08 giu 2012

Processo Ruby, in aula depone il padre La Faggioli: "Berlusconi credeva in me"


Il genitore della giovane marocchina nega parentele con Mubarak, La soubrette sarda 
si è presentata in tibunale con zeppe vertiginose, jeans attillati, giacca nera di pizzo 
e al collo una collana tennis di brillanti, dono dell'ex premier. "Lui era come un padre"


Barbara Faggioli, convocata a Milano come testimone al processo sul caso Ruby a carico di Silvio Berlusconi, ha spiegato che si era parlato di una sua "candidatura perché il presidente credeva in me e per questo mi ha consigliato di studiare". Durante la sua testimonianza, rispondendo a una domanda del pm Antonio Sangermano che le ha chiesto se le fu proposta una candidatura, Faggioli ha risposto: "Se ne parlava perché il presidente credeva in me e mi ha consigliato di studiare. Era una prospettiva futura e pertanto andavo ai congressi e anche in consiglio regionale con Nicole Minetti". La soubrette sarda si è presentata con tanto di zeppe vertiginose, jeans attillati, giacca nera di pizzo e al collo una collana tennis di brillanti, dono di Berlusconi. Nel corso dell'udienza è stato anche interrogato il padre di Ruby che ha confermato di non avere alcun legame di parentela con Mubarak e ha precisato di non aver mai saputo dei rapporti della figlia con l'ex premier.

In aula il padre di Ruby Barbara con la collana donata da Silvio

I dialoghi con la Minetti.
La giovane, di fronte a una serie di intercettazioni che le sono state lette in aula, ha contestato alcune frasi negando di averle dette. 
E a proposito di altri dialoghi tra lei e la Minetti ha affermato che in quel momento straparlava perché "ero arrabbiata con lui, che non si faceva più sentire. Io sono possessiva e mi ero arrabbiata". La showgirl ha anche ricordato che a tavola durante una cena nel febbraio del 2010 Ruby, che aveva visto almeno in due occasioni, raccontò di avere 24 anni e che "il padre l'aveva maltrattata e le aveva preso i documenti. Ci fece anche vedere su un computer portatile il video della madre, una cantante famosissima egiziana". E a proposito dei documenti, Barbara Faggioli ha raccontato che Ruby chiese a Berlusconi se poteva aiutarla a riaverli.

"Berlusconi era come un padre".
Faggioli ha ammesso di aver ricevuto "solo aiuti economici" quando il suo lavoro di modella e soubrette non le permetteva di pagare tutti i conti. Berlusconi "mi diceva di abbandonare questo mondo effimero e di tornare a studiare". Il Cavaliere, ha detto, per lei era "come un buon padre". Quanto al gioiello che indossava, Faggioli ha detto che si trattava di "uno dono per il mio compleanno" e  che Berlusconi era solito "regalare gioiellini alle signore, per galanteria, come agli uomini regala le cravatte".

Depone il padre di Ruby. In aula ha deposto anche, brevemente, Mohammed El Mahroug, il padre di Ruby. L'uomo ha smentito di avere qualsiasi rapporto di parentela con l'ex presidente egiziano Mubarak. "Questa domanda - has detto - me l'ha fatta anche la polizia e io ho risposto che Egitto e Marocco sono cose diverse. Noi siamo marocchini". Nell'interrogatorio il teste ha raccontato di quando la Polizia andò a casa sua la notte tra il 27 e 28 maggio 2010, dopo che Ruby era stata fermata e trattenuta in questura a Milano.

"Non l'ho mai cacciata da casa".
L'uomo ha affermato di aver saputo dai giornalisti che Ruby si era trasferita a Milano e delle sue frequentazioni con Silvio Berlusconi e di aver ricevuto dalla figlia denaro in un paio di occasioni, una volta 500/1.000 euro e un'altra volta 1.000 euro. Ora l'uomo, come ha spiegato, ha solo contatti per telefono con la figlia e non ha mai visto l'attuale compagno, Luca Risso, da cui la bella rubacuori ha avuto una figlia. Il padre di Ruby ha ripetuto di non aver mai cacciato di casa la figlia quando era minorenne: "Io le avevo fatto scegliere tra casa mia e la comunità. Lei aveva scelto la comunità ed è la comunità che deve rendere conto di quel che ha fatto mia figlia".

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