04 set 2012

Lumi, a sviluppo e stampa ci pensa il Sole


La startup losangelina ha chiuso il crowdfunding raccogliendo un successo clamoroso per il suo innovativo processo fotografico per tessuti e oggetti: fotosensibile, economico e salutare

 
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Sembra (solo) un nuovo modo di stampare su t-shirt e gadget vari, una cosa che si fa in ogni copisteria ben attrezzata. In realtà, Lumi è molto di più. Si tratta di un inedito procedimento di sviluppo fotografico che ha almeno tre palesi vantaggi: non ha bisogno di sostanze chimiche, è veloce e permanente e costa pochissimo. Senza contare che, invece di una costipata camera oscura, per innescare la reazione servono solo i raggi del sole. Non è un caso che il crowdfunding su Kickstartersi sia chiuso con un fragoroso successo: dei 50mila dollari chiesti, ne sono stati incassati più del quintuplo, 268mila. Segno che l'attesa per questo processo di stampa tessile che sposa pratiche analogiche e segreti digitali è caldissima. 

L'elemento cardine del procedimento si chiama  Inkodye, una via di mezzo fra una tinta e un inchiostro a base d'acqua dunque diluibile, lavabile e in grado di essere mixato fra le varie sfumature. Al momento, sono solo tre i colori a disposizione: rosso, arancione e blu. Ma dopo il finanziamento l'impresa è destinata a decollare, anche nell'assortimento del catalogo. Il punto è che Inkodye è fotosensibile,dunque per sviluppare il negativo dell'immagine – da stampare ovviamente su una pellicola trasparente – basta esporre l'oggetto di turno al sole e sottoporlo in seguito a un lavaggio fissante. Il gioco è fatto. Non servono bagni di sviluppo in sostanze chimiche o strani macchinari per disegnare su vestiti, tele e scarpe. 

"Vediamo il processo di Lumi come un'opportunità data alle persone di personalizzare i loro oggetti inmodo definitivo", ci ha raccontato  Stephan Angoulvant, cofondatore di Lumi insieme a Jesse Genet. "I nostri strumenti aiutano la gente a realizzare belle stampe, durature e uniche. La tecnologia ha applicazioni davvero diversificate, dalla moda al design passando per l'arte". Uno stencil 2.0 a base di raggi solari? Anche. 

Nel kit di base ci sono 118 ml di ciascun colore, un foglio trasparente, le istruzioni e un negativo già pronto con cui iniziare a sperimentare. Se invece ti senti già esperto o vuoi rischiare, puoi fare spesa a tuo piacimento (un flacone da 118 ml costa 12 dollari), acquistando magari la pellicola ideale per la stampa laser (ma non è l'unico modo per farsi i negativi in casa). Come conseguenza della sorprendente campagna online nascerà presto anche Lumityper: un'app pensata per gestire l'intero processo di realizzazione, condivisione sui social e stampa dei negativi direttamente dallo smartphone. 

"Inkodye mette insieme il meglio di due mondi:  un semplice procedimento di emulsione fotografica e una tinta tessile permanente. Le differenze con il metodo classico sono le seguenti: equipaggiamento minimo e minima spesa perché sviluppi col sole e lavi con l'acqua; più sicurezza per la salute rispetto ai tossici emulsionanti chimici a base di ioni d'argento; risultati permanenti e capi, che siano di lana, lino, seta, cotone o qualsiasi altro tessuto o materiale naturale, lavabili senza timore di perdere i risultati". Stampare per credere. Con tanto di tintarella.

 

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