17 mag 2012

Rivoluzione negli Usa, i nuovi nati bianchi non sono più la maggioranza


I neonati di gruppi etnici (ispanici, neri e asiatici) rappresentano il 50,4% del totale delle nascite. Ma la popolazione bianca, con il 63%, rappresenta ancora la maggioranza degli americani

MILANO - Rivoluzione demografica: cambia la popolazione degli Stati Uniti, più rapidamente del previsto. Per la prima volta nella storia americana le nascite degli appartenenti alle minoranze etniche hanno superato i nuovi nati di coppie bianche. Stando ai dati diffusi giovedì dal Census Bureau, l'ultimo censimento federale (riferiti al periodo luglio 2010 e luglio 2011) i neonati di gruppi etnici diversi dai bianchi (come ispanici, neri, asiatici o di razza mista) sono stati 2,2 milioni, pari al 50,4 per cento del totale delle nascite. I bianchi non ispanici rappresentano il 49,6% di tutte le nascite registrate nei dodici mesi che si sono conclusi nel luglio dello scorso anno. Se l'andamento registrato dovesse continuare a questi ritmi, tra qualche anno la maggioranza diventerà minoranza e le minoranze diventeranno maggioranza.

LE NUOVE NASCITE - L'aumento non è dovuto tanto alla crescita dei flussi migratori, quanto alle nuove nascite. Infatti, l'immigrazione verso gli Stati Uniti è diminuita. Nel complesso, gli abitanti appartenenti a minoranze sono aumentati dell'1,9 per cento, passando a 114,1 milioni, secondo le stime dell'Istat americana. Ciò equivale al 36,6% del totale della popolazione Usa. Tuttavia, aggiunge l'ufficio statunitense per il censimento, la popolazione bianca rappresenta nel suo complesso ancora la maggioranza degli americani, il 63,4%. Se qualche osservatore si è affrettato a dire che «il nero è il nuovo bianco», in realtà circa il 26% dei neonati dell'anno scorso negli Usa erano ispanici, il 15% neri e il 4% asiatici. «Si tratta di un'inversione di tendenza importante - ha commentato William H. Frey, studioso di demografia del Brookings Institution al New York Times - che segna il passaggio della società americana a una cultura pienamente globalizzata e multietnica». Altro numero interessante e che fa riflettere: appena il 13 per cento degli ispanici e il 18% dei cittadini di colore hanno una laurea in tasca, a differenza del 31% degli americani con la pelle bianca.

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