24 mag 2012

Milano, la battaglia del bicchier d’acqua "Gratis e obbligatorio in bar e ristoranti"


Fa discutere la proposta del consiglio di Zona 3 che prevede l'obbligo per gli esercenti
"All'estero è già così, da New York a Tokyo e Parigi". E fra i gestori c'è chi è favorevole


Una brocca d'acqua, magari con due cubetti di ghiaccio, rigorosamente del rubinetto: al bar, al ristorante e in tutti i locali pubblici, inclusi gli uffici comunali. L'idea parte dal consiglio di Zona 3, che con formale delibera chiede al sindaco che l'acqua potabile venga distribuita 'd'ufficio' assieme al coperto e al pane, con il caffè al banco o la coppa di gelato al tavolino: a volontà e gratis. Non un semplice invito agli esercenti, ma un obbligo inaggirabile. Il modello è all'estero: New York, Tokyo, Parigi, Vienna ma anche i locali più sperduti di Grecia e Spagna. Quando si entra al bar o al ristorante, prima ancora di prendere le ordinazioni, ti porgono un bicchiere d'acqua del rubinetto. E spesso, quando si accorgono che è finita, ti riempiono il bicchiere. A Milano, invece, 'l'acqua del sindaco' se proprio la si vuole bisogna ordinarla, non senza un senso di vergogna. 

«Nessuno la nega, per carità, ma nemmeno la offre, preferendo vendere le acque in bottiglia» spiega Dario Monzio Compagnoni, presidente della commissione ambiente di Zona 3, spiegando che la normativa esiste già, «manca solo una formula affinché le regole diventino procedura in uso». Nata su iniziativa di un consigliere di Sel, Alessandro Papale, la mozione ora finita sul tavolo di Giuliano Pisapia è passata in Consiglio con voto negativo dell'opposizione, più incline a tutelare i commercianti: «I consigli di zona - si lamenta Alfredo Zini, presidente di Epam, associazione degli esercenti
- dovrebbero pensare ad altro. Quella della brocca d'acqua di rubinetto in tavola è una scelta, come regalare o meno il limoncello a fine pasto, c'è chi lo fa e chi no, ma non è la politica che deve decidere». 

C'è chi invece vede il lato positivo: «Se diamo l'acqua gratis i clienti risparmiano e ci ordinano più vino e birra», spiegano al ristorante Grand'Italia in via Palermo. E Marcello Rossi, titolare dell'enoteca Polpetta Doc in via Eustachi, ammette: «Sono io il primo a bere dal rubinetto. Semmai è la gente che ha un pregiudizio verso l'acqua di Milano». Intanto i consiglieri di Zona 3 danno il buon esempio: alle riunioni niente bottiglietta sul tavolo, ma acqua di casa in borraccia per tutti.

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