12 apr 2012

Marijuana anti-crisi, in Spagna misure alternative per risanare i conti pubblici


I cittadini di Rasquera votano sì al referendum sulla coltivazione di cannabis per risanare i bilanci del comune

Marijuana, l'erba proibita (Epa)Marijuana, l'erba proibita (Epa)
MILANO - La crisi economica non mostra segni di cedimento? Le amministrazioni locali sono sempre più costrette a fare i salti mortali per fare quadrare i bilanci? La soluzione potrebbe venire da creative misure di autofinanziamento come quella che sta per adottare il villaggio rurale di Rasquera, in Catalogna. Il piccolo comune del nord-est della Spagna, che conta appena 900 anime, ha accolto la singolare proposta di un'associazione di coltivare marijuana per uso privato sottoponendola a un referendum popolare. E i cittadini di Rasquera hanno risposto positivamente alla bizzarra misura anti-crisi.

1,3 MILIONI DI DEBITO - In realtà più che un plebiscito, il referendum ha diviso in due gli 804 abitanti maggiorenni di Rasquera, comune vicino a Tarragona che vive soprattutto di agricoltura e della produzione di olio d'oliva e ha un debito di 1,3 milioni. La domanda su cui si sono espressi martedì gli abitanti del villaggio è stata: «Sei d'accordo con il piano anti-crisi approvato dal comune di Rasquera il 29 febbraio?». Hanno risposto sì il 56% dei cittadini (308 votanti) contro il 44% dei no (239). Nonostante il sindaco, Bernat Pellisa, e l'intera giunta avessero minacciato (provocatoriamente) le dimissioni se non si fosse raggiunto almeno il 75% di voti positivi, dopo la votazione il primo cittadino si è detto soddisfatto del risultato del referendum, rimandando però qualsiasi decisione politica ai prossimi giorni.

LA PROPOSTA - La notizia della strana proposta anti-crisi aveva fatto il giro del mondo i primi di marzo, quando l'Asociacion Barcelonesa Cannabica de Autoconsumo (Abcda), un gruppo «con fini ludico-terapeutici» (più di 5mila soci) costituito per gestire collettivamente il consumo individuale di marijuana consentito dalla legge spagnola, aveva fatto la «proposta indecente»: chiedere all'amministrazione locale l'autorizzazione a coltivare sui campi del comune la cannabis a fini non commerciali e iniettare così nell'economia locale 550mila euro all'anno (per affitto e gestione dei terreni) e circa 40 nuovi posti di lavoro.

BATTAGLIA LEGALE - L'iniziativa, ora supportata dalla maggioranza dei cittadini di Rasquera, ha suscitato un intenso dibattito dentro e fuori la penisola iberica ed è al vaglio della procura catalana. L'articolo 368 del codice penale spagnolo proibisce la coltivazione, l'elaborazione e il traffico di droghe. In questo caso però, secondo i sostenitori dell'iniziativa, si tratterebbe di coltivazione per l'autoconsumo quindi non punibile dalla legge.

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