12 set 2012

Inchiesta sui conti del Pdl in Regione 109 bonifici di Fiorito in due anni


Quasi 800mila euro trasferiti sui depositi personali dell'ex capogruppo. In procura è attesa l'informativa della Guardia di finanza sui movimenti di denaro

In due anni, almeno per 109 volte avrebbe fatto sempre la stessa operazione bancaria: bonifici per importi pari a 4.190 euro o a 8.380 euro (giusto il doppio), prelevati da uno dei due conti del gruppo Pdl alla Regione Lazio e trasferiti sui suoi personali conti correnti, compresi 5 all'estero, tutti in Spagna. Costo complessivo degli autobonifici: 753 mila euro. Tutti versati con la stessa causale: "Articolo 8 della leggere regionale 14/98", una delle 4 voci del lauto stipendio mensile (oltre 18mila euro lordi) incassato dai consiglieri regionali laziali, quella che riguarda il "rimborso delle spese sostenute al fine di mantenere il rapporto tra eletto ed elettore". Peccato che per arrivare a 753mila euro da quella voce avrebbe dovuto lavorare alla Pisana quasi 15 anni. 

È questa la più evidente (ma non certo l'unica) anomalia nelle operazioni bancarie eseguite in 24 mesi da Franco Fiorito, ex capogruppo e tesoriere del Pdl in Regione, sulla quale indagherà la procura di Roma che, da due giorni, ha aperto un fascicolo sulla vicenda. Un caso nato come una lotta politica tra correnti, ex Forza Italia contro ex An, e che da tre giorni sta letteralmente smottando il partito. Le altre "anomalie", segnalate alla Banca d'Italia dalla filiale Unicredit della Pisana, sono documentate in una relazione commissionata a due esperti da Franco Battistoni, da meno di due mesi nuovo presidente dei consiglieri regionali Pdl. 

Un avvocato e un commercialista, da fine luglio, stanno studiando i due conti correnti del gruppo 
aperti da Fiorito. E se nel primo ci sono i normali bonifici destinati al pagamento mensile dei rimborsi a favore di ognuno dei 17 consiglieri del Pdl (Fiorito compreso) nel secondo le uscite appaiono, come scrivono i due esperti, "più articolate". Da lì sarebbero partiti i 109 bonifici sui conti di Fiorito e, sempre da lì, sarebbero stati eseguiti altri bonifici "senza specifica", la quasi totalità a partire da gennaio 2012 per 1.426.000 euro. Tra questi se ne ripropongono alcuni sempre per la stessa cifra: 4.190 euro o il doppio, 8.380 per un totale di 347.812 euro. Che fine abbiano fatto tutti questi soldi, ancora non è dato saperlo. Quello che si sa è che provengono tutti dai contributi che la Pisana distribuisce ai gruppi consiliari: quasi 15 milioni di euro l'anno divisi proporzionalmente a seconda della grandezza dei gruppi. Sono contributi che una volta passavano attraverso le cosiddette "manovre d'aula" che elargivano soldi per finanziare interventi sui territori o iniziative culturali. Ora, da due anni, vengono distribuiti direttamente ai gruppi senza un'adeguata trasparenza sulla gestione. 

Nel caso che riguarda il Pdl, evidenzia la relazione, ci sarebbero due auto (una Bmw X5 e una Smart) acquistate per il gruppo e intestate a Fiorito. Di certo c'è un soggiorno in un albergo di lusso a Porto Cervo per un totale di 30.000 euro ("Sono la metà  -  giura Fiorito  -  e i soldi li ho restituiti subito. Me li ero fatti versare perché avevo un problema con la mia carta di credito e non volevo fare una figuraccia in hotel"). E, ancora, ci sarebbero 28mila euro di pagamenti alla Telecom per "morosità residenziali o business di Fiorito". Fin qui i numeri. 
In procura, nelle prossime ore, arriverà sul tavolo del procuratore Giuseppe Pignatone e dell'aggiunto Nello Rossi un'informativa della guardia di finanza. Poi si valuterà l'eventuale ipotesi di reato, peculato o appropriazione indebita. Un caso che qualcuno, nel Pdl, ha già bollato come "cataclisma", tanto che tra oggi e domani se ne occuperanno direttamente i vertici nazionali. C'è chi chiede l'immediata espulsione di Fiorito per allontanare le ombre di quello che ad alcuni appare "un caso Lusi in sedicesimi". 

A seguire la vicenda con preoccupazione c'è anche Renata Polverini che ieri ha chiamato a rapporto, in due incontri separati, le due parti in guerra: da un lato Battistoni, ex Forza Italia, e dall'altro Fiorito, ex An. E, a testimoniare la gravità del momento, in Regione ieri sono passati anche il senatore Andrea Augello ("Serve prudenza", ha affermato) e il coordinatore laziale Vincenzo Piso. A parlare, uno scarno comunicato: "Qualora venissero riscontrati comportamenti lesivi dell'interesse generale, delle istituzioni e del partito, sarà nostro compito  -  scrive il coordinamento regionale del Pdl  -  richiedere quei provvedimenti che possano tutelare le centinaia di migliaia di persone che ci onorano con la loro fiducia"

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