03 set 2012

Bruce Willis contro Apple: «Perché non posso lasciare in eredità i miei brani iTunes?»

Gli mp4 scaricati non sono di nostra proprietà ma sono un noleggio a lungo termine. E non possono essere ceduti ad altri

Bruce Willis (Reuters)
Ci voleva Bruce Willis per (ri)sollevare un problema di cui, in realtà, qualunque utente di iTunes è consapevole fin dal primo download: ovvero, che la musica scaricata dal "juke-box" virtuale della Apple in uno qualunque dei nostri lettori Mp3 resta della casa di Cupertino e non diventa, al contrario di quello che si potrebbe pensare, di nostra proprietà in virtù dell'acquisto online. In pratica, non compriamo nulla ma facciamo una sorta di "noleggio a lunghissimo termine" e i file scaricati devono restare su un iPod o comunque un dispositivo associato ad un account (e regolarmente autorizzato daiTunes,come recita la sezione "Termini e condizioni" della Apple ) e non possono essere ceduti ad altri. Nemmeno se questi "altri" sono i nostri legittimi eredi, che invece era appunto quello che voleva fare Willis, lasciando la sua vastissima discografia digitale (scaricata «su molti e molti iPod», come ha spiegato l'attore) alle tre figlie Rumer (24 anni), Scout (20) e Tallulah (18), avute dalla ex moglie Demi Moore. Ma l'attore ha scoperto che, in base alle leggi di iTunes (ma anche Amazon ha lo stesso problema coi libri digitali, concessi "in licenza d'uso", come recita il contratto Kindle su amazon.it ), l'eredità non è consentita, quindi la sua collezione rischia di sparire quando Willis sarà passato a miglior vita. Da qui la decisione di dichiarare guerra alla Apple, per permettere così alle figlie di poter godere del lascito musicale del padre.

ANCHE AMAZON - Ma se l'idea di un'azione legale diretta contro la compagnia potrebbe non portare a nulla (perché quando ha scaricato la prima canzone da iTunes Willis ha accettato i termini imposti), l'ipotesi (di cui parla il Daily Mail) di appoggiare le cause già in atto in cinque stati degli Usa per garantire agli utenti il diritto di fare quello che vogliono della musica scaricata, sembra invece già più percorribile. E, in caso di successo grazie anche all'eco mediatica garantita da Willis, a giovarne sarebbero poi tutti i milioni di clienti di Apple e Amazon. Come detto, però, quella dell'attore hollywoodiano è soltanto l'ultima presa di coscienza di quanto sia importante avere una regolamentazione precisa in materia di eredità digitale, per stabilire una volta per tutte cosa fare post mortem del patrimonio digitale di un individuo (ovvero, password, contatti, fotografie, conti online e persino blog). E visto che in Italia una legge è ancora di là da venire (ma anche negli Usa non sono messi meglio, visto che solo 5 stati su 50 hanno delle norme chiare in materia), la commissione informatica del Consiglio nazionale del Notariato (che si interessa attivamente della questione dal 2007) ha stilato un "decalogo" con le cose da sapere per fare un testamento digitale a prova di controversia. Insomma, «meglio pianificare tutto fin nei minimi dettagli - come consigliava già mesi fa Ugo Bechini, membro del Consiglio Nazionale del Notariato, a Corriere.it - per evitare di farsi trovare impreparati». Partendo dal presupposto che è meglio fare da soli (stante l'assenza di una legislazione specifica), meglio recuperare per tempo tutti i dati (molti servizi online hanno sede all'estero) e affidare ad una persona di fiducia (si chiama "mandato post mortem") le credenziali di accesso (come username e password), lasciandole poi istruzioni chiare su cosa fare in caso di decesso.

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