10 apr 2012

Iacchetti: «Il brano con Pier? Ignoravo chi fosse»



«Pensavo fosse solo un poliziotto, un Elvis moderno, 
poi l'ho visto con i leader del Carroccio»

Enzo Iacchetti e Pier Mosca
MILANO - «Non c'entro nulla con la Lega. Forse qualcuno vuole incastrarmi perché sono uno buono». Enzo Iacchetti prende le distanze da Pierangelo Moscogiuri, in arte Pier Mosca, compagno della leader leghista Rosi Mauro finito nella lista dei fondi distratti dalle casse del partito. Moscogiuri, poliziotto e aspirante cantante, aveva convinto il comico a duettare in Kooly Noody , una delle canzoni del suo cd d'esordio Tra dire e tradire uscito nel 2011. «Preferirei ricordare il mio cd benefico Acqua di Natale in cui duetto con Ruggeri, Dalla, Mina e altri - dice Iacchetti -: stiamo per inaugurare una diga in Kenya».

«Kooly Noody»: il duetto Iacchetti-MoscaE il duetto con Mosca?
«Nel 2007 mi chiamò un amico discografico chiedendomi una partecipazione a una canzone ispirata a una gag che facevo anni prima a Striscia ».

Scrisse lei il brano?
«No. Feci qualche correzione al testo. Però devo dire che l'idea di un'isola immaginaria su cui fuggire perché qui c'è crisi, la Borsa crolla e il prezzo della benzina aumenta fu profetica».

Come aveva conosciuto Pier Mosca?
«Mi portarono a sentire un suo concerto. Mi ricordava una specie di Elvis moderno. I testi delle sue canzoni non erano banali. Era un bel ragazzotto».

Quando Pier cantava alla ElvisLo ha più visto?
«Un paio d'anni fa a una Notte bianca a Varese. Poi l'ho riconosciuto in un tg vedendolo vicino ai leader della Lega. Ai tempi mi aveva detto che faceva il poliziotto e così avevo immaginato che l'avessero assegnato al servizio di scorta. Non sapevo nulla della sua vita privata e di Rosi Mauro».

Lei ha sempre confessato simpatie per la sinistra. Le ha dato fastidio sapere che «Kooly Noody» era diventato l'inno del sindacato leghista?
«Ho sperato che arrivasse qualcosa in diritti dalla Siae per poter fare beneficenza. La sinistra però mi ha deluso: sono quasi un grillino, anche se Grillo a volte esagera».

Ha vissuto per anni a Luino. Che ne pensa del fenomeno Lega?
«Non ho mai condiviso un millimetro della loro politica e infatti non mi hanno mai contattato, nemmeno quando il Varesotto era un loro feudo. Si sono sempre lamentati di non avere potere e appena lo hanno avuto si sono comportati come i socialisti nella Prima Repubblica. E ora spero che spariscano per un bel pezzo».

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