27 set 2012

Casa, crolla il mercato. Vendite a picco (-25%): a Milano il dato peggiore dopo Palermo. Ma perché i prezzi non calano?

Non accenna a frenare il crollo delle compravendite immobiliari. Anzi, il trend negativo già evidenziato nel primo trimestre addirittura accelera. I prezzi però ancora non si adeguano alla scarsa domanda e scendono solo di pochi punti percentuali. Secondo i dati diffusi dall'Agenzia del Territorio, nel secondo trimestre 2012 il calo delle compravendite è stato del 24,9% (a quota 262.967 unità), a fronte del calo del 17,8% rilevato nel primo trimestre dell'anno.

Si tratta del peggior dato dal 2004. Se si prende in considerazione il solo residenziale, il calo sale a - 25,3%, con il picco nei centri minori del centro Italia (-27,7%). Colpisce anche il dato di Milano, che con il calo del 26,2% è seconda solo a Palermo (-27%) tra le grandi città. I prezzi però si muovono poco, non superando cali del 2%. Tra le 12 città più grandi per popolazione, il calo maggiore si registra a Palermo (-2,1%); lievi flessioni tra -1,5 e -1,1 si riscontrano a Genova, Napoli, Catania e Venezia; addirittura aumenti, se pur molto lievi, a Roma (+0,4%) a Torino (+0,3%) e Verona (+0,1%). La spesa per acquisto di abitazioni nel primo semestre è stata pari a quasi 39 miliardi di euro: il mercato ha perso quindi oltre 10 miliardi rispetto allo stesso peridoo del 2011.

A bloccare il mercato, oltre le difficoltà legate ovviamente al periodo di crisi economica, da un lato c'è la difficoltà di accesso al credito (i mutui nel I trimestre secondo l'Istat si sono ridotti del 50%), dall'altro c'è sicuramente un'aspettativa di ulteriori cali dei prezzi - giudicato probabile da molti operatori, secondo cui la discesa dei prezzi è in realtà già maggore di quella registrata dall'Agenzia del Territorio - che suggeriscono di rimandare eventuali investimenti. Anche perché puntare sulla casa è sempre meno conveniente, con rendimenti (poteziali) in calo ben sotto il 4% e costi in aumento (Imu su tutti).

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