19 mar 2013

Dorsey, il milionario timido di Twitter che sogna di fare il sindaco a New York Dopo Bloomberg un altro paperone del mondo dei media potrebbe salire alla carica di primo cittadino della Grande Mela

NEW YORK - Dopo Michael Bloomberg, un altro miliardario sogna di
conquistare la poltrona di Sindaco di New York. Si tratta Jack Dorsey,
il 36enne co-fondatore di Twitter, creatore e CEO di Square, il
popolare sistema di pagamento mobile, utilizzato per la raccolta fondi
alle ultime elezioni presidenziali sia da Barack Obama che dal rivale
repubblicano Mitt Romney. «Ho intenzione di trasferirmi nella Grande
Mela per candidarmi a Sindaco», ha dichiarato Dorsey durante
un'intervista trasmessa domenica dal programma 60 Minutes della CBS.

TIMIDO - «New York è la città più influente d'America, l'unica che
grazie alla tecnologia può lanciare cambiamenti sociali immediati»,
sostiene il guru di Silicon Valley. Un uomo timido e riservato che da
piccolo era affetto da disturbi del linguaggio e non fa mistero del
suo rapporto quasi ossessivo con la madre Marcia, in costante contatto
con lui attraverso i social media. Dorsey non è nuovo alla politica.
Dopo aver versato ingenti donazioni alla campagna presidenziale di
Barack Obama, nel luglio del 2011 ha ospitato il primissimo Town-Hall
di Twitter intitolato «da Obama per Obama», durante il quale il
presidente Usa ha risposto alle domande dell'americano della strada.
Due anni prima, si era fatto notare quando aveva lodato Obama per
essere «l'unico presidente della nostra era ad aver mai usato la
parola empatia».

MA AMBIZIOSO - Non è la prima volta che Dorsey confessa le sue
ambizioni politiche. «Il lavoro dei miei sogni è diventare sindaco»,
affermò in un'intervista a Vanity Fair del 2011, rivelando di aver
persino chiesto consigli a Bloomberg - da sempre il suo modello - che
gli avrebbe risposto: «fallo solo dopo aver accumulato una montagna di
soldi». Ma alla vigilia delle elezioni del prossimo novembre, la corsa
per la poltrona di Bloomberg è già incandescente. Ieri è sceso in
campo anche John Liu, Revisore dei Conti, che promette di
rappresentare «il 100% dei newyorchesi, non l'1% come Bloomberg».
Secondo l'ultimo sondaggio della Quinnipiac University in netto
vantaggio rispetto a tutti gli altri candidati resta Christine Quinn:
la 46enne Portavoce del Consiglio Comunale, prima donna e gay a
candidarsi a Sindaco.

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