14 mag 2012

Melania e la triste serata di Arcore "Mi son trovata in mezzo a un puttanaio"


Ecco le telefonate della ragazza che Nicole Minetti aveva invitato alla cena del premier dopo averla "briffata". Lo stupore di trovarsi in una situazione a dir poco imbarazzante con "Papi" unico protagonista che mette le mani tra le cosce delle ragazze. Fino alla scena del compenso. L'unica che si preoccupa della sicurezza del premier
di MASSIMO RAZZI

Una sociologa ad Arcore, una che arriva alla "cena elegante" e, pur essendo stata "briffata" da Nicole Minetti, è ancora in grado di distinguere, di capire, di vedere, di imbarazzarsi e di imbarazzare. E, poi, di spiegare, giudicare, riflettere. In fondo, Berlusconi fa bene, alla fine della serata (quella del 19 settembre 2010) a dare a Melania Tumini un "contributo per i tuoi studi". Soldi ben spesi, perché Melania, dimostra intelligenza e capacità di approfondimento. Un po' troppa, forse, visto che, ieri, al processo ha snocciolato un racconto non proprio favorevole alla difesa di "Papi".

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E non solo una sociologa perché, fra tutti (compresi giornalisti di vaglia come Fede e Rossella) Melania Tumini è l'unica a pensare alla sicurezza del premier e, quindi, del Paese. Lo dice in una telefonata della mattina dopo a suo padre: "Nessun controllo, ti dico. Sono entrate con la mia borsa, il mio cellulare. Potevo essere chiunque". Il padre prova a ipotizzare: "Ti avranno controllata prima, sapevano chi eri". Lei è molto dubbiosa che sia stato possibile, ma, comunque, insiste sul fatto che, quella sera, in quel momento sarebbe potuta entrare armata o, come minimo, con un registratore...

Riavvolgiamo il film. Melania Tumini entra nelle cronache di Arcore come M.T., la ragazza coinvolta e "briffata" da Nicole Minetti, che prende parte a una e una sola serata di Arcore e ne esce come minimo piuttosto schifata. Melania non è una santerellina ("...Ero truccata, carina... Non ero una suora, insomma...") e conosce abbastanza delle cose del mondo per capire, davanti all'invito della Minetti, che una serata nella villa privata del premier poteva essere utile alla sua carriera. Solo che Melania non è una che pensa al Bagaglino, magari, piuttosto, alla politica o a un posto in qualche azienda. Lei ha due lauree e sa il francese ed è così che Nicole l'ha presentata a Berlusconi che si è mostrato subito entusiasta di averla a cena. E Melania deve aver pensato che da una serata così poteva uscire una spintarella importante per il suo futuro. A dirla tutta, non si può escludere che se il premier le avesse fatto una corte discreta e intelligente, Melania avrebbe potuto accettare, lasciargli qualche speranza, rivederlo, magari... Coltivare un'amicizia importante... con qualche, accettabile, "rischio" sessuale. A questo tipo di cose, Melania ci fa capire che sarebbe anche stata pronta. Ma non a quello che le è capitato di vedere e di scoprire ad Arcore.

"Un puttanaio" dice a papà. "Un puttanaio" ripete alla sua amica Valentina. E la descrizione corrisponde. A partire dall'estrazione e dall'abbigliamento delle ragazze. Una quindicina indossano succinti abitini ("solo due o tre avevano i jeans...") e hanno atteggiamenti che Melania riassume nel termine "zoccolissime". Puttanaio fin dalla cena. Perché le prime scene in cui alcune ragazze si alzano e "mostrano il culo" cominciano a tavola e, poi, continuano nell'altra sala con i travestimenti e tutto il resto. Il resto è lui che "tocca questa e quella tra le coscie..", "che ne bacia una e, poi, un'altra,,, davanti a tutti....". Ecco, su questo, Melania proprio resta interdetta: "Capisco che uno ammicca e, poi, magari si apparta in una stanza con una, ma anche con cinque ragazze... Siamo tutti maggiorenni e consenzienti... Ma così, davanti a tutti...".

Melania s'imbarazza, ma è anche imbarazzante per lui, per i suoi due ospiti maschi e per l'ambiente. Perché nessuno la tocca o le fa la benché minima violenza fosse pure verbale... Ma, certo, una che scorge Carlo Rossella ("un noto produttore...") in mezzo al "puttanaio" e, pensando alla carriera, si fa avanti e si presenta, carina e formale... Certo, una così, in quella situazione, diventa imbarazzante e Rossella, forse avrà pensato: "Dio mio, ma questa chi l'ha portata?".

All'arrivo, eppure, salvo le questioni di sicurezza già citate... Nicole Minetti l'aveva presentata a "Papi" nel modo previsto: "Ah... sei quella con due lauree... quella che parla francese... Enchanté..." e via cazzeggiando e accennando una canzone magari di Gilbert Becaud (absit iniuiria verbis). Un inizio che poteva anche andare... Ma poi... poi il puttanaio e a Melania, la sociologa, non resta che tenersi in disparte, un occhio alla scena, una chiacchiera con le due o tre come lei meno coinvolte, l'attesa nervosa che tutto finisca e che si possa levare le tende.

E così, come dio vuole, Melania viene ammessa alla scena del compenso. Con Nicole entra nell'ufficio del premier: "Ti sei divertita? Sei stata bene?". Lei, famosa per non aver mai avuto peli sulla lingua: "Beh... veramente non è il mio stile...". Lui che fa finta di non aver capito e le fa scivolare in mano una busta ben gonfia di denaro... "..Nicole dice che sei brava... Un pensiero per sostenere i tuoi studi...". Lei, qui cade un po' e non se la sente di dire di no... Rapida autogiustificazione ("se me li dà per i miei studi... sarà giusto prenderli...") e un fugace, formale, ringraziamento. Lui, forse, almeno davanti alla busta piena di frusciante conquibus ("... Fai conto - dirà più tardi Melania a Valentina - che quest'anno non avevo avuto la borsa di studio... Beh, è come se l'avessi avuta....") vorrebbe qualcosa di più... Un bacino? La promessa di ritornare? "...Non mi ringrazi?"... Melania, forse, finge di non aver sentito e se ne va.

Più tardi, con suo padre e Valentina, racconterà, spiegherà, farà molte e importanti considerazioni. La più chiara: "... Niente di pericoloso, sia chiaro... Ma molto peggio di quello che scrivono i giornali per massacrarlo... Molto più triste, ecco. Una desolazione..."

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