Berlusconi: «Siamo in stato di polizia |
OMA (24 febbraio) - «Siamo già in uno stato di polizia perché siamo controllati. Quando siamo al telefono magari in conversazioni private, siamo controllati». Così questa mattina Silvio Berlusconi al Tempio di Adriano, a Roma, dove è intervenuto alla presentazione dell'iniziativa Promotori della libertà di Michela Brambilla. Tra le altre cose il premier ha lamentato «le secchiate di fango» che vengono pubblicate a seguito delle intercettazioni compiute.
Esercito del bene contro il male. Berlusconi ha rivolto un appello per un maggiore impegno personale e per «scendere tutti in campo» non solo attraverso l'iscrizione al Pdl ma facendo di più con una proposta e cioè quella di creare «un esercito del bene contro il male. La proposta è quella di creare dei paladini della libertà, un esercito del bene contro l'esercito del male; di chi ama contro chi odia; una forza popolare, un vero e proprio esercito di difensori e di promotori della libertà, composto da uomini, donne, giovani, da italiani che si schierano e si impegnano per difendere e promuovere, proprio come dei paladini, la libertà». Tra gli impegni di questo «esercito», ha spiegato il leader del Pdl, quello «innanzitutto di sostenere l'azione del nostro governo», spiegando ad amici e conoscenti quello che è stato fatto finora.
La sinistra vuole l'invasione degli stranieri. «Affiancherò i governatori nella campagna elettorale per le regionali e dirò che siamo di fronte ad una scelta di campo: la sinistra o noi. La sinistra vuole spalancare le porte ai cittadini stranieri, vuole un'invasione di stranieri perchè pensa che si possa cambiare il peso del voto che ha visto la vittoria dell'Italia moderata», ha detto fra l'altro Berlusconi.
«Il diritto alla riservatezza e alla privatezza fa parte delle libertà fondamentali», ha anche detto Berlusconi, a proposito delle intercettazioni. «Ogni giorno ci sono attacchi alla libertà se uno alza il telefono e pensa di essere intercettato, perchè quello della privacy è un diritto fondamentale».
Stima e soddisfazione per i vertici Pdl. «Sui giornali è stato scritto che nel partito c'è scontentezza, ne approfitto per dire che è pura fantasia. Si lavora benissimo e non ci sono contrasti. C'è grande stima per i vertici». Così Berlusconi ha espresso soddisfazione per l'organizzazione del Pdl. «Siamo soddisfatti, non ci sono preoccupazioni per il futuro». La cosa «più importante» per il Pdl è che sia un partito «veramente democratico» in cui a decidere «non è il leader o i tre coordinatori» ma gli organi preposti come l'ufficio di presidenza e che in essi si decida all'unanimità se possibile o a maggioranza in modo che «la minoranza si adegui» alle decisioni dei più. Il premier ha anche ribadito di «auspicare che il sistema politico italiano vada verso un sistema bipolare» come quello in vigore negli Stati Uniti.
«La mia opinione non coincide al 100% con quella del presidente del Consiglio e questo è notorio», ha commentato da Bruxelles il presidente della Camera, Gianfranco Fini, rispondendo ad una domanda a Bruxelles sulle dichiarazioni di Berlusconi riguardanti l'immigrazione.
Delusi dall'Udc di Casini. «Ci sono attese che andarono deluse, come quella dell'Udc di Casini, che nel '93 entrò in Parlamento come candidato di Forza Italia e pochi giorni dopo decise di fare un proprio gruppo e una propria formazione politica. E anche in queste elezioni, in certe situazioni sta con il centrosinistra, in altre con il centrodestra, in altre va da solo. Quindi manca all'appello il partito di Pier Ferdinando Casini».
Casini: io non deluso dal premier, so com'è. «Sono parlamentare dall'83 e sono sempre risultato il primo degli eletti quando c'erano le preferenze. Credo che Berlusconi una volta tanto debba ricordarsi anche di quello che gli altri hanno fatto per lui. Io l'ho deluso? Lui a me non ha deluso perchè ho sempre immaginato che fosse così», è la risposta del leader dell'Udc Pierferdinando Casini, che ha aggiunto: se la fusione tra Ds e Margherita nel Pd «è stata un errore dalla nascita e non è riuscita» nel Pdl le cose stanno ancora peggio: «non c'è nemmeno fusione. C'è solo Berlusconi che cementa tutto e tutti con il suo potere politico ed economico. Il Pdl non è un partito ma un'accolita di persone che credono in Berlusconi».
Sereni (Pd): Pdl alza toni per nascondere difficoltà. «Le dichiarazioni di oggi del presidente del Consiglio hanno il solo merito di porre fine al tormentone ipocrita del partito dell'amore. Come sempre ad un mese dalle scadenze elettorali, il premier ci ripropone la solita tirata sull'esercito del bene, con l'aggiunta stavolta dell'invasione degli stranieri che, a suo dire, la sinistra caldeggerebbe». Lo dichiara Marina Sereni, vice presidente dell'Assemblea nazionale del Pd.
Orlando (Idv) vogliamo stato di diritto. «Berlusconi sbaglia, nessuno vuole lo Stato di polizia, ma certamente uno Stato di diritto. L'Italia sta attraversando un momento difficile, il Paese è travolto dagli scandali, dal malaffare, dai rapporti torbidi tra politica e criminalità».Lo afferma il portavoce dell'Idv Leoluca Orlando.«Non c'è solo una nuova tangentopoli, ma qualcosa di peggio, una "conflittopoli", perchè i conflitti d'interesse del premier pregiudicano l'attività politica del governo e del parlamento. Un governo che dice di voler combattere la corruzione non cerca in tutti i modi di eliminare le intercettazioni telefoniche solo per salvare il premier dai processi».
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