18 set 2011

Ubs è stata fortunata, il suo trader infedele ha perso "solo" 2 mld ma ne aveva scommessi almeno 10

Kweku Adoboli. Foto Ap

LONDRA – Ubs è stata fortunata. Le cose a Kweku Adoboli, il trentunenne trader arrestato per aver eseguito operazioni non autorizzate, potevano andare molto peggio e la banca svizzera non avrebbe potuto sperare di leccarsi le ferite limitandosi a valutare il rosso del terzo trimestre del 2011 o bloccando i bonus dei dipendenti.

Kweku ha perso due miliardi di dollari, ma ne aveva "scommessi" almeno dieci, secondo fonti interne alla banca rivelate dal Sunday Times con operazioni illegali che risalivano anche a tre anni fa. Se tutto fosse andato nel peggiore dei modi il direttore del desk Delta One, ovvero di strumenti derivati applicati a Etf, avrebbe probabilmente affossato la banca intera. O quasi. Dieci miliardi di dollari avrebbero fatto di lui il più folle trader illegale della storia del banking, nulla al confronto del francese Jerome Kerviel.
Ad Adoboli e soprattutto a Ubs è andata, quindi, piuttosto bene: quando i supervisor, dopo l'arresto del giovane ghanese, hanno finito di chiudere il suo portafogli hanno fermato le calcolatrici a "meno 2 miliardi", ma la caduta era stata cinque volte superiore. Una corsa all'ingiù, poi recuperata. E' un'altra inquietante pennellata al quadro di assoluta follia che continua ad avvolgere le operazioni che le banche d'investimento nella City insistono nell'effettuare. Tutte le maggiori maison finanziarie, più o meno, agiscono così. Nel caso di Ubs la situazione è da tempo più grave.


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Secondo notizie non confermate, in queste ore, la banca avrebbe inviato lettere a i maggiori clienti invitandoli a non chiudere le proprie posizioni e ricordando che l'istituto resta uno dei meglio capitalizzati. Il tentativo – denunciato dal Sunday Telegraph – ricorda un'operazione analoga che Ubs fece nel 2008 quando all'apice della crisi furono tolti più di 190 miliardi di dollari da parte di clienti terrorizzati dal quadro globale che andava emergendo nel settore del credito mondiale. Crescono intanto le voci sul possibile allontanamento di top manager. John Hughes responsabile del desk di Kweku Adoboli avrebbe già lasciato l'istituto, mossa prevedibile, quasi scontata. Nel mirino degli azionisti ci sarebbe, ora, lo stesso ceo Oswald Gruebel, severamente criticato dal presidente onorario Nikolaus Senn molto scettico sull'affidabilità dei meccanismi di controllo interno. Gli ultimi particolari svelati, infatti, aggiungono mistero e dubbi sul modus operandi della banca. E' sconcertante che Kweku Adoboli da solo abbia operato illegalmente su 10 miliardi di dollari, nell'arco di tre anni, senza mai suscitare il sospetto dei colleghi e dei superiori. Il risk management team è ovviamente al centro dell'inchiesta che le autorità di controllo sui mercati svizzera e britannica stanno svolgendo.

Nei prossimi giorni si capirà se il ceo dovrà davvero lasciare, ma prima di allora altre teste della prima linea dell'istituto elvetico dovranno rassegnare le dimissioni. Molto dipenderà anche da quanto Kweku Adoboli dirà agli inquirenti. Per il momento il trader resta in carcere con imputazioni che valgono fino a dieci anni di carcere.

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