05 apr 2012

Mentre Yahoo! licenzia,Twitter assume...poco

roprio mentre si diffonde la notizia secondo cui Yahoo! sopprimerà circa 2mila impieghi, nuove offerte di lavoro arrivano da Twitter che sta aprendo diverse branch in Inghilterra, Irlanda e Detroit. Si tratta, in realtà, di poche decine di posizioni orientate soprattutto al supporto e alle vendite ma questi dati, soprattutto per la concomitanza nei tempi, fanno riflettere. 

Una delle aziende storiche della Rete, a cui va il merito di avere contribuito allo sviluppo del web nel mondo sta arrancando, mentre un' azienda – lontana parente della prima – prolifera e nel suo piccolo si prepara ad aggredire sempre più il mercato, quello delle reti sociali, che sembra ancora ben lontano dal raggiungere un punto di saturazione. E non se ne può fare solo una questione di concorrenza, perché se Yahoo! deve fare i conti (soprattutto) con Google e Bing, Dorsey & company devono tenere sott'occhio le famiglie Zuckerberg, Page, Brin e Sciarra, anche dal punto di vista commerciale. Non può essere solo un caso che l'espansione di Twitter arriva esattamente due anni dopo l'introduzione dei "promoted tweets", gli annunci pubblicitari del tecno fringuello. 

Un altro indizio lo forniscono Yahoo! e Google, il primo ha più volte cambiato i vertici mostrando o una scarsa comprensione del reale motivo per cui la situazione stava peggiorando o – molto più probabilmente – nel tentativo disperato di salvare il salvabile, mentre Google, il cui management sembra meno fossilizzato, si è buttato a capofitto nel social networking (con una serie di progetti fallimentari, ma questa è tutta un'altra storia) riuscendo a rimanere in sella e a non perdersi in mezzo a questa new wave, una sorta di seconda giovinezza della Rete che valuta sempre più l'aspetto social e che dimenticai padri fondatori, perché se internet ha la memoria lunghissima, altrettanto non si può dire né delle aziende né degli internauti in generale. Google integra sempre più motore di ricerca e assetto social, mentre Yahoo! non ha nulla da integrare alla ricerca pura. Chi investe in pubblicità ricorre sempre più alle reti sociali e questo lo hanno capito tutti, Yahoo! esclusa.

La prossima sfida sarà quella di sempre: godrà di buona salute solo chi riuscirà a monetizzare questo enorme bacino dal quale tutti riescono ad attingere, portando al proprio mulino acqua in misura poco omogenea.
Yahoo! ha costruito i binari di questa trasmutazione del web, ma poi si è limitata a guardare passare il treno.

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