18 apr 2012

Boom di lettori sul web: +50% in tre anni


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MILANO - «Nel 2011, nonostante l'azione di contenimento dei costi sia proseguita, gli elementi di criticità si sono riaffacciati con crescente intensità». Così lo studio Fieg «La stampa in Italia 2009-2011», secondo cui calano i ricavi dei giornali cartacei e si salvano solo quelli sul web. Si legge nel rapporto che nel 2011, per i quotidiani il declino dei ricavi ha ripreso tono (-2,2%), soprattutto per il calo della pubblicità (-5,7%). E ancora: «Le prospettive per il 2012 non appaiono migliori in rapporto ad una situazione complessiva del mercato pubblicitario che non sembra riprendersi».

LA DISTRIBUZIONE DEI RICAVI- Nella struttura dei ricavi perdono di peso quelli pubblicitari (dal 48,9% del 2008 al 46,7% del 2010), spiega il rapporto. Sono inoltre in diminuzione i ricavi da vendite in abbonamento. In calo anche i collaterali (-27,8% nel 2010), mentre sono in forte crescita i ricavi da attività online (38,8% nel 2010 e 32% nel 2011), anche se in valori assoluti l'incidenza sul fatturato è ancora limitata (1,4%).

I DATI DEL WEB - «Internet si è rivelato una risorsa che ha contribuito ad allargare il pubblico dei lettori», spiega la Fieg. Tra il 2009 e il 2011, il numero complessivo di utenti attivi sul web in un giorno medio è passato da 10,4 a 13,1 milioni, con un incremento del 26%: in parallelo, il numero degli utenti di siti web di quotidiani in un giorno medio è passato da 4 a 6 milioni, con un incremento del 50%. La percentuale di utenti di siti web di quotidiani sul totale dell'utenza nel giorno medio era del 38,3% nel 2009; nel 2011 è salita al 46,8% e, verosimilmente, quest'anno supererà la soglia del 50%.

L'ANALISI - «L'editoria cartacea attraversa una fase di crisi ma non è un malato terminale - commenta il presidente Fieg Giulio Anselmi nell'introduzione al rapporto -. Sono oltre 22 milioni le persone che ogni giorno leggono quotidiani, quasi 33 milioni i lettori di periodici, circa sei milioni gli utenti di siti web dei quotidiani». Insomma numeri «di una forza straordinaria» che ha bisogno di «manutenzione sul fronte della qualità e della capacità di rispondere alle esigenze dei cittadini».

I DATI DI LETTURA - Buone notizie sul fronte della lettura. «Le vendite sono in calo, ma non la lettura: la crisi induce a risparmiare sull'acquisto del giornale, ma la gente non rinuncia a leggerlo» è scritto ancora nel rapporto Fieg. «Le due ultime rilevazioni Audipress per il 2011 indicano un incremento dei lettori dei quotidiani dell'1,8% - prosegue il rapporto -. Si tratta di 24,2 milioni di persone, pari al 46,2% della popolazione adulta (14 anni e più). Anche i periodici, in misura più esigua (+0,2%), hanno visto aumentare il loro lettorato salito a 32,5 milioni di persone, pari al 62,0% della popolazione adulta.

«QUESTIONE MERIDIONALE» - L'analisi disaggregata per regione delle vendite evidenzia una sorta di «questione meridionale» - precisa ancora la Fieg -, in quanto ai livelli di vendite delle regioni del Nord (92 copie per mille abitanti) e del Centro (84 copie), corrispondono livelli particolarmente depressi nel Mezzogiorno (49 copie). Lo squilibrio può essere rappresentato anche confrontando abitanti e volumi di vendita. Le regioni settentrionali con il 45,8% della popolazione acquistano il 55,7 delle copie di quotidiani complessivamente vendute in Italia; quelle centrali, con il 19,7% della popolazione, ne acquistano il 21,9%; quelle meridionali, con il 34,5% della popolazione, ne acquistano il 22,4%.

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