17 mag 2012

Bossi sapeva». Con i soldi del finanziamento pubblico una «paghetta» ai figli da 5mila euro

Soldi anche per gli alimenti alla ex moglie di Riccardo Bossi

Umberto Bossi con i figliUmberto Bossi con i figli
MILANO - Secondo i magistrati il denaro nella «family» di Umberto Bossi circolava in questo modo: Riccardo e Renzo, chiedevano all'ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito, di pagare i loro conti personali con i fondi del movimento. Le cifre che i due figli di Bossi avrebbero ricevuto dall'ex tesoriere sono ingenti: ricevevano una «paghetta» da 5mila euro al mese. Belsito, secondo gli inquirenti, informava Bossi di queste uscite dalle casse della Lega. Il Senatur, come hanno riferito ai pm la responsabile amministrativa del Carroccio Nadia Dagrada e lo stesso Belsito, era quindi a conoscenza delle spese del partito. Per questa ragione è stata ipotizzata per il leader della Lega l'accusa di truffa ai danni dello Stato. Della truffa, da 18 milioni di euro, risponde in concorso anche l'ex tesoriere Francesco Belsito. E' infatti questa la cifra che il partito ha incassato presentando, secondo l'accusa, un rendiconto infedele nell'agosto 2011 per avere i rimborsi elettorali relativi all'anno 2010. All'ex segretario della Lega è stato notificato un avviso di garanzia nella sede del partito in via Bellerio.

«FINALMENTE POSSO DIFENDERMI» - Riccardo e Renzo Bossi sono invece indagati per appropriazione indebita, sempre nell'ambito dell'inchiesta sul presunto uso per scopi privati dei rimborsi elettorali della Lega Nord. «Sono sereno e confido nella magistratura e soprattutto con questo atto giudiziario avrò finalmente la possibilità di difendermi e di mostrare a tutti la mia totale estraneità rispetto alle accuse che mi verranno mosse» ha detto Renzo Bossi che non on si trova in Italia ma in vacanza in Marocco. E' partito martedì insieme alla fidanzata, all'ex assessore lombardo Monica Rizzi e al compagno di quest'ultima. Proprio perchè in vacanza, Bossi ha detto di non aver «visto niente, perchè personalmente non mi hanno notificato nulla». Il «Trota» smentisce poi di aver ricevuto una «paghetta» costante: «Ho sempre detto di non aver preso nemmeno un euro» ha tagliato corto.

LA MOGLIE DI RICCARDO - A Maruska Abbate, ex moglie di Riccardo Bossi, sarebbero stati versati alimenti prelevati dalle casse della Lega Nord. È quanto emerge dall'indagine dei carabinieri del Noe di Roma, coordinata dai pm di Napoli. La circostanza sarebbe venuta alla luce dall'esame della contabilità dell'ex tesoriere della Lega, Francesco Belisto.

BOSSI - Nei confronti del leader del Carroccio, a differenza dei suoi due figli, non c'è alcuna contestazione che riguarda presunte spese personali. Sono inoltre indagati per peculato il senatore del Carroccio Piergiorgio Stiffoni, finito nel mirino dei magistrati per alcune movimentazioni di denaro ritenute sospette, e l'imprenditore Paolo Scala, per riciclaggio.

LA MOGLIE - La posizione della moglie di Umberto Bossi, Emanuela Marrone, non indagata, è ora al vaglio degli inquirenti insieme a quella di Rosi Mauro, anche lei al momento non indagata. In particolare i magistrati cercano di fare luce sulle «uscite» effettuate a favore del Sinpa e della scuola Bosina. In particolare in una telefonata intercettata, ora agli atti dell'inchiesta, gli interlocutori fanno riferimento ad una somma di 300 mila euro «parcheggiata» in contanti per la scuola.

I diplomi albanesi di Renzo Bossi e Pierangelo MoscagiuroI diplomi albanesi di Renzo Bossi e Pierangelo Moscagiuro    I diplomi albanesi di Renzo Bossi e Pierangelo Moscagiuro    I diplomi albanesi di Renzo Bossi e Pierangelo Moscagiuro    I diplomi albanesi di Renzo Bossi e Pierangelo Moscagiuro   I diplomi albanesi di Renzo Bossi e Pierangelo Moscagiuro

Nadia Dagrada (Ansa)Nadia Dagrada (Ansa)
«ERA LUI CHE FIRMAVA» - «Umberto Bossi firmava i rendiconti del partito». È quanto avrebbe detto in sostanza ai pm di Milano la responsabile amministrativa di via Bellerio, Nadia Dagrada. Le dichiarazioni della dirigente sarebbero, da quanto si è saputo, uno degli elementi su cui si fonda l'accusa di truffa ai danni dello Stato a carico del Senatur. «Bossi risponde come segretario federale che redige i conti - ha spiegato il procuratore capo, Edmondo Bruti Liberati - e abbiamo elementi utili per dire che c'è sotto una sua consapevolezza».

Silvia Baldo, la fidanzata del TrotaSilvia Baldo, la fidanzata del Trota    Silvia Baldo, la fidanzata del Trota    Silvia Baldo, la fidanzata del Trota    Silvia Baldo, la fidanzata del Trota   Silvia Baldo, la fidanzata del Trota

«E' ATTO DI GARANZIA» - In un incontro con i giornalisti il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati e il pm Paolo Filippini hanno spiegato che l'iscrizione nel registro degli indagati di Umberto Bossi con l'accusa di truffa ai danni dello Stato è «un atto di garanzia che dovrà comportare degli approfondimenti».

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