30 gen 2013

Lente della Guardia di Finanza su Mps Il procuratore: «Inchiesta esplosiva»


Nell'ipotesi delle Fiamme Gialle la contropartita era legata all'acquisto di derivati da parte dell'istituto di credito

(Ansa)(Ansa)
Gianluca Baldassarri e Matteo Pontone, già responsabili dell'area finanza di Mps e della filiale di Londra della stessa banca senese erano conosciuti come «la banda del cinque per cento perchè su ogni operazione prendevano tale percentuale». Lo ha rivelato Antonio Rizzo, ex funzionario di Dresdner, sentito come testimone nel 2008. E martedì sera si è concluso il colloquio tra i magistrati senesi, che conducono l'inchiesta sulla Banca Mps, e Valentino Fanti, attuale responsabile dell'area segreteria della banca senese e del passato presidente Giuseppe Mussari. Fanti è stato sentito come persona informata dei fatti.

IL VEICOLO - E ancora, scrivono le Fiamme Gialle: «È stato accertato che la Lutifin Services era stata utilizzata quale veicolo per effettuare pagamenti riservati nei confronti di alti dirigenti del Monte dei Paschi di Siena in cambio dell'acquisto da parte dell'istituto di credito da cui dipendevano di un pacchetto titoli all'interno dei quali ve ne erano alcuni (derivati) che presentavano forti perdite per Dresdner Bank».

L'INDAGINE - È quanto scrivono i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Milano in una nota agli atti dell'inchiesta del pm Roberto Pellicano che a breve chiederà il rinvio a giudizio per 18 persone accusate di aver guadagnato in modo illecito su alcune compravendite di titoli. In particolare sotto la lente dei finanzieri c'è l'operazione tra Mps e Dresdner Bank, mediatrice Lutifin, con al centro un derivato da 120 milioni di euro. Nella nota delle Fiamme Gialle si evince che lo scopo dell'operazione «era quello di far ristrutturare il pacchetto a Mps la quale si è occupata in definitiva di sostituire i titoli in sofferenza con altri in salute in modo da consentire a Dresdner di neutralizzare le perdite che stava subendo scaricandole di fatto su Mps». Tra gli indagati per cui verrà chiesto il processo non c'è alcun dirigente dell'istituto senese.

IL PROCURATORE - E anche il procuratore di Siena, Tito Salerno, si è espresso sullo scandalo che ha coinvolto Monte dei Paschi: «Non posso dirvi nulla, la situazione è esplosiva e incandescente, stiamo parlano del terzo gruppo bancario italiano».

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