12 apr 2012

Scuola, richiamo al decoro per gli studenti:«Niente scollature né minigonne»


Le circolari dei presidi del Vespucci e dell'Einstein

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MILANO - «Né mini e micro gonne, né pantaloni corti o canottiere». Perché la scuola «non è né una palestra di aerobica né un lido marino». Molto più di un suggerimento, praticamente un aut aut , perché se l'abbigliamento di studenti e compagne non è «consono» niente lezioni. Gli avvertimenti dei presidi arrivano anche quest'anno. La circolare di primavera è ormai un classico per molti studenti delle scuole superiori, l'ultima è stata firmata mercoledì ed è destinata ai ragazzi dell'alberghiero Vespucci ma con l'anticipo di primavera a fine marzo si era portato avanti anche il preside del liceo scientifico Einstein, Edgardo Pansoni, al quale era «già capitato di notare, senza bisogno di occhiali, un uso disinvolto di camicette dotate di vistose scollature». E la nota del dirigente scolastico faceva appello al «comune senso del pudore» anche per la scelta delle calzature. Mentre la collega del Vespucci nella circolare di mercoledì ne fa una questione di estetica, da dirimere però regolamento alla mano.

IL REGOLAMENTO - E allora riporta l'articolo 5- Abbigliamento , per ricordare che ai laboratori di sala e cucina si accede soltanto con divisa ma anche per chiarire meglio che i ragazzi dell'alberghiero dovrebbero arrivare a scuola come si presenterebbero «ad un colloquio di lavoro cui venga richiesta bella presenza, buona educazione, capacità di relazionarsi e comunicare». «Se dovessero sorgere dubbi - precisa la professoressa Anna Pari nella sua nota - sono da evitarsi pantaloni corti (di qualsiasi lunghezza), pantaloncini, mini o microgonne, canottiere e consimili». Su bermuda, minigonne e pantaloni a vita bassa con ombelico in mostra e persino sui sandali si erano già espressi altri presidi in passato, alcuni avevano richiamato all'ordine anche gli studenti della medie.

I PARERI - Ma la questione microgonna e canottiera non esiste, o non urta la sensibilità, in altre scuole. «Una circolare sull'abbigliamento? Non serve. I miei studenti non hanno mai superato il limite della decenza, sono estrosi a volte ma questo non è un problema. Se dovesse capitare comunque credo che sceglierei il dialogo, funziona più di una circolare», sostiene Carola Feltrinelli, preside dell'Istituto tecnico Moreschi. 
E il gusto degli studenti del Virgilio incontra quello della loro preside Nicolina Francavilla, alla guida dell'istituto di piazza Ascoli dopo qualche anno trascorso all'estero: «I liceali milanesi? Non ho notato né mini, né scollature, anzi, mi sembra che prediligano lo stile sportivo, vedo soprattutto felpe e jeans. Nulla di irrispettoso». 

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