19 apr 2012

Ha 4 anni e il QI di Einstein. L'Inghilterra l'accoglie nel Mensa, il «club dei geni»



A DUE ANNI SAPEVA LEGGERE LIBRI PENSATI PER RAGZZINI DI SETTE

Ha 4 anni e il QI di Einstein. L'Inghilterra l'accoglie nel Mensa, il «club dei geni»

La psicologa avverte: la curva di sviluppo può rallentare nel tempo. I piccoli dotati? Attenzione a non «supervalorizzarli»

Heidi HankinsHeidi Hankins
MILANO - Vostro figlio ha una memoria potente? Ha imparato a leggere molto prima dei coetanei? È iperattivo, fa domande insolite? Potrebbe essere un bambino prodigio. Avere, cioè, un quoziente intellettivo superiore alla media. Come Heidi Hankins, graziosa bimba inglese di quattro anni, di Winchester, che all'età di due sapeva leggere libri pensati per ragazzini di sette, contava fino a quaranta, disegnava figure umane e animali. Un anno dopo aveva imparato a fare addizioni e sottrazioni. E oggi è stata accolta nel prestigioso Mensa britannico, il «club» che raccoglie la fetta più intelligente della popolazione, circa il 2 per cento degli individui adulti. Che vanta, tra i suoi membri, l'architetto Buckminster Fuller, lo scienziato lsaac Asimov, il costruttore di microcomputer Sir Clive Sinclair, il generale Norman Schwarzkopf, protagonista della guerra del Golfo, l'attrice Geena Davis.

LA SCOPERTA - La maestra d'asilo di Heidi, esaurite le proprie energie nel tentativo di tenerla impegnata, aveva segnalato ai genitori la sua insaziabilità di attività e stimoli. Il padre - docente all'università di Southampton - e la madre, artista, hanno deciso di sottoporla a un test per misurare l'intelligenza: «Abbiamo sempre pensato che fosse al di sopra della media: ha iniziato a leggere molto presto, a parlare poco tempo dopo la nascita e a un anno aveva già un vocabolario molto ricco e si esprimeva con frasi articolate e corrette», ha detto il padre, Matthew, pratico di strumenti per la misurazione del quoziente intellettivo nei bambini. Che è rimasto impressionato dalla performance della figlia nella «scala Wechsler», uno strumento che fa uso di puzzle e figure per misurare l'intelligenza di bimbi in età prescolare.

IL QI - Heidi ha un Quoziente Intellettivo di 159: solo un punto sotto quello di Albert Einstein e Stephen Hawking. Il suo «fattore G» - quello che secondo gli studiosi della psiche indica il livello di intelligenza di ciascuno e che è distribuito in maniera disuguale tra la popolazione, un po' come l'altezza, è enormemente superiore alla media della popolazione adulta - che è pari a 100. L'amministratore delegato di Mensa Uk, John Stevenage, ha commentato: «I genitori di Heidi hanno correttamente identificato il grande potenziale della bambina». E adesso papà e mamma Hankins sono impegnati nella ricerca di una scuola che sappia incanalare questo potenziale «e magari - dice la mamma - che consenta a Heidi di saltare un anno».

GENIO - Lo psicologo cognitivista Scott Barry Kaufman - che cura anche un blog sull'Huffington Post - mette però in guardia: può darsi che Heidi abbia ottenuto risultati particolarmente alti in alcuni compiti, ma potrebbe risultare nella media o addirittura sotto, rispetto ad altre dimensioni dello sviluppo, incluso l'aspetto emotivo e sociale. Il "genio" - scrive l'esperto - richiede la presenza armonica di molte qualità diverse: motivazione, immaginazione, perseveranza, opportunità, e anche fortuna».
Ma non di «genio» si sta parlando: «Genio è chi produce un cambiamento nell'ambito di cui si occupa, chi è in grado di creare, di dimostrare un teorema», dice Anna Maria Roncoroni, psicologa e coordinatore IGCP (international gifted children project) dell'Associazione per lo Sviluppo del talento e della Plusdotazione. «Nei bambini si può misurare il livello intellettivo, la rapidità di performance, la capacità di riprodurre. Noi seguiamo i ragazzi dotati - il 2% della popolazione studentesca - con attività scolastiche che tengano conto dei loro ritmi di apprendimento, diamo indicazioni ai genitori, curiamo il rapporto con i coetanei. Il caso della bimba inglese è davvero straordinario, anche se non è detto che la curva di sviluppo si mantenga costante nel tempo. È comunque difficile pensare che possa rientrare nella norma. Certo, negli adulti la situazione è più stabile».

GENI ALL'ITALIANA - E solo agli adulti apre il Mensa italiano, che accoglie tra i propri membri - 1200 in tutti - individui che hanno superato il 98° percentile della popolazione in un test d'intelligenza specifico. Nessun «piccolo genio» tra gli iscritti: «Per scelta noi non sottoponiamo a test individui sotto i 18 anni - spiega il presidente, Alberta Sestito -. E non incentiviamo la misurazione di quello che in un bambino potrebbe essere un indice, ma non un valore predittivo assoluto».

NON «SUPERVALORIZZARE» - Nel dubbio che il vostro bebè abbia i tratti distintivi del genio, o quantomeno competenze innate da sollecitare per evitare che vadano perdute, gli esperti raccomandano di fare grande attenzione a non «supervalorizzarli»: «Costringerli ad essere sempre all'altezza può creare dei disagi», avverte ancora la dottoressa Roncoroni. «Non bisogna creare delle aspettative, caricarli di un peso, ma lasciare loro piena libertà di scelta: non tutti i piccoli hanno voglia di sentirsi dei 

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Meravigliosa coincidenza
18.04|19:22 scetticoroma

Il padre di questa bambina é un esperto di misura del quoziente intellettivo dei bambini e quindi ha potuto rendersi conto della precocita' della figlia. Forse é una fortuna per la bambina ma forse sara' anche un gran peso per lei riuscire a soddisfare le attese dei genitori. Einstein da bambino non é mai stato considerato eccezionale.

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