04 apr 2012

Yahoo! taglia 2mila posti. La sfida persa su ricerca e social network

Yahoo! cambia rotta e punta al contenimento dei costi per ripartire: prevede 2mila licenziamenti nel mondo in quasi tutte le aree, a partire da marketing, pubblicità, ricerca. Si tratta del 14% sul totale dei sui dipendenti. Lo scorso gennaio era arrivato in carica il nuovo amministratore delegato, Scott Thompson, ex presidente di Paypal. Nel corso della sua prima conferenza con la stampa aveva annunciato un focus sul prodotto e sui dati. Si tratta del sesto piano di tagli di posti di lavoro per l'azienda internet negli ultimi 4 anni. E' il più grosso, dopo quello di 1.500 unità sul finire del 2008.

Yahoo ha non pochi asset nel suo portafoglio. Negli Stati Uniti è il primo portale su internet: la sua sezione dedicata all'informazione riunisce gli articoli pubblicati dai quotidiani e dai siti d'informazione locale. Ha un vasto archivio di brevetti. La sua unità di ricerca nasce prima di Google e negli anni ha accumulato documenti di proprietà intellettuale: all'inizio di marzo ha accusato Facebook per la violazione di proprietà intellettuale, e il social network ha replicato da poco. Yahoo è stata tra le primi gruppi decollati sul web a espandersi in Estremo Oriente: ha fiutato presto l'ascesa di un mercato per le contrattazioni tra le aziende, Alibaba, diventato negli anni un colosso dell'internet cinese che ha allargato le sue attività fino al software e ai pagamenti elettronici. E da poco ha anche varato un clone locale del social network Pinterest, Fa Xian. Può contare sulla rete sociale Flickr, un album fotografico che raccoglie, secondo i dati di Yahoo, circa 4,5 milioni di immagini al giorno. 

È stata tra i simboli di internet quando era appena agli inizi: fondata nel 1995, diventa una bussola per navigare online. Ma ha perso terreno, prima con il suo motore di ricerca e poi nel web sociale. Aveva capito presto che Facebook sarebbe decollato: quando era ancora ai primi passi aveva offerto prima un miliardo di dollari e poi 750 milioni di dollari per acquistarlo. Ma la richiesta è stata declinata. E in seguito non ha puntato più sui social network. I continui cambi di management non hanno certo favorito la società: prima l'abbandono di Jarry Yang, fondatore di Yahoo con David Philo. Poi i due anni di Carol Bartz, ex amministratore delegato di Autodesk, terminati lo scorso settembre. A gennaio arriva al vertice Scott Thompson con l'idea chiara di ricominciare a sviluppare prodotti.

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