18 mag 2012

Facebook, sale l'attesa per il debutto al Nasdaq Alle banche un assegno da 176 milioni


Alle 17, ora italiana, lo sbarco sul listino dei titoli tecnologici. Commissioni record per gli istituti che hanno guidato il consorzio di collocamento. Il social network incassa dall'Ipo 16 miliardi per nuovi investimenti

MILANO - Cresce l'attesa per il debutto di Facebook al Nasdaq, il listino dei titoli tecnologici di Wall Street. Dalle 17 in poi, ora italiana, in tutto il mondo occhi puntati sui monitor che daranno in diretta le prime contrattazioni. Il debutto, come tradizione per le regole americane dedicate alle matricole, avviene dopo l'apertura ufficiale dei mercati che è fissata per le nostre 15,30. La febbre per la matricola Internet più ricca di sempre sale sempre di più: sia per chi ha puntato sul social network creato da Mark Zuckerberg, sperando che ripeta l'exploit di Google e le sue prestazioni record in Borsa, sia chi ha assunto un ruolo da Cassandra e si aspetta che il titolo si sgonfi come la bolla che avrebbe alimentato.

Di sicuro, c'è chi ha già guadagnato dalla vicenda. A parte Zuckerberg diventato uno degli uomini più ricchi del mondo, festeggiano le banche che hanno accompagnato Facebook nel cammino verso il mercato finanziario: agli istituti di credito, a partire da JPMorgan che è stata scelta come capo del consorzio, arriverà un assegno da 176 milioni di dollari. Molto, ma sembra poco rispetto al valore complessivo dell'azienda di Palo Alto, California. Avendo scelto di collocare le azioni a partire da 38 dollari, il social network ha una capitalizzazione di partenza pari a 104 miliardi. In questo modo, Facebook incassa dalla vendita delle azioni messe sul mercato oltre 16 miliardi di dollari che serviranno per nuove acquisizioni e per lo sviluppo del business.

L'ipo di Facebook, che ha appena otto anni dalla fondazione è diventata un colosso del settore internet con oltre 900 milioni di utenti, sarà la maggiore di sempre nel settore internet e tra le più importanti della storia americana: piazzandosi al secondo posto della classifica delle maggiori quotazioni americane, tra il colosso delle carte di credito Visa (19,65 miliardi nel 2008) e il gigante di detroit General Motors (18,1 miliardi nel 2010).

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