27 set 2012

Briatore, una lettura in chiave ironica


Uno studio, una vita per finire al Billionaire, coraggio ragazzi!

Se «The Apprentice» targato Donald Trump, il più costoso parrucchino d'America, il più ricco imprenditore immobiliare di New York, era una versione giocosa dell'American Dream, «The Apprentice», l'apprendista imprenditore, targato Briatore è pura parodia. «Questo non è uno show - tuona mister Billionaire - e io non faccio sconti a nessuno. Chi lavora con me deve avere due palle così».

Per lavorare con lui servirebbe piuttosto uno stomaco così, ma questi ragazzi in cerca di un'opportunità non vanno troppo per il sottile. Del resto anche loro sono una parodia: del bocconiano, del rampante, del post-paninaro, dello stile preppy, della Ivy League sottocasa (Cielo, martedì, ore 21.15).

«Siete dieci caproni», avverte Flavio Briatore da Verzuolo, provincia di Cuneo (il paesino non è nelle Langhe). «Siete dieci capre, ma non voglio offendere le capre» insiste il Boss. I ragazzi lo chiamano proprio così, Boss, come il sindaco della contea di Hazzard, quello che in «The Dukes of Hazzard» cerca sempre di incastrare i due cugini.

Ci sono ormai molti programmi che si parano dietro una seconda lettura, quella ironica. Che ci sia infatti uno spettatore che segua con serietà questo gioco di strategie aziendali sembra improbabile, visto anche il grado di antipatia dei concorrenti. È più probabile invece che si segua «The Apprentice» perché si ride delle spacconate di Briatore, della caricatura del piccolo imprenditore o del futuro capitalista. Il momento più esilarante è stato quando Briatore ha incontrato Enrico Preziosi (Briatore e Preziosi, il gatto e la volpe) per proporre ai ragazzi la realizzazione del giocattolo del futuro.

Chi vincerà la gara sarà assunto per un anno dal Billionaire, «il maggior punto di ritrovo del jet set internazionale», secondo uno slogan della casa. Uno studio, una vita per finire al Billionaire, coraggio ragazzi! Il grattacielo della Regione Lombardia viene usato come location: ecco a cosa servono i soldi pubblici!

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