30 apr 2012

Come fa il gigante Apple a «risparmiare» miliardi di tasse (attraverso Nevada, Irlanda e i paradisi fiscali)

 

Apple ha annunciato profitti per 11,62 miliardi di dollari nei primi tre mesi dell'anno. Un'inchiesta del New York Times esamina quali sono alcune strategie legali che adopera per ridurre il peso delle tasse. Negli Stati Uniti raccoglie e investe parte degli utili societari attraverso un ufficio in Nevada, dove le aliquote fiscali sui profitti delle aziende e sui guadagni in conto capitale, secondo il quotidiano, sono pari a zero. La sede di Apple è nella vicina California che prevede un prelievo dell'8,84%. Quella di avere filiali in altri Stati, come il Delaware, è una strada seguita anche da altri gruppi hitech. 

L'inchiesta segnala che attraverso metodi legali la casa della Mela attribuisce all'estero il 70% degli utili. Apple ha 36 anni di storia: è stata tra le prime a sperimentare tecniche per ottenere vantaggi fiscali oltre i confini degli Usa. Come il "Double Irish": trasferisce le royalties sui brevetti dagli Stati Uniti a una filiale con sede in Irlanda, dove l'aliquota è al 12,5% rispetto alla soglia massima del 35% stabilita del governo federale di Washington. Poi, attraverso un'altra società a Dublino può trasferire parte dei profitti anche in paradisi fiscali: è il "doppio irlandese", adoperato da molte aziende che hanno dimensioni globali. Ma, prima di arrivare in altre nazioni, i trasferimenti in denaro passano nei Paesi Bassi in modo da ridurre la tassazione dopo l'uscita dall'Irlanda, attraverso "il sandwich olandese".

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In Europa a gestire i pagamenti per gli acquisti nel negozio online di iTunes, come ad esempio per musica e applicazioni, è "iTunes Sarl": ha sede in Lussemburgo, dove l'iva sulle transazioni digitali è inferiore rispetto ad altre nazioni europee. Nel mondo il colosso hitech paga 8,3 miliardi di dollari in tasse e gestisce un tesoretto di 110 miliardi: è superiore al prodotto interno lordo di uno Stato come il Vietnam, pari a 106,4 miliardi di dollari per il 2010.

Apple ha replicato alle analisi del New York Times: ricorda che negli Stati Uniti ha versato 5 miliardi dollari al fisco da ottobre a marzo. Ha inoltre 47mila dipendenti e attraverso il suo ecosistema ha costruito un indotto produttivo per mezzo milione di persone, ad esempio con le applicazioni software ospitate nel suo negozio online e scaricate dagli utenti, anche a pagamento: ospitano inserzioni pubblicitarie e abilitano acquisti che contribuiscono ai ricavi di imprese hitech. Inoltre, ha versato 50 milioni di dollari a un'organizzazione non profit impegnata in Africa e altri 50 milioni di dollari all'università di Stanford.

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