25 nov 2011

PALAZZO GRAZIOLI COSTRETTO A REPLICARE ALLE AFFERMAZIONI DEL SENATÙR Bossi: «Berlusconi ha lasciato perché ricattato» La replica: «No, lo ha fatto per il bene del Paese»


Affondo del leader del Carroccio: «Il governo fa schifo, Monti guida una squadra di improvvisati, non arriva al 2013»

Umberto Bossi (Ansa)
MILANO- Silvio Berlusconi non si è dimesso per effetto del voto sul rendiconto di bilancio, che lo scorso 8 novembre aveva sancito con soli 308 voti favorevoli (su 630 del plenum di Montecitorio) la mancanza di una maggioranza alla Camera. La politica non c'entra: il Cavaliere avrebbe gettato la spugna «perché è stato ricattato», in particolare perché «gli hanno ricattato le imprese». E' l'opinione espressa da Umberto Bossi a margine di un convegno in provincia di Varese e rilanciata da agenzie di stampa e mezzi di informazione. Ma è bastato che la notizia si diffondesse per suscitare la replica ufficiali di Palazzo Grazioli: «Le dimissioni del presidente Berlusconi - si legge in una nota ufficiale dello staff dell'ex premier - sono state motivate dal senso di responsabilità e dal senso dello Stato, nell'interesse esclusivo del Paese. Chi ha seguito le vicende di quei giorni sa bene che non esiste nessuna altra motivazione». Il botta e risposta è un ulteriore segnale del venir meno della sintonia tra il Pdl e la Lega, che dopo la chiusura dell'esperienza di governo è passata all'opposizione assumendosi di fatto il ruolo di principale antagonista dell'esecutivo guidato da Mario Monti.

«IL GOVERNO FA SCHIFO» - E in questo ruolo il Carroccio ci si è immedesimato in pieno, a partire proprio dal Senatùr. Che nel corso dello stesso confronto con i giornalisti ha detto che l'attuale compagine di governo «fa schifo» ed è composta da «improvvisati». Secondo il leader leghista, in particolare, l'esecutivo non arriverà al 2013 perché «sono degli improvvisatori». Poi un altro affondo: «Il presidente della Repubblica ha dato mandato di capo cordata a uno che le montagne le ha viste solo in cartolina», ha aggiunto il capo dei Lumbard riferendosi a Mario Monti, che pure è varesino. Questo esecutivo, ha sottolineato Bossi, «è lento e i contenuti sono lacrime e sangue». Il Senatùr, che dal governo aveva sempre osteggiato qualunque ipotesi di riforma delle pensioni, ha poi ricordato che che l'Unione europea aveva «valutato il sistema pensionistico italiano come più equilibrato d'Europa».

LA PADANIA - Già in precedenza in un editoriale apparso suLa Padania aveva definito l'esecutivo «Un governo fuori di testa». La Lega è stata l'unica a non sostenere in aula il neonato governo. E ora passa all'attacco: «Era nato in un modo - è l'analisi del giornale leghista - ora sta diventando altro».

ALTRO CHE TECNICI... - «Un governo di tecnici, che si è trasformato in un governo di politici, per altro fuori di testa, pronto a mettere mano ai diritti del popolo senza averne mai chiesto il consenso. Già, perché non solo sta clamorosamente uscendo dai suoi compiti (o almeno qualcuno vorrebbe così) ma soprattutto lo sta facendo annunciando provvedimenti che mai sarebbero passati con un esecutivo nato dal voto popolare». Nell'editoriale firmato da Bossi l'analisi non ammette repliche «L'Esecutivo sta sconfinando. Vogliono fare gli scalatori e hanno visto la montagna solo in cartolina».

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