02 ott 2011

Voli di Stato: 150 mila euro per volare dal Papa. La ministra tedesca nella bufera

Voli di Stato: 150 mila euro per volare dal Papa. La ministra tedesca nella bufera

La giustificazione: «Impegni troppo fitti, non facevo in tempo con i voli di linea». Ma scoppia la polemica

La ministra Schavan in udienza dal Papa
La ministra Schavan in udienza dal Papa
MILANO - Politica e voli di Stato, in Italia, hanno da tempo un lungo e consolidato rapporto. Negli anni è accresciuta anche l'indignazione tra i cittadini, irritati nel vedere (con sempre maggiore frequenza) ministri, viceministri e sottosegretari che salgono e scendono dagli aerei blu come fossero dei taxi dei cieli. L'uso dei voli di Stato per fini privati sembra essere una pratica consolidata anche da politici oltre i nostri confini nazionali. L'ultimo caso è esploso in Germania. Al centro delle polemiche è finita Annette Schavan, responsabile del dicastero dell'Istruzione e della Ricerca, vice di Angela Merkel alla guida della Cdu. Insomma, una delle donne forti della Cancelliera ed esponente di spicco del partito cristiano-democratico. Per una breve udienza privata in Vaticano con Benedetto XVI a fine marzo, la ministra ha infatti usato un piccolo jet dell'esercito federale, «nonostante ci fosse un collegamento diretto Berlino-Roma», critica lo Spiegel. Costo per il viaggio andata e ritorno: 150.000 euro. Lei, però, si giustifica: «Gli impegni in agenda erano troppo fitti».

«DEVE RITORNARE A ROMA E CONFESSARSI» - Immediati e puntuali gli attacchi arrivati da vari esponenti politici. Dall'opposizione Spd chiedono alla ministra di volare ancora una volta dal Papa, stavolta a proprie spese e per confessarsi. I Verdi tedeschi vogliono invece convocarla dinnanzi alla Commissione bilancio del Bundestag (Haushaltsausschuss). Ciò nonostante, dal ministero di Schavan hanno replicato che si è trattato di una visita di lavoro e che oltre all'udienza papale, «il ministro ha avuto diversi altri colloqui a livello ministeriale con alti rappresentanti dei settori di scuola, cultura e scienza». Con un volo di linea - ha aggiunto il portavoce - non sarebbe probabilmente arrivata in tempo per un incontro con l'ambasciatore tedesco in Vaticano. La cena era infatti in programma alla sera, prima dell'udienza col Papa. «Non era possibile rispettare tutti gli impegni con i voli di linea», ha sottolineato. «Per ragioni di tempo» la ministra è ricorsa al volo di stato pure per il viaggio di ritorno. Nella serata del 31 era infatti attesa a Nordhorn, nella Bassa Sassonia, per una conferenza sul tema «Formazione come fattore logistico».

LE REGOLE - L'udienza è stata breve, ma costosa: la ministra tedesca è volata in Italia il 29 marzo ed è ripartita il 31 alla volta dell'aeroporto di Münster/Osnabrück. Con lei c'erano tre accompagnatori. L'occasione per la visita di tre giorni nella capitale: un'udienza privata con Papa Ratzinger, avvenuta il 30 marzo. L'esponente della Cdu ha partecipato dapprima all'udienza generale per poi intrattenersi privatamente per alcuni minuti col Santo Padre. Tuttavia, Annette Schavan per quel viaggio ha utilizzato un aereo di Stato, un piccolo jet per voli di medio-lungo raggio messo a disposizione dalla Bundeswehr, le forze armate tedesche. Il costo per un'ora di volo col Challenger dell'aeronautica militare è stimato in circa 17.000 euro, riferisce Der Spiegel. Il magazine tedesco, che sabato ha rivelato la notizia, fa due conti: un volo di linea per Roma dura circa due. Dunque, la durata complessiva di volo della ministra si aggira sulle nove ore. Lo Spiegel cita inoltre le linee guida della Flugbereitschaft, cioè l'Ufficio voli per gli aerei di Stato. Le regole sono ben definite e chiare: i ministri sono autorizzati ad utilizzare gli aerei blu solo quando mezzi pubblici o automobili non consentono di raggiungere la destinazione per appuntamenti importanti.

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