12 dic 2011

Alluminio, rubli e la passione Nba Il Berlusconi russo che sfida Putin


Ecco chi è Mikhail Prokhorov,
il magnate che ha annunciato
la sua candidatura al Cremlino

MOSCA

Per la prima volta dal 2003 un oligarca entra a gamba tesa nella politica russa, dopo un primo sgambetto del Cremlino: è il magnate Mikhail Prokhorov, 46 anni, che si è candidato oggi alle presidenziali di marzo dopo aver accusato l'ideologo presidenziale Vladislav Surkov di aver orchestrato la sua recente estromissione dalla guida del partito Causa Giusta.

Alcuni media lo avevano già battezzato il «Berlusconi russo» e oggi non ha disdegnato il paragone quando gli è stato chiesto come pensa di conciliare miliardi e politica: «a Berlusconi Š riuscito, in qualche modo, e anche bene per un periodo abbastanza lungo». Alto più di due metri, brillante, è considerato lo scapolo d'oro, secondo uomo più ricco di Russia con un patrimonio stimato dalla rivista russa Finans 22,7 miliardi di dollari. Laureatosi in finanza a Mosca, il magnate ha fatto gran parte della sua fortuna vendendo il suo quarto di azioni di Norilsk Nickel prima che la crisi del 2008 bruciasse il loro valore. Ora detiene il 17% di Rusal, leader mondiale nella produzione di alluminio, e il 30% di Polyus Gold, il maggior produttore russo di oro.

Ha interessi che spaziano in vari settori, anche nel mondo dell'auto, dove ha lanciato la Yo-Mobile, primo modello russo di auto ibrida al quale Putin ha fatto da «testimonial». Nel 2007 era balzato all'attenzione delle cronache mondane per un breve arresto nella nota località sciistica francese di Courchevel per un presunto traffico di prostitute. Poi è diventato il primo proprietario non americano di una squadra di basket (il suo sport preferito) Nba, il New Jersey Nets. Se nel 1996 gli oligarchi erano riusciti a pilotare la rielezione di Boris Ieltsin contro il ritorno dei comunisti, negli otto anni della presidenza Putin tutti quelli che avevano manifestato ambizioni politiche sono stati costretti all'esilio, o sono finiti in carcere dopo inchieste ritenute orchestrate dal Cremlino, come Mikhail Khodorkovski. Oggi Prokhorov, che all'epoca si era allineato, ha chiesto la scarcerazione dell'ex patron di Yukos e ha detto di non aver paura di fare la stessa fine.

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