11 apr 2012

Elkann (Exor) conferma, 2012 sarà anno di continua semplificazione



Elkann (<a href="/quotazioni/quotazioni.asp?step=1&action=ricerca&codiceStrumento=u2ae&titolo=EXOR">Exor</a>) conferma, 2012 sarà anno di continua semplificazione

"Il 2012 per la nostra organizzazione e per i nostri investimenti sarà un anno di continua semplificazione. Più è semplice, meglio è: di questo sono convinto". E' quanto ha affermato il presidente di Exor, John Elkann (nella foto), nella lettera agli azionisti della società, anticipata oggi da MF-Milano Finanza.

Il futuro di Exor dovrà quindi necessariamente passare attraverso una razionalizzazione dell'attuale portafoglio investimenti, riducendo le partecipazioni minori (si parla di Btg Pactual, Perella, Banijay) per concentrarsi sui grandi investimenti. "Intendiamo ridurre il numero dei piccoli investimenti, per concentrarci su poche grandi società", ha spiegato il presidente di Exor.

Elkann non ha escluso di prendere in considerazione investimenti di minore entità, ma solo in questi due casi: una partecipazione di minoranza a prezzi interessanti "in una buona società di cui saremmo orgogliosi di far parte" (L'Economist, di cui Exorpossiede il 5%, ne è un buon esempio) oppure una nuova impresa che ha il potenziale per poter crescere fino a diventare una grande società come Almacantar, società immobiliare con sede a Londra, di cui Exor è maggiore azionista: "ha tutte le caratteristiche per rientrare in questa categoria".

Il numero uno della holding della famiglia Agnelli ha poi evidenziato come il 62% dei ricavi delle maggiore partecipate di Exor venga da fuori Europa. Sbaglia dunque il mercato che considera la società prevalentemente europea, mentre a ben vedere il 62% dei ricavi aggregati dei maggiori investimenti di Exor è stato realizzato al di fuori dell'Europa. In particolare, il 33% deriva dall'area Nafta, il 38% dall'Europa e il 29% dal resto del mondo. In base a questi calcoli, il principale mercato della finanziaria oggi è di gran lunga gli Stati Uniti d'America, che rappresenta il 27% dei ricavi. 

Dopo aver registrato nel 2011 una redditività in aumento, nonostante la congiuntura, e aver investito circa 368 milioni "in ciò che conosciamo molto bene", il nuovo anno, ha continuato Elkann, "è iniziato con rinnovato ottimismo sul futuro: molte delle preoccupazioni, con cui si era concluso il 2011 sono svanite. Sono felice di questi sviluppi positivi, ma preferisco rimanere prudente, in particolare perché i dati sui consumi, soprattutto in Europa, continuano a essere deboli".

In attesa dell'assemblea degli azionisti di Exor, che si terrà il prossimo 29 maggio al nuovo Stadio della Juventus, e con il viaggio di Fiat/Chrysler che è appena cominciato: "continueremo a raccoglierne i frutti nei prossimi anni", ha concluso Elkann, a piazza Affari il titolo Exor sale dell'1,69% a quota 17,47 euro. L'ulteriore semplificazione del gruppo viene letta positivamente dagli analisti, ma le attività oggetto di cessione (Btg Pactual, Perella, Banijay) rappresentano meno del 1% del net asset value della holding per cui l'impatto non è significativo. 

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