17 mag 2012

Facebook, in Italia 34mila posti Fatturato indotto a 2,5 miliardi


Una ricerca Deloitte traccia il valore del social network per il tessuto economico italiano. In Europa il mercato arriva a 15 miliardi e gli occupati salgono a oltre 230mila. "Questo giustifica la valutazione di 100 miliardi" dice Mariano Corso, professore degli Osservatori Ict del Politecnico di Milano 

MILANO - Facebook in Italia ha generato nel 2011 un fatturato di 2,5 miliardi e creato oltre 34mila posti di lavoro. Performance, secondo una ricerca di Deloitte, inferiore solo ai mercati di Germania e Gran Bretagna (2,6 miliardi), i quali possono contare però su una popolazione più grande rispetto al bacino del nostro paese. Complessivamente nell'Unione europea il social network ha registrato un volume d'affari indotto di oltre 15 miliardi di euro, generando più di 230mila posti di lavoro. 

"E un indotto del genere giustifica la valutazione di 100 miliardi con la richiesta crescente di nuove figure professionali" dice Mariano Corso 1, professore degli Ossevatori Ict del Politecnico di Milano, che non teme il rischio bolla social network e critica chi ne vieta l'accesso sul lavoro: "Chi lo fa non ha ne ha capito le potenzialità. Non ha capito l'importanza delle relazioni sociali. E le aziende non si rendono conto di avere a disposizione una vetrina enorme. Con 900 milioni di iscritti il mercato è qui". 

L'Italia, ha sottolineato Alberto Donato, partner di Deloitte, "mostra ottimi risultati economici e prospettive occupazionali". Soprattutto, fa notare, è interessante la positiva prospettiva nel prossimo futuro di "un'elevata richiesta di mestieri legati ai nuovi social media, come esperti di marketing in social network, gli online advertiser, i community manager e i web data base analyst". In un mercato in crisi, per le aziende attrarre giovani esperti in queste nuove occupazioni "rappresenta un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza. Facebook, secondo l'analisi, "è molto più che la sola condivisione di foto o il tenersi aggiornati con gli amici. Questo social media si sta rivelando un canale particolarmente prezioso per le piccole e medie imprese, che costituiscono la spina dorsale del'economia italiana". Rappresenta quindi un'opportunità in tempi di crisi ma, sottolineano a Deloitte, bisognerà investire in istruzione, formazione, tecnologia e reti in modo che il social media possa continuare a guidare l'innovazione e la crescita economica".

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