21 mag 2012

Re: Facebook alla prova del mercato Sul Nasdaq titolo in caduta



Una debolezza del social network nelle prossime settimane potrebbe tradursi in un mercato delle Ipo ancora più selettivo. Per le società a caccia di finanziamenti privati l'esame da parte dei fondi di venture capital sarebbe più rigido

Facebook alla prova del mercato Sul Nasdaq titolo in cadutaFacebook sotto la lente degli investitori
MILANO - Doccia fredda su Facebook che nella prima seduta dopo il debutto apre in forte calo: -7,10% a 35,52 dollari. Inizia male la prima settimana di scambi, un test con il quale gli analisti e gli investitori cercheranno di capire se l'Ipo record del social network è giustificata. Un esame non facile da superare anche per le condizioni del mercato stesso, con la crisi del debito dell'Europa e le pressioni al ribasso sulle banche con il caso JPMorgan, che solo nell'ultima settimana ha bruciato miliardi di dollari di capitalizzazione.

Difficoltà che però non giustificavano da sole ildeludente debutto 1: nella prima seduta al Nasdaq il titolo ha guadagnato lo 0,6%, la peggior performance sia tra le grandi Ipo americane sia nella cerchia più ristretta del comparto tecnologico. Tra i big il record spetta a Ups che guadagnò il 36% al debutto, bene anche Visa (+28%), At&t Wireless (+8,1%) e Gm (+3,6%). Solo Kraft si avvicina a Facebook con un +0,8% nella prima seduta di scambi. Di tutt'altro tenero il rendimento dell'internet company: Linkedin raddoppiò il valore (+109%) come Netscape (+108%), ma registrarono performance a due cifre anche Yahoo! (+35%), Groupon (+31%) e Google (+18%).

Le avvisaglie di una seduta difficile erano arrivate già nelle prime ore del mattino quando negli scambi pre market i titoli di Facebook avevno perso il 3,2% a quota 37,02 dollari. Venerdì scorso il sociale network è riuscito a rimanere sopra il prezzo fissato in Ipo (38 dollari) solo con l'aiuto delle banche sottoscrittici. Adesso le gli investitori aspettano risposte su quelle che sono le sfide che la società è chiamata ad affrontare: dal monetizzare l'uso di Facebook sui cellulari alle prospettive di forti vendite sui titoli da qui alla fine del 2012, se gli investitori intravedranno la possibilità di un aumento delle tasse sul capital gain.

Insomma il mercato torna a interrogarsi sui rischi della società 2e sul suo modello di business: secondo gli investitori la pubblicità non è così redditizia, così come la gestione delle fan page 3. E General Motors ha già ritirato gli investimenti dalla piattaforma, proprio mentre Facebook cerca di rimodellare il proprio modello di business. Complici anche le nuove abitudini degli iscritti: gli accessi via smartphone sono in crescita, mentre calano quelli attraverso il computer. Ma per il momento sul mobile le inserzioni non sono ancora previste.  

E secondo gli addetti ai lavori una debolezza di Facebook nelle prossime settimane potrebbe tradursi in un mercato delle Ipo ancora più selettivo. Per le società invece a caccia di finanziamenti privati l'esame da parte dei fondi di venture capital sarebbe più rigido. La debolezza di Facebook si tradurrebbe anche in una maggiore riluttanza degli investitori a investire nel settore del social media: "Facebook potrebbe essere il segnale - secondo alcuni analisti che il settore dei social media ha raggiunto il top e che quindi è necessario guardare altrove".

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