07 giu 2012

PARTE LESA GLI ATTUALI PROPRIETARI DELLA NOTA CATENA DI PROFUMERIE Ex vertici di Limoni ricercati per truffa


Tra i beni sequestrati una villa con piscina
e bosco privato da 5 milioni di euro e una Rolls Royce

COMO – Truffa milionaria ai danni della catena di profumerie Limoni. Tra i responsabili l'es manager del gruppo, Pio Francesco Borghetti, da tempo fuori dalla società, e l'ex amministratore delegato Nazareno Brandoni, destinatari di un ordine di custodia cautelare in carcere. I due risultano al momento irreperibili. E' già in carcere invece l'imprenditore comasco Antonio Lemma, titolare con la moglie – Maria Cristina Bertesago, agli arresti domiciliari - della profumeria Vapre. Tutti sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata a commettere delitti di bancarotta fraudolenta, reati tributari e appropriazione indebita, reati commessi su scala internazionale. Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Como ha sequestrato 21 tra conti correnti bancari e cassette di sicurezza e 16 tra immobili e terreni dislocati nelle province di Varese, Livorno, Bologna, Lucca e Messina.

Tra questi anche una villa con piscina e bosco privato valutata oltre 5 milioni di euro. Nell'elenco dei beni sequestrati anche 4 autoveicoli tra cui una Rolls Royce e partecipazioni societarie in 3 aziende. Il valore complessivo del patrimonio bloccato dalle fiamme gialle su ordine del giudice per le indagini preliminari di Como Francesco Angelini supera i 32 milioni di euro. L'inchiesta è partita dall'anomalo fallimento, nel 2009, dalla profumeria Vapre, con sede a Mozzate, nel Comasco. Secondo quanto accertato dall'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore di Como Giuseppe Rose, tra il 2005 e il 2009 gli allora vertici della Limoni - con la collaborazione proprio della Vapre e tramite la costituzione all'estero di società esistenti solo sulla carta – hanno messo in atto una colossale frode da 19 milioni di euro, con un danno per le casse dello Stato di circa 27 milioni di euro.

Gli attuali proprietari della catena di profumerie sono parte lesa. Il meccanismo della truffa consisteva nell'acquisto dalla Vapre, a prezzi stracciati, di profumi che poi, dopo una complessa serie di passaggi tra le società compiacenti, venivano rivenduti a prezzi gonfiati. Le società complessivamente coinvolte sono 14, di cui 8 estere con sede in Portogallo, Germania, Stati Uniti, Svizzera ed Emirati Arabi Uniti e le restanti dislocate in Lombardia ed Emilia Romagna.

Le Profumerie Limoni furono fondate negli anni Trenta da Guarino Limoni, morto nel 1968. La catena fu stata sviluppata dai figli Antonino e Carlo Limoni, che nel 1998 cedettero il pacchetto di maggioranza della Limoni S.p.a. ad un gruppo di imprenditori, tra cui Pio Francesco Borghetti. Al momento della cessione della maggioranza azionaria l'azienda era familiare, gestita da due fratelli e dai loro figli, contava 40 negozi di profumeria con circa 350 dipendenti e non aveva mai chiuso un bilancio in perdita, incrementando costantemente il numero dei dipendenti. La famiglia Limoni uscì definitivamente dalla compagine sociale qualche anno dopo, in quanto non credeva nel modello gestionale adottato.

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