05 giu 2012

Disney, stop alla pubblicità del «cibo spazzatura»


La scelta nei programmi per bambini. Martedì forse 
già l'annuncio con Michelle Obama

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LOS ANGELES - Lo scopo è quello, lodevole, di proteggere la salute dei giovani e dei giovanissimi. Per questo la Walt Disney Company, proprietaria della rete ABC e di una suite di canali via cavo, dovrebbe presto dire basta agli spot pubblicitari di junk food (il famigerato cibo spazzatura) e di tutti quei cibi che non soddisfano requisiti nutrizionali minimi trasmessi sulle sue reti. L'annuncio ufficiale dovrebbe arrivare presto da parte del Chief Executive dell'azienda Bon Iger, forse oggi stesso insieme alla First Lady Michelle Obama, a Washington. Già nel 2006 il gruppo aveva introdotto linee guida che proibivano di fatto a Topolino «e colleghi» di pubblicizzare cibi e bevande che non rispettavano requisiti nutrizionali minimi.

EPIDEMIA - Quasi un bambino americano su tre è obeso o sovrappeso e, secondo una ricerca dell'Institute of Medicine, una delle cause sarebbero proprio le campagne pubblicitarie massicce di questi prodotti. Quello della Disney è dunque un passo in avanti nella battaglia contro quella che negli Stati Uniti è ormai una vera e propria epidemia. La settimana scorsa il sindaco «salutista» di New York Michael Bloomberg aveva annunciato l'intenzione di vietare le bibite extralarge nella maggior parte di ristoranti, teatri e cinema della Grande Mela. Se la sua proposta dovesse essere approvata dal Board of Health, dal marzo 2013 nessun esercizio della città potrà distribuire bevande gassate, caffè e succhi di frutta zuccherati in contenitori al di sopra del mezzo litro. Per chi sgarra, è prevista una multa di 200 dollari.

UNA BEVANDA OGNI DUE GIORNI - «Il giovanissimo è sovrappeso - spiega Gabriele Riccardi, presidente uscente della Società italiana di diabetologia (Sid) - non perché mangia male a casa, ma perché consuma bevande zuccherate fuori dalle mura domestiche. In media si è visto che i ragazzi dai 5 ai 15 anni ne bevono una ogni 2 giorni. E le calorie che vengono introdotte sotto forma di liquidi colorati ricchi di glucosio non vengono compensate dall'organismo, limitando l'assunzione di cibo affievolendo l'appetito, ma sono calorie extra che aumentano l'obesità in questa fascia d'età. Il bimbo sovrappeso - conclude Riccardi - in circa due casi su tre diventa un adulto obeso. Questo si traduce in età matura con l'arrivo dopo 10 anni dell'ipertensione, dopo 20 di problemi di iperlipidemia e dopo 25 del diabete».

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