28 set 2012

E Fiorito spese 4mila euro in una cartoleria

Dopo l'elenco dei bonifici da centinaia di migliaia di euro

Franco Fiorito, detto Er Batmman, in una recente apparizione a Franco Fiorito, detto Er Batmman, in una recente apparizione a
ROMA - Ormai è un pozzo senza fondo. Dopo l'elenco dei bonifici da centinaia di migliaia di euro disposti da Franco Fiorito, nuove sorprese arrivano scorrendo la lista dei destinatari degli assegni firmati dall'allora capogruppo Pdl alla Regione Lazio. Tanto che nel registro degli indagati sono stati iscritti i suoi segretari Bruno Galassi e Pierluigi Boschi, entrambi autorizzati a operare sui conti correnti del Pdl presso la filiale Unicredit che si trova nella sede della Pisana. Boschi ne ha firmati almeno due con "girata" a se stesso: l'uno da 2.288 euro il 7 maggio scorso e l'altro da 2.289 euro il 28 giugno scorso. Ma sotto inchiesta rischia di finire pure la sua ex fidanzata Samantha Reali, che ha beneficiato di compensi per almeno quattro mesi.

Spulciando tra le nuove spese sono state scoperte "uscite" quantomeno curiose da giustificare come attività politica. Un esempio per tutti: i 4.120 euro pagati il 12 aprile scorso a Pineider, la cartoleria più prestigiosa di Roma. E poi ci sono i 3.000 euro per pagare il pernottamento in un villaggio turistico, i 4.200 euro per la società Image che vende manifesti e quadri. Il resto degli assegni sono stati intestati a persone che adesso si dovrà capire a che titolo abbiano preso i soldi: 1.558 euro sono stati versati a Meri Greco che in un'altra occasione ha ottenuto 1.565 euro; Stefano Forte ha incassato per due volte assegni da 900 euro l'uno; uguale trattamento per Maria Puzone, che risulta essere parente del consigliere Romolo del Balzo.

Il primo a denunciare le "uscite" senza giustificativo di Fiorito era stato il suo successore Francesco Battistoni che con l'assistenza dell'avvocato Enrico Valentini aveva chiesto alla magistratura di verificare la gestione della tesoreria. Una situazione che era stata evidenziata anche dalla Banca d'Italia con una segnalazione di operazioni sospette che riguardava una sequenza di 109 bonifici. Il resto lo hanno fatto le indagini del Nucleo Valutario che nella prima informativa consegnata ai magistrati hanno elencato tutte le anomalie contabili e sottolineato come Fiorito avesse - soprattutto nell'ultimo periodo - accreditato i soldi a se stesso e agli altri senza specificare il nome del destinatario in modo da eludere i controlli interni del partito. Inseriva l'Iban, ma l'identità rimaneva coperta e così era più complicato risalire a chi riceveva le somme.

Un iter che Fiorito ha scelto di non seguire quando si è trattato di pagare la sua ex fidanzata - che era stata assunta con un contratto a tempo - oppure la compagna del padre che si occupa delle sue tre ville di Tenerife, alle Canarie. Una procedura che avrebbe invece utilizzato per elargire soldi anche ad altri consiglieri del Pdl che avrebbero fatto passare come spese per il funzionamento del gruppo cene, viaggi, feste, ma anche automobili di grossa cilindrata, borse, computer.

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