04 mag 2012

Nicole fa questioni di idraulica "Mi hai lasciata al freddo e al gelo"


Immobiliare Olgettina. La Minetti amministra il traffico e gli appartamenti delle ragazze. Le regole della casa, le beghe tra Marysthell e le gemelle De Vivo, i progetti che finiscono "sempre in m...". E Silvio, reduce dalla battaglia parlamentare, incontra problemi di idraulica e caldaie

Contratti, caparre, affitti, bollette. E' immobiliare Olgettine. Amministratore unico, Nicole Minetti; ufficiale pagatore, ragionier Giuseppe Spinelli. E' la fine di settembre del 2010, "Papi" sta per compiere 74 anni mentre nubi minacciose si addensano sul giro festaiolo di Arcore. Ma il dramma non è ancora esploso e c'è tempo per piccole beghe da condominio, questioni di spostamenti, liti per chi avrà la casa più grande, problemi di intestazioni (Minetti è intestataria di diversi alloggi), fino a questioni di riscaldamento e caldaie che si guastano di cui viene investito (un po' per scherzo e un po' sul serio) il capo del governo della sedicente settima potenza industriale del mondo. In mezzo c'è tempo per le solite lamentele di Nicole che minaccia di buttare tutto all'aria, di mandare "affanculo lui e le sue case di merda". Minacce al vento: la Minetti, in fondo, è davvero legata al premier. Solo davanti al processo per istigazione alla prostituzione cercherà di prendere posizioni autonome.

ASCOLTA LE TELEFONATE: NICOLE, GUERRA, SPINELLI

ASCOLTA LE TELEFONATE: NICOLE, ELISA, BERLUSCONI

"Il presidente mi ha delegata per un appartamento". Le prime due telefonate risalgono a settembre 2010 e mostrano, più che altro il meccanismo degli appartamenti dell'Olgettina. Nicole Minetti ne è a tutti gli effetti, l'amministratore per conto di Berlusconi. E' lei che dirige il traffico delle ragazze, tratta con l'amministratore del condominio, Fabbri (che la informa quando si liberano gli alloggi), versa le caparre, raccoglie e paga le bollette dei consumi di tutte le inquiline. Al denaro ci pensa il ragionier Spinelli che, in certi casi (come in quello di Barbara Guerra) versa l'equivalente di cinque-sei mesi alla ragazza o, in altri, consegna il denaro direttamente alla Minetti. Il meccanismo delle intestazioni funziona così: se la ragazza ha uno stipendio fisso (di solito da Mediaset) l'appartamento le verrà intestato direttamente; altrimenti andrà in capo a Nicole. E va notato che tutto avviene informando preventivamente Berlusconi. Nicole ci tiene che tutto avvenga con il suo beneplacito. Silvio paga e va sfruttato a dovere, ma non va preso in giro.

TUTTE LE INTERCETTAZIONI

Un altro esempio delle giudiziosa amministrazione messa in atto da Nicole Minetti, si ha nelle due telefonate con Elisa Toti (23 settembre e 19 ottobre 2010). La ragazza, su suggerimento di Nicole, si è fatta coraggio e ha chiesto a "lui" la possibilità di avere un appartamente per evitare, quando viene a Milano, di dover dormire in albergo o in casa di un'amica. Lui, magnanimo, ha detto sì e l'ha mandata da Nicole. L'appartamento le viene assegnato e sarà intestato alla Minetti perché Elisa non ha un lavoro fisso.

Ma un mese dopo, Elisa ha un problema: soffre di vertigini e l'appartamento al quarto piano la fa star male. Vorrebbe cambiare e ha saputo dal signor Fabbri che ce n'è uno libero al primo piano. Per Nicole non ci sono problemi e l'operazione si può fare. Siccome, però, ci sarà una differenza di 130-150 euro al mese, la nostra amministratrice chiede a Elisa di farlo presente a "Papi": "Lui, per quella cifra, non se ne accorge nemmeno... Ma voglio fare le cose a regola d'arte". Encomiabile.

"Hanno fatto una sceneggiata napoletana". In questa telefonata (26 settembre 2010) torna una questione già affrontata in una telefonata precedente tra Marysthell e "Papi". Si tratta della diatriba per un alloggio un po' più grande che ha visto contrapposte Marysthell e le gemelle napoletane Imma ed Eleonora De Vivo. Marysthell (che ha una bambina piccola) avrebbe bisogno di un alloggio più grande per ospitarvi la baby sittter quando lei fa tardi alla sera per lavoro; le gemelle lo vorrebbero per ricevere la madre quando viene a trovarle da Napoli. Vince Marysthell per decisione di "Papi", ma, a quanto pare (Barbara Faggioli, la stessa Marysthell e Nicole ne parlano in questa intercettazione) le gemelle non si sono date per vinte e, presente Emilio Fede, hanno messo su una "sceneggiata napoletana" davanti a Silvio. Risultato: Marysthell si sposta nell'appartemento più grande, le gemelle vanno nel suo e, a febbraio, a loro volta, avranno un alloggio più spazioso che sta per liberarsi. 

Ma questi, si diceva, non sono giorni felici. E Nicole coglie l'occasione per la solita lamentela sul fatto che Berlusconi non chiama: "Mi sono un po' rotta... " dice e Marysthell, che pensa sempre a quanti soldi riuscirà a spillare a "Papi", la invita a vedersi per discutere dei "progetti". I "progetti", nel lessico delle Olgettine riguardano sempre come assicurarsi un futuro tranquillo con un tetto sulla testa a spese di Berlusconi. La filosofia delle ragazze ha una sua solidità: oggi sono i giorni delle feste e del compiacere il drago, domani, col tempo e con l'età, verranno anni in cui sarà bene avere in mano qualcosa di concreto. Può darsi che, qualcuna, in qualche momento abbia anche pensato (o sperato) in una vita con lui. Ma ormai tutte hanno capito: siamo in tante, lui è straricco, una casa a testa potrebbe essere una giusta liquidazione, quando tutto sarà finito. Sarà filosofia, ma suona concreta. E, come spesso accade, Nicole aggiunge una nota di pratico e amaro realismo: "...Progetti? Io non ne ho più. Tanto, tutti quelli che gli propongo vanno sempre a finire in merda...".

"Io vengo a Roma per te e tu mi lasci al freddo e al gelo". Questa telefonata è una vera e propria "chicca" del mondo delle Olgettine. E' il 13 dicembre 2010 e Silvio Berlusconi sta affrontando una delle più difficili battaglie politiche della sua carriera. Fini lo ha mollato e siamo alla mozione di sfiducia. Lo salveranno Scilipoti, Caleari e Cesario, ma oggi c'è stato il dibattito e lui ha appena finito di rispondere a braccio agli attacchi dell'opposizione e, in particolare, a quelli pesantissimi dell'Idv: "Gliene ho dette tante..." spiega Berlusconi a Nicole con la voce del reduce appena uscito dalla pugna. E lei, estasiata (anche se confonde Camera e Senato e confessa di non averlo ascoltato): "Hai fatto bene, amore, hai fatto bene...". Lui, speranzoso, credendo che lei sia stata in Parlamento: "Ti sei emozionata...". E Nicole ammette di non essere venuta a sentirlo a Palazzo Madama perché le hanno suggerito che era meglio di no per evitare spiacevoli incontri con i giornalisti. Così, una telefonata partita con i toni epici dell'eroe che racconta la battaglia appena vinta, scende di parecchi gradini per arrivare a prosaiche questioni di idraulica condominiale. E Nicole, finalmente, rivela: "Ti ho cercato perché non andava l'acqua calda... Dico, io vengo a Roma per te e tu mi lasci al freddo e al gelo...". Il tono è in fondo affettuoso, ma questa volta è troppo anche per il mecenate di Arcore... E "Papi", udite udite, questa volta forse, le butta giù il telefono.

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