07 ott 2011

Apple, incognita dopo Jobs "Ha lasciato idee per 4 anni"



A due giorni dalla morte del geniale fondatore dell'azienda madre del Mac e della linea con i (dall'iPod all'iPad), i mercati e gli analisti si chiedono cosa succederà. Il Times: "Pronti nuovi apparecchi per almeno quattro anni". E una nuova stella appare sulla Walk of Fame

 (lapresse)

"E ADESSO?" La chiave è tutta qui, in questa domanda. Steve Jobs è morto, il mondo lo ricorda incessantemente da quasi 48 ore ma qualcuno ora comincia a guardare avanti. A un futuro senza "il visionario" fondatore di Apple, creatore dell'iTutto: il lettore mp3, il melafonino, il tablet. E il padre - insieme all'altro Steve, Wozniak - dei moderni personal computer. 

ADDIO A STEVE JOBS: LO SPECIALE 1

La reazione dei mercati è stata composta: il titolo in borsa ha avuto solo una leggera flessione 2, segno che i trader erano pronti a questo momento e sono fiduciosi che - almeno nel breve periodo - Apple rimarrà leader nel suo settore. Ma qui, per Tim Cook, nuovo Ceo dell'azienda, inizia la parte più difficile. Il lancio dell'iPhone 4s, il primo prodotto già considerato post-Jobs, introduce interessanti novità ma non ha ottenuto il plauso unanime dei fan della mela. Viene da chiedersi che impatto avrebbe avuto Siri, l'assistente parlante del nuovo cellulare, se solo fosse stato lanciato durante un keynote di Steve. 

VIDEORITRATTO Jobs, l'uomo che visse tre volte 3

"La scomparsa di Jobs - spiega Lance Strate, professore di Comunicazione e media alla Fordham University di New York - metterà più pressione sui dirigenti Apple per il lancio dei nuovi prodotti. Difficilmente Cook sarà considerato responsabile se le prossime release non saranno all'altezza delle aspettative, ma tutti sottolineeranno come manchi il genio di Steve Jobs". Ma il futuro non è grigio: "Nonostante i sali e scendi del mercato, il settore tecnologico è vitale - chiosa Strate - la gente taglierà sulla benzina prima di tagliare su computer, smartphone e tablet".

Ma non tutti la pensano così: "Apple senza Steve Jobs non è nulla", spiegava poco tempo fa con durezza forse eccessiva l'analista statunitense Trip Chowdhry. "Puoi insegnare alle persone a essere efficienti, pagare consulenti, ma solo Dio crea l'innovazione". E il San Francisco Chronicle sottolinea come con il tempo si alzeranno sempre più voci contro Jobs, che metteranno in una luce diversa le innovazioni che sono nel tempo diventate il suo secondo volto. "Chiedete però in giro - scrive il giornale - quanti di quelli che conoscete hanno almeno un device targato Cupertino. E chiedetegli cosa ne pensano. La risposta sarà sempre la stessa: 'Lo adoro".

E poi c'è il tesoretto, di cui scrive oggi il quotidiano britannico Times: Steve Jobs avrebbe lasciato quattro anni di prodotti già pronti. Secondo Times, infatti, Jobs in persona avrebbe confidato ad alcuni colleghi che una serie di nuovi prodotti riposa nei forzieri di Cupertino. Le voci vogliono che versioni base dei futuri 'miracoli' della Apple fossero pronti con anni di anticipo. E l'iPhone 5 - la cui commercializzazione slitterebbe a fine 2012 o inizio 2013 - sarà un oggetto capace di cambiare, di nuovo, le regole del gioco.

Ma mentre mercati, analisti e media si chiedono "e ora?", il cordoglio non accenna a diminuire. Messaggi da tutto il mondo, omaggi, pellegrinaggi negli Apple Store e tweet continuano a rincorrersi. Il nome di Jobs arriva anche sulla famosa Walk of Fame di Los Angeles, la via delle stelle del cinema, dove qualcuno da ieri con un pennarello ha aggiunto il nome di Jobs in mezzo a quello di Audrey Hepburn e Alfred Hitchcock. 

Perché per il mondo lui era una star. E questo non passerà così presto come vogliono gli analisti.

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