09 ott 2011

"Noi i Beckham de' noantri? Ma se alle dieci siamo al letto"

Se per molti resta "la moglie di Totti", lei fa spallucce: "Io sono io, Francesco è Francesco". A tirare fuori le unghie ha imparato presto: "Ero una letterina fidanzata con un calciatore, ci si aspettava poco da me. Ora sono una iena. Come tutti, chi più chi meno""Noi i Beckham de' noantri? Ma se alle dieci siamo al letto"
COLOGNO MONZESE - La iena in carriera, pantaloni militari e diamanti alle orecchie, ha l'aria divertita quando racconta che allo stadio chiacchiera, si alza, si fa un giretto "e l'ultima volta non mi sono neanche accorta che da 2 a 0 stavano 2 a 1, perché, lo posso dire?, qualche volta mi annoio". Si annoiano in molte e sono in buona compagnia, nel gruppo c'è anche la moglie del capitano della Roma Ilary Blasi, la signora Totti. Trent'anni, romana coi colori da svedese - per i tifosi Pupona, moglie del Pupone - è seduta come una studentessa in attesa dell'esame in una sala riunioni di Mediaset, a Cologno Monzese, dopo le prove. Da cinque anni è arruolata nel programma di Davide Parenti su Italia 1 e si capisce che le piace moltissimo perché, tra gattamorta e iena, non ha dubbi: "Le sembro una gattamorta?". È una gatta vivacissima, occhi turchesi e labbra alla Angelina Jolie. "Parliamoci chiaro, tutti siamo iene, chi più, chi meno".

Simpatica, verace, è la classica romana che non si stupisce di niente. E chi pensa che il ruolo della signora Totti sia l'unico che è in grado di interpretare, o che sia la bionda stangona prestata alla tv, è fuori strada: l'Ilary che non ti aspetti fa svanire ogni pregiudizio. "Nasciamo individui, e io sono nata Ilary non Francesco". Rivendica la sua autonomia, anche se si finisce spesso per parlare di lui. Le carriere separate si sono incrociate negli spot che interpretano insieme, come novelli Sandra e Raimondo: "Una sit-com con Francesco? Mi divertirebbe ma non è il suo lavoro, insomma, lui gioca a calcio... Però invece a me piacerebbe fare l'attrice. Magari in una fiction. Ma nei cinepanettoni no".

Nozze in diretta tv, biondi, abbronzati, due figli coi nomi da soap, Cristian senza l'h e Chanel, i Totti sono un po' i Beckham de' noantri, a portata di foto ricordo. "Il paragone mi diverte, li adoro. Ma il loro stile è opposto al nostro, fanno vita mondana, escono tutte le sere. Noi ceniamo prestissimo, andiamo a letto alle dieci. Ne dicono di tutti i colori sui Beckham, ma alla fine stanno sempre insieme: hanno quattro figli, lanciano un messaggio positivo, sono una bella famiglia. Anch'io alla famiglia do valore, l'ho voluta e me la sono costruita".

Si è costruita anche una carriera, da ragazza ambiziosa ma con giudizio, senza sbagliare un colpo: da Letterina di Passaparola Che tempo che fa, tra Festival di Sanremo e Festivalbar in tv ha dimostrato di sentirsi a casa. "Mi diverto. Le iene è tutto nuovo con Luca Argentero e Enrico Brignano, i tempi sono serrati, con la diretta ti giochi tutto. Meno male che ho una memoria di ferro, mi basta leggere una cosa una volta e me la ricordo, ed è così che mi sono sempre salvata a scuola". Sta sempre al gioco, ma se si mette in testa una cosa è quella, a costo di bruciare le tappe: "Non è vero, ho scelto passo dopo passo, però è vero che è stato il programma di Fabio Fazio a "ripulirmi"; venivo da Passaparola Cd live, RaiTre mi ha fatto fare il salto. Diciamo la verità: ci si aspettava poco da me, un'ex letterina fidanzata con un calciatore al massimo partecipa a una trasmissione sportiva. Poi Le iene ha dato una spinta forte alla mia carriera. Cosa sogno ora? Di presentare, ma so che devo ancora crescere per avere un programma tutto mio. Ci vuole esperienza. Mi piacerebbe condurre un reality: sei lì da sola, devi tenere a bada tutti...".

Le brillano gli occhi, e si capisce che quella che abbiamo di fronte non è un'eroina romantica, ma una domatrice di circo. Il suo modello? "Mi ha sempre colpito Simona Ventura, la sua irriverenza, il fatto che giochi a fare la ragazzaccia con battute fuori programma. Piace anche a me uscire dagli schemi e non fare il compitino". Ecco, non è tipo da compitini; ha la battuta pronta ma sa ascoltare: "La bellezza conta all'inizio, però poi devi dimostrare di saperle fare le cose, devi impegnarti". Ripete e si ripete quanto è fortunata, consapevolezza che l'ha guidata spesso nella vita: "Perché so da dove vengo: mio padre è impiegato, mamma casalinga che da cinque anni lavora e fa la vigilessa. Prima si è occupata di noi, poi quando siamo cresciute ha fatto il concorso in Comune. Oggi è felice come una pasqua. Papà che era abituato benissimo - lei sempre a disposizione, la cena pronta - un po' meno".

Ilary è rimasta la pupona di famiglia, legatissima alle sorelle Silvia e Melory. "Sì lo so, quel nome fa sorridere tutti... L'ha voluto mamma. Però è musicale. Ilary, invece, l'ha scelto papà, l'ha preso da un film western. Quanto a me, ho chiamato mia figlia Chanel perché trovo che leghi benissimo col cognome. No? Totti è un cognome duro, lo sente? Tot-ti. Invece Chanel, è così dolce. L'ho scelto per il suono, giuro, la moda non c'entra. Tanto anche se l'avessi chiamata Giulia o Maria avrebbero avuto da ridire. Non sa quante bambine adesso, anche fuori Roma, si chiamano Chanel". Non sarebbe necessariamente una cosa di cui vantarsi, ma come puoi spiegarlo alla iena faccia d'angelo, mentre inizia a raccontarti come educa i figli? "Tra la mia famiglia d'origine e quella di adesso non si possono fare paragoni. La mia vita era fatta di scuole pubbliche, sport, amici normali, quelli che vedo tuttora. Cristian e Chanel hanno un tenore di vita diverso, abitano in una casa diversa. Ma ci tengo che capiscano il valore di quello che hanno, voglio che si rendano conto di quanto sono fortunati. Un esempio? Regali solo a Natale e per i compleanni". Gli altri giorni sveglia alle sette e mezza, pullmino per la scuola americana "e al pomeriggio sono io che vado a prenderli, ma spesso anche Francesco. Sono una mamma presente, cresco insieme ai miei figli, ma non sono una mamma chioccia. Non sono abbastanza "fisica", pochi abbracci, tendo a essere fredda. Francesco, lui sì che è un coccolone". Oltre che geloso, pare. "Anch'io", ammette Ilary, "ma dopo dieci anni il rapporto cambia, non è più la gelosia primitiva, quella dei primi tempi, della passione. Se no, come fai a vivere? Il rapporto evolve, nella mia piccola esperienza ho capito che solo avendo obiettivi comuni si resta uniti. Non è mica facile stare insieme, e se devi stare con una persona deve valerne la pena". Costi quel che costi, anche se ti pedinano i fotografi e s'inventano perfidie di ogni tipo. "'Sto gossip... 'Ilary gesticola, hanno litigato', ogni giorno ce n'è una. All'inizio le cattiverie mi colpivano, ora ho imparato a non farmi fagocitare. Non leggere troppo è l'unico modo per sopravvivere".

Indipendente e determinata, primi spot da pupina a tre anni (Cicciobello e frollini per la colazione), sulle ragazze coinvolte negli scandali sessuali ha le idee chiare: "Non mi sconvolgo, prima era tutto celato ora è più evidente. Il mondo dello spettacolo ha sempre funzionato così, ma sei tu a creare il tuo destino. Nessuno ti obbliga a fare niente". Qualcuno si ricorda che quando andò ospite a Porta a porta, Bruno Vespa le chiese: "Perché ti sei messa i pantaloni?". "È vero! Chissà, forse si aspettava che dovessi parlare con le gambe e non con la bocca". Ride. "La tv è un po' maschilista, come tutti i posti di lavoro... Si sa che non è una società a misura di donna, siamo ancora penalizzate, leggiamo di ragazze che vengono licenziate perché aspettano un figlio. Bisognerebbe aprire asili nido nelle aziende, perché se per lavorare devi dare il tuo stipendio alla tata, è la fine".

La Ilary battagliera segue la politica? Sguardo perso. Lungo silenzio. "Oddio, dobbiamo proprio parlarne? Ci ha sposato Veltroni, lui è una brava persona, ma la politica oggi mi sembra ridotta a un battibecco tra due sponde che non trovano mai un punto di incontro. L'andamento è questo, poi, per carità, ognuno vede le cose a suo modo. Non guardo tanta televisione, la tv è di Francesco, segue partite e sport, non sono io ad avere il monopolio del telecomando. Ora che ci penso non ce l'ho mai avuto, anche quando dormivo in camera con mia sorella decideva lei...".

Per il resto, vita da trentenne: figli, palestra, aereo per Milano, prove, shopping con le amiche. "Cerco di fare una vita normale, mantenendo un piede dall'altra parte. E per me l'altra parte è la tv. Con Francesco non ci portiamo il lavoro a casa, gli parlo delle mie cose, ma alla fine decido da sola". Come a tavola: iena anche come cuoca, sempre a dieta, Ilary conta il numero di rigatoni da mettere nei piatti, massimo otto. "Ma no, sono molti di più", protesta, "ventiquattro in due, mi pare". Quindi dodici. "Insomma so' sessanta grammi".

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