06 set 2012

Il ministro Barca: «Ricercatori all'estero, ora tornate e contaminate i ragazzi del Sud»

L'INTERVISTA DEL MINISTRO PER LA COESIONE TERRITORIALE A CORRIERE.IT


Due bandi per 100 "cervelli in fuga" chiamati a insegnare nelle università meridionali: «Così rinnoviamo la classe dirigente»

Il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca (Imago-economica)Il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca (Imago-economica)
«Sa cosa vogliamo provare a fare?» No, mi dica. «Contaminare i ragazzi del Sud, incoraggiandoli ad arricchirsi anche attraverso un'esperienza all'estero. E al tempo smentire i pregiudizi negativi che circondano le università meridionali, invitando i migliori ricercatori italiani all'estero a insegnare a Palermo, Bari, Messina, Reggio Calabria, Napoli». Parole e pensieri di Fabrizio Barca, ministro per la Coesione Territoriale, che a Corriere.it spiega le motivazioni alla base dell'operazione "Messaggeri", presentata questa mattina alla stampa insieme al collega Francesco Profumo, ministro dell'Istruzione.

LA CONTAMINAZIONE - La parola chiave, stavolta, è "contaminazione". Di competenze, di saperi, di approcci metodologici diversi. Due bandi per 100 ricercatori italiani ed europei (stanziati 5,3 milioni di euro complessivi) chiamati a diffondere la loro professionalità a chi intravede un futuro pieno di incognite: i laureandi delle regioni meridionali, deputati - ben che vada loro - a emigrare verso Nord alla ricerca dell'agognato lavoro. I "messaggeri" di un'ipotetica «rivoluzione culturale» sono quelli che la stampa ha più volte chiamato "cervelli in fuga". I destinatari di questo programma per ora in via sperimentale, invece, sono i "ragazzi" del Sud delle facoltà di ingegneria, fisica, matematica, medicina, sociologia ed economia. I più meritevoli - dopo aver seguito un ciclo di lezioni dai loro connazionali richiamati da oltre-frontiera - dovrebbero effettuare uno stage (della durata compresa tra i due e i sei mesi) in centri di ricerca e di eccellenza esteri, dove avranno come tutor i loro insegnanti.

IL RINNOVAMENTO - In una recente intervista il ministro Barca aveva, per l'appunto, pungolato la politica a rinnovarsi. Per il momento si accontenta di scommettere sul rinnovamento della società civile nel luogo simbolo della trasmissione di competenze, l'università. «E' l'unico luogo in cui può avvenire la moltiplicazione delle competenze, di arricchimento culturale in vista dell'ingresso nel mondo del lavoro - dice il ministro per la Coesione Territoriale -. E rilanciare le istituzioni meridionali, anche smentendo gli stereotipi negativi, è l'unica ricetta per ripartire». Al netto delle intenzioni i dati non incoraggiano, soprattutto se il 42% dei laureati del Sud è senza lavoro (ultima rilevazione Istat). Clientelismo, nepotismo, sperperi, mancato utilizzo dei fondi europei da parte delle regioni meridionali, tasto dolente su cui il ministro si sta battendo da un po'.

LE AZIONI IMMEDIATE - Il titolare del Dicastero per il Meridione, come più volte è stato etichettato da sostenitori e detrattori a seconda delle convenienze, è però consapevole che questa non è un'iniziativa capace di dare risultati immediati per rilanciare l'occupazione. Proprio lui che recentemente ha dichiarato che servono interventi urgenti per il Sud, quindi cosa fare? «Ci stiamo muovendo su più fronti - aggiunge -. Dal credito imposta occupazione (chiamato anche bonus assunzioni, ndr.) per un montante complessivo di 120 milioni di euro, alla deduzione Irap per le imprese meridionali, allo sblocco dei finanziamenti Cipe per le infrastrutture con l'adozione di tutte le delibere necessarie, agli interventi legati alwelfare con risorse destinate ad asili nido e centri per gli anziani non autosufficienti che rischiavano di chiudere». A chi gli prospetta un futuro da politico a tutti gli effetti, togliendosi l'abito di tecnico prestato al governo, risponde con il sorriso: «Non voterò nemmeno alle primarie del Pd (si è parlato di una convergenza sul suo nome da alcune correnti interne al Partito democratico, ndr.). Beninteso, alle elezioni politiche voterò eccome».

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