbe una doppia laurea in matematica e in economia, ma posso cambiare idea fino alla fine del primo anno». E dopo gli studi? «Anche in questo caso non ho tutto ancora chiaro, dopo i 4 anni di università mi piacerebbe prendere un master o un PhD (dottorato di ricerca, ndr) — chiarisce —, per ora mi piacerebbe fare l'economista o l'analista finanziario». Italia o estero? «Vorrei tornare in Italia dopo gli studi — dice —, valuterò allora le opportunità più stimolanti».

LA MATURITA' - Festeggiata l'ammissione al Mit, ora Emanuele si concentra sull'esame di maturità. Più o meno una formalità, per lui. Quindi si concentrerà sulle valigie e sulle cose da fare per partire per gli States. L'inizio dei corsi al Mit sarà tra agosto e settembre. «Il primo anno è obbligatorio stare in un dormitorio, solo dal secondo anno si può stare in appartamento con altri studenti — conclude —, a Natale comunque tornerò in Italia».

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