05 apr 2012

Rim Blackberry cerca un salvatore contro l'iPhone

L'ipotesi di una vendita di tutti o una parte degli asset? Non è remota. In casa Research in Motion, dopo il recente annuncio della trimestrale (chiusa in perdita e con un calo dei ricavi del 25% anno su anno) e le rinnovate ambizioni in ambito aziendale (enfatizzate nello statement a firma del Chief Executive Officer Thorsten Heins), si torna ancora una volta a parlare di un possibile cambio di strategia repentino. Che potrebbe portare ad accordi di licensing con altri attori della telefonia mobile (rumors hanno ventilato l'idea di un'alleanza con Microsoft per portare Windows sui BlackBerry) o anche alla costituzione di una joint venture.

Secondo quanto scrive Bloomberg, i vertici della compagnia stanno valutando attentamente anche l'eventualità della vendita dell'intero pacchetto azionario, che si potrebbe però concretizzare a prezzi di saldo in relazione agli utili conseguiti fino allo scorso anno – o perlomeno con uno sconto considerevole sul valore netto degli asset – anche in relazione al fatto che il titolo Rim in Borsa è crollato del 77% negli ultimi 15 mesi. La possibilità che l'azienda passi di mano, in altre parole, esiste e secondo Ironfire Capital e Recon Analytics ad essere interessati all'operazione sarebbero ancora, nonostante le smentite dei mesi scorsi, sia Amazon che Samsung.

Dal quartier generale di Rim non sono sortiti in merito nuovi commenti e si rimane quindi a quanto dichiarato ufficialmente da Heins, che ha comunque lasciato una porta aperta all'eventualità della cessione. Rimane il fatto che le quote di mercato in ambito smartphone sono ai minimi storici e, soprattutto, il ruolo di azienda di riferimento per i telefonini intelligenti per il business (almeno negli Stati Uniti) è ora appannaggio di Apple e del suo iPhone.

Rim, in altre parole, deve innanzitutto ripartire dal recuperare terreno sul mercato più redditizio in cui opera, quello degli smartphone per l'appunto, dove invece ha visto ridursi la propria share (i dati sono di Idc) a livello mondiale dal 14% del quarto trimestre 2010 all'8,2% degli ultimi tre mesi del 2011 (un percentuale pari a un terzo di quella vantata da Apple). Gli azionisti, da parte loro, hanno davanti ai loro occhi un altro parametro che certo non è incoraggiante. Oggi il valore di capitalizzazione di Rim è pari a 6,8 miliardi di dollari, rispetto agli 83 miliardi toccati a giugno 2008. Una dato che parla da solo e che si somma a prospettive a medio termine non certo promettenti, in considerazione del fatto che il fatturato della compagnia per l'esercizio fiscale appena iniziato è stimato da Bloomberg poter scendere del 16% a circa 15,5 miliardi di dollari.

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