10 set 2012

Berlusconi prepara la sua strategia e si rilassa in Kenya


Vacanza a Malindi nel resort di Briatore

ROMA - A Palazzo Grazioli non c'è. Ad Arcore neanche. E nemmeno in Sardegna, a Villa Certosa. Sarà per resistere meglio alle sirene di chi vorrebbe spingerlo ad annunciare quanto prima la sua candidatura a premier. Oppure per preparare meglio un ritorno sulla scena che si annuncia più faticoso del solito. Ma sta di fatto che, da venerdì, Silvio Berlusconi è irreperibile. E, soprattutto, sembra scomparso da tutti i radar.
Per risolvere il mistero basta fare un passo indietro a sabato mattina. Quando il Cavaliere ha preso un aereo che l'ha portato a Malindi. In Kenya. Dove sta trascorrendo qualche giorno di vacanza assieme all'amico Flavio Briatore, nel resort dell'imprenditore piemontese.

Per colmare il leggero ritardo sulla tabella di marcia degli otto chili da perdere entro i primi di settembre, e anche per rimettersi dal piccolo infortunio in cui è incappato in Sardegna, Berlusconi ha scelto quindi come rifugio dorato il resort «Lion in the sun» di Briatore. Il Cavaliere, che ha anche visitato le suite del nuovo residence griffato Billionaire dell'amico (ne comprerà una, in futuro?), esce solo la mattina presto. Per lunghe passeggiate e un bagno a mare. E il resto del tempo lo passa nel centro benessere dell'albergo. Mentre pranzi, cene e anche la prima colazione sono regolati da una dieta ferrea. 
Ma, nonostante i ritmi vacanzieri, il Berlusconi ospite di Briatore è consapevole dei tormenti che lo attendono al rientro. Anche perché sa di trovarsi alla guida di un partito diviso tra chi guarda alla Grande Coalizione suggerendogli di adottare il proporzionale tedesco. E chi, come gli ex An, contro questa prospettiva sarebbe pronto anche a brandire l'arma della scissione.

La chiave del rebus, insomma, è nel lavorio sulla riforma elettorale. E la prossima mossa potrebbe essere un impegno in prima persona del Cavaliere su questo fronte. Come, tra l'altro, lascia intendere anche il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Carlo Vizzini, che ieri ha evocato l'ipotesi che il dossier venga sbloccato da «un'alta mediazione politica». Sì, ma quale?
Uno degli ultimi ad aver sentito Berlusconi prima della sua partenza per il Kenya è stato Francesco Nucara. E l'impressione ricavata dal segretario dei Repubblicani è quella che segue: «Berlusconi rilancerà il sistema proporzionale tedesco. E lo farà al Senato, dove Pdl e Lega hanno la maggioranza». Ma basta fargli notare che alla Camera non solo manca la maggioranza, ma c'è anche il rischio del voto segreto, ed ecco Nucara che risponde: «A quel punto, se il blitz del Senato gli riesce, sul sistema tedesco Berlusconi non avrebbe più problemi. Casini, su cui Silvio sta lavorando per separarlo da Bersani, non potrebbe che votare a favore». E l'identico canovaccio, tra l'altro, potrebbe essere seguito sulle intercettazioni.

Sistema tedesco, o con variante ispanica, il proporzionale puro potrebbe ritornare sulla scena manu berlusconiana . Lo si capisce da come Fabrizio Cicchitto ha stoppato il premio di maggioranza: «Quello del 15 per cento è troppo alto». Eppure, anche sul quel proporzionale senza premi che Bersani vede come fumo negli occhi, qualcuno a sinistra apre. «L'intesa sulla legge elettorale si può ancora trovare», ha messo a verbale ieri Luciano Violante. D'altronde, l'ha detto anche all'ultimo vertice del Pdl, il Cavaliere: «Dobbiamo capire quale sarà la riforma elettorale». E una sua proposta, da far approvare in Senato, potrebbe dare il «la» all'ultimo valzer. Quello decisivo.

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