08 mag 2012

DAILY WIRED NEWS INTERNET Google ha copiato Oracle


Il processo a Mountain View è arrivato a una prima svolta: secondo i giudici i codici Android sono gli stessi del motore Java. Ma non è ancora chiaro se sia veramente un'azione del tutto illegale


Questo è l'anno in cui Google dovrà sfoderare gli artigli: da una parte, c'è la grande ambizione di sbaragliare il mercato dei social media, dall'altra, la causa intentata da Oracle che potrebbe far svanire i sogni di gloria di BigG. Il condizionale è d'obbligo, visto che dopo un anno di contesa i giudici americani sono arrivati a conclusioni solo parziali: Mountain View avrebbe copiato i codici delle piattaforme Javaper realizzare il software Android, ma non è detto che facendolo abbia infranto la legge. Come spiegaWired.com, in questi casi il confine tra lecito e illecito è davvero sottile. 

Facciamo un passo indietro per capire meglio la situazione: al centro della contesa ci sono 37 Api(Application programming interface) Java sviluppate da Sun Microsystem da cui Google ha attinto a piene mani per realizzare nel 2008 una piattaforma di sviluppo per Android: Dalvik. Fin qui tutto bene, perché le Api di Java sono sempre state aperte, cioè fruibili da tutti i programmatori che vogliano integrarle in nuovi software. I problemi arrivano nel 2009, quando Oracle acquista Sun Microsystem e decide che BigG ha giocato troppo con i suoi codici posti sotto brevetto. 

Nell'agosto 2010 Oracle porta Google in tribunale e inizia una contesa lunga e davvero complicata sotto l'aspetto tecnico-giuridico. Come riferisce John Rose, ingegnere di Sun Microsystem, il fatto che BigG stesse utilizzando i codici Java era ben noto già nel 2008: Mountain View aveva sfruttato le Api per creare una piattaforma software veloce e leggera pensata per Android. Solo che il fair use che vige nel mondo dei programmatori permette di copiare le idee, non interi pezzi di codice come ha fatto Google. 

Insomma, le Api Java sono disponibili a tutti, ma Oracle detiene pur sempre sette brevetti che possono essere impugnati davanti ai giudici. Ecco perché la corte – di fronte al copia-incolla di BigG – ha sentenziato che Mountain View ha infranto la legge e sarà probabilmente tenuta a pagare una multa. Ma questo non significa che Google decida di arrendersi. 

Infatti, il processo intentato da Oracle non è ancora chiuso, perché i giudici non sono ancora riusciti a chiarire un piccolo dettaglio: Google può ancora appellarsi al fatto di aver agito in base alle regole delfair use? Dopo tutto il sistema Android è gratuito e, in un certo senso, ha permesso di integrare molte applicazioni Java diffondendole su scala globale. Il fatto è che all'interno delle community open source(come quelle degli sviluppatori Java) spesso non è ben chiaro fin dove si spossa spingere il furto creativo

Dopo tutto le Api non sono soggette a copyright perché, di fatto, 95 anni di diritti d'autore su una stringa di codice informatico manderebbero in tilt l'intero mercato ICT. Ma è anche vero che Googlesapeva perfettamente che con l'arrivo di Oracle il software sviluppato da Sun Microsystem non sarebbe rimasto un prato libero nel quale pascolare senza alcuna regola. Forse sarebbe bastato sedersi a un tavolo e mettersi d'accordo prima.

 

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