21 mag 2012

LA STORIA/ LO VOGLIONO DA PRINCETON A CAMBRIDGE. HA SCELTO HARVARD Il genio di Pompei conteso dai college Usa


Antonio, 18 anni: fuggo (ma poi torno). Gli interessi «Faccio regolarmente immersioni. Sono nel coro e nella banda jazz»

Dal nostro corrispondente Alessandra Farkas 

Antonio con il sindaco di PompeiAntonio con il sindaco di Pompei
NEW YORK - Le più prestigiose università del mondo - tra cui Harvard, Princeton, Brown, Cambridge, Edinburgo, King's College London e l'italiana Bocconi - hanno fatto a gara per averlo. «Alla fine ho deciso di andare a Harvard» - racconta via Skype da Hong Kong Antonio Coppola, 18 anni appena compiuti (è nato a Pompei il 7 Aprile 1994) - «la regina delle Ivy League mi ha accordato una borsa di studio integrale che include spese personali, assicurazione e biglietti aerei».

Antonio ha l'aria stanca e non solo per il fuso orario (12 ore di differenza con gli Stati Uniti). Domani lo attende la cerimonia di diploma liceale al Li Po Chun United World College di Hong Kong, dove, grazie alla borsa di studio sponsorizzata dai «Collegi del Mondo Unito», ha completato il programma biennale di Baccellierato Internazionale con una tesi sulla filosofia intitolata «Il problema dell'origine del Male nel mondo sensibile, nel Timeo e nella Repubblica di Platone».

«Purtroppo i miei genitori non potranno esserci - precisa Antonio - un po' per motivi economici, un po' perché non possono lasciare il lavoro e mio fratello Alessandro, che ha 14 anni e frequenta la prima liceo dove è ancora più bravo di me». Mamma Lia, insegnante elementare alla Enrico Celentano di Pompei che istillò in lui l'amore per i libri (da Moravia a Hermann Hesse) e papà Alfredo, proprietario di una ricevitoria, sono abituati alla lontananza.

Antonio con la famigliaAntonio con la famiglia
Il loro primogenito manca da casa dal 2010, quando, dopo aver frequentato tre anni del liceo scientifico statale Pascal nella sua città natale, presentò domanda al bando di concorso annuale pubblicato dalla Commissione nazionale italiana per i Collegi del Mondo Unito, un movimento internazionale che riunisce studenti da tutto il mondo, selezionati unicamente in base al merito, con lo scopo di promuovere la pace e la cooperazione internazionale. Il resto è storia.

Dopo aver ricevuto la scholarship per il Li Po Chun United World College, ad Hong Kong Antonio si tuffa nello studio, senza però disdegnare le attività extra-curriculari. «Come membro dell'unità di monitoraggio marino della mia scuola - spiega - faccio regolarmente immersioni nel parco marino Wwf di Hoi Ha Wan, al fine di raccogliere dati sui danni arrecati agli ecosistemi delle barriere coralline della zona. Faccio parte anche del coro e della banda jazz».

Le risposte positive alla richiesta di ammissione di Cambridge e VassarLe risposte positive alla richiesta di ammissione di Cambridge e Vassar
A Harvard Antonio sogna di lavorare per il leggendario Woods Hole Oceanographic Institute e di imparare una nuova lingua: il cinese. Dopo aver frequentato ragazzi e ragazze provenienti da ogni angolo del pianeta («dall'Uganda al Costa Rica») la reputazione elitaria e un po' snob di Harvard non lo intimorisce. «Ho sempre avuto tanti amici - racconta - anche se, in fondo, erano tutti secchioni come me».

In quanto a fidanzate, per adesso non ce ne sono. «Cerco una persona molto attiva, non necessariamente un'italiana - precisa - qualcuno che mi sproni a fare sport, perché di indole sono molto pigro». Non sarà facile trovare una ragazza capace di cucinare come mamma Lia («la sua parmigiana e il suo pesto sono imbattibili») che ha già fatto domanda per insegnare in una scuola italiana negli States, dove conta di trasferirsi con Alfredo e Alessandro, «perché la cosa più importante è tenere unita la famiglia».

Al suo rientro a Pompei, all'inizio di giugno, Antonio sarà accolto come un eroe dalla sua città, dove il sindaco Claudio D'Alessio gli ha preparato una cerimonia ufficiale in Comune. «Sono davvero grato per le tante opportunità che mi sono state offerte - minimizza Antonio -. Vorrei poter restituire tutto ciò che mi è stato dato, tornando in Italia dopo la laurea per dare il mio contributo ad un Paese che vorrei più meritocratico».

Le risposte positive della Bocconi e di Princeton Le risposte positive della Bocconi e di Princeton
«In Italia c'è tanto bisogno d'idealismo e senso altruistico dello Stato - puntualizza -. La mia generazione è piena di coetanei brillanti e con grandi idee: tutti all'altezza». Per quanto lo riguarda, sogna già di intraprendere la carriera politica, per «tentare di riformare il ministero della Pubblica istruzione». Ma certi problemi non possono attendere. «I drastici tagli fatti dai passati governi hanno portato le borse di studio italiane dei Collegi del Mondo Unito dalle 24 del 2010 alle 11 del 2011: il minimo storico. C'è tanto bisogno di donazioni, anche di privati, perché l'Italia è piena di ragazzi come me, che aspettano soltanto una chance».

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