19 feb 2011

bagno di sangue in libia 84 morti


a tensione in Libia schizza alle stelle. Violenze, scontri e morti, dopo aver insanguinato il Maghreb e parte del Medio Oriente, si espandono anche in Bahrein, Yemen e Kuwait.

LIBIA - Le autorità libiche sarebbero responsabili della morte di almeno 84 manifestanti (le stime di venerdì sera ne contavano 41). A far trapelare il nuovo bilancio è l'organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch, che ha interpellato fonti mediche e testimoni. Nel dettaglio, il regime del colonnello Muammar Gheddafi avrebbe ucciso almeno 70 manifestanti a Bengasi, seconda citta della Libia. Anche questa rivolta sta venendo integralmente coperta dall'emittente Al Jazeera, che conferma, grazie a un testimone, il tragico bilancio. Sarebbero almeno 70 i cadaveri, e le forze dell'ordine avrebbero impedito alle ambulanze di raggiungere i luoghi di protesta. 

INTERNET OSCURATO Al Jazeera sostiene anche che, alla stregua di quanto accadde in Egitto, il regime avrebbe oscurato il segnale dell'emittente e anche il sito web. Secondo una società americana il web sarebbe stato paralizzato in tutto il Paese. 

BAHREIN - Nel Paese, la coalizione Wefaq, il principale gruppo di opposizione sciita, ha posto una condizione non negoziabile: "Il governo dovrà rassegnare le dimissioni e ritirare i soldati dalle strade di Manama": Viene così respinta l'offerta di dialogo avanzata da re Hamad, riferisce l'emittente Bbc. Negli scontri di venerdì i feriti sono stati almento 50: gli scontri sono scoppiati durante i funerali dei 4 manifestanti uccisi nei giorni precedenti.

GRAN PREMIO - Il primo Gran Premio della stagione 2011 dovrebbe tenersi il 13 marzo proprio in Bahrein. Attualmente non ci sarebbero le condizioni di sicurezza per disputare la gara, che potrebbe saltare e non essere recuperata. Venerdì sera, il patron del circus della Formula 1, Bernie Ecclestone, si è detto "più ottimista" sulla possibilità di disputare il primo Gran Premio. "Spero che non dovremo modificare il calendario", ha chiosato Ecclestone.

KUWAIT - Le proteste sono dilagate anche in Kuwait. L'epicentro, una manifestazione a Jahra, a nordovest di Kuwait City, dove i feriti sarebbero una trentina e gli arrestati oltre 50. La protesta sarebbe stata alimentata dai beduini a cui non viene riconosciuta la nazionalità kuwaitiana.

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