07 mag 2012

Nuovo assalto all'Olgiata Colpo grosso da Gabriele Muccino


Rubati oggetti preziosi per 200 mila euro al regista. Banditi scatenati nelle ville del comprensorio vip sulla Cassia

Gabriele Muccino con la moglie Angelica Russo (Ansa)Gabriele Muccino con la moglie Angelica Russo (Ansa)
ROMA - Sono entrati nella villa in una notte di fine aprile dopo aver forzato una finestra. Ladri specializzati in irruzioni nelle case del comprensorio dell'Olgiata che questa volta hanno scelto una vittima illustre: Gabriele Muccino, 45 anni, il regista di film di successo come «L'ultimo bacio», «Ricordati di me», e dei successi di Hollywood «La ricerca della felicità» e «Sette anime» nonché dell'ultimo «Playing the field» e vincitore di cinque David di Donatello nel 2001. 
Un colpo grosso da 200 mila euro, l'ultimo furto all'Olgiata dopo una lunga serie di irruzioni avvenute nei mesi scorsi che preoccupano gli abitanti dell'esclusivo comprensorio e messo sotto accusa il sistema di vigilanza. Sul furto a casa Muccino indaga la polizia. Sulla vicenda c'è il massimo riserbo anche per tutelare la privacy del regista. 

Non è chiaro se nella villa si trovasse qualcuno al momento dell'arrivo dei banditi, che comunque non si è accorto della loro presenza. Secondo la ricostruzione degli investigatori i ladri si sarebbero introdotti nell'abitazione di Muccino dopo aver forzato una finestra e aver neutralizzato l'impianto di allarme collegato con la vigilanza. Una volta all'interno è cominciata la razzia: a sparire sarebbero stati oggetti di valore di vario genere, e non si esclude anche qualche riconoscimento della lunga attività del regista. L'azione sarebbe durata una manciata di minuti, poi il commando si sarebbe allontanato portandosi via anche un'auto che era parcheggiata nel piazzale della villa. Le indagini sono scattate immediatamente. Gli investigatori della Scientifica hanno effettuato un sopralluogo nell'abitazione alla ricerca di eventuali tracce - forse qualche impronta digitale - lasciata dai ladri. Ma c'è il sospetto che si possa trattare della stessa banda responsabile di altri furti dello stesso genere messi a segno dall'inizio dell'anno all'interno del comprensorio, vigilato agli ingressi dalle guardie giurate e pattugliato dalle loro auto. 

«Non conosco le modalità esatte della vicenda, ma un reato di questo genere deve essere stato compiuto da veri professionisti», conferma l'avvocato Giacomo Marini, che in passato si è occupato per motivi professionali in varie occasioni di furti commessi proprio nel comprensorio. Fra i residenti, compresi molti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, nonché facoltosi professionisti, c'è grande preoccupazione.
«Quella che sembrava un'isola felice - si sfoga qualcuno - adesso è finita nel mirino dei delinquenti. Siamo molto preoccupati». Il timore è tuttavia che dai furti i misteriosi banditi, che qualcuno ha già soprannominato la «banda degli scassinatori» per la loro abilità nel violare le serrature di porte e finestre blindate - nonché nel mettere fuori uso i sistemi d'allarme più sofisticati - possano passare a qualcosa di peggio: alle rapine in villa, come quelle avvenute nelle settimane scorse alla periferia della Capitale, da Prima Porta al circondario di Tivoli e Guidonia.

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