31 dic 2008

L'importanza di creare ricchezza


Riporto questo bell'articolo di Giovanni Sartori, che centra il bersaglio, come mai nessuno fino ad ora.

L'idea dei soldi come manna



Il 2009 sarà il primo anno — temo — di una tempesta economica perfetta. Una tempesta perfetta destinata a durare finché non torneremo a capire come nasce il denaro, cosa fa ricchezza.

Grazie a una scuola che non è più magistra vitae, i giovani non lo sanno di certo. Per loro è come se piovesse dal cielo come la manna. Per loro il denaro ci deve essere e basta. Ma è così, purtroppo, anche per i non-più-giovani.

Nell'ottica di quasi tutti la ricchezza c'è, così come c'è l'aria o il mare. Se manca è perché è maldistribuita e perché se la mangiano i ricchi. E nemmeno i ricchi, o quantomeno gli straricchi, ne sanno di più. I Berlusconi del mondo sanno benissimo fare i soldi per sé; ma perché i soldi ci siano, e come e da cosa zampillino, non è un problema che li interessi.

L'economia come scienza ha cominciato a deragliare con la sua politicizzazione diciamo di sinistra: una politicizzazione che la induce ad anteporre il problema della distribuzione della ricchezza al problema della creazione della ricchezza e, in questo solco, anche a confondere i due problemi. Ed è questa confusione che ha allevato una opinione pubblica graniticamente convinta del fatto che la ricchezza ci sia (come ci sono, che so, le piante), e che il guaio sta in come viene distribuita, cioè maldistribuita.


Ora, che la distribuzione della ricchezza sia per lo più iniqua, moralmente inaccettabile e spesso anche economicamente dannosa, è un fatto.
Un fatto che però non autorizza a confondere tra la grandezza della torta e la sua divisione in fette. Perché non è in alcun modo vero che la ridistribuzione della ricchezza produca ricchezza. Anzi, se la mettiamo così, è più probabile che produca povertà.

In prospettiva — e la prospettiva ci vuole — fino alla rivoluzione industriale del primissimo Ottocento l'economia è stata prevalentemente agricola, e quindi una economia di sostentamento. Dopo la lunga stagnazione medievale il primo accumulo di ricchezza avviene con il commercio e con le città marinare (per esempio, Venezia) nelle quali è fiorito. Ma la ricchezza prodotta dalla società pre-industriale fu ricchezza da consumare (in palazzi, chiese e, s'intende, in bella vita per i pochissimi che ne disponevano), non ricchezza da accumulare per investimento, e quindi ricchezza in denaro da investire nel processo economico. Pertanto fino alla rivoluzione industriale, che è poi la rivoluzione della macchina che moltiplica a dismisura il lavoro manuale, l'uomo è vissuto in grande povertà. Il tepore del benessere si affacciò, nel contesto dello Stato territoriale nel suo complesso, soltanto nel corso dell'Ottocento. Ma sino al Novecento, talvolta inoltrato, l'uomo occidentale non ha conosciuto la società opulenta, la cosiddetta società del benessere. Che da noi è durata soltanto una cinquantina d'anni. Per dire come si fa presto a diventare viziati.
Come e quando usciremo dalla gravissima recessione nella quale siamo peccaminosamente incappati nessuno lo sa.
Il punto da capire sin d'ora è che il diritto a qualcosa sussiste solo se c'è la cosa. Il diritto di mangiare presuppone che ci sia cibo.

E il «diritto ai soldi» presuppone che i soldi vengano creati.



corriere

30 dic 2008

Iniziative... 2008/2009: Seasy


L'anno volge al termine e dobbiamo prepararci ad affrontare il nuovo anno nella maniera migliore.


Per questo, come di consueto, vi segnalo un'iniziativa molto interessante, che permette di ricevere, per sms o email, informazioni di qualunque genere semplicemente registarndosi (gratuitamente):

http://seasyblog.blogspot.com/


In definitiva se avete domande, c'è qualcuno che vi risponde sempre e gratuitamente!


Be!
mi pare un bel servizio ... io intanto mi registro!

OneEnergydream

Le invenzioni dell'anno


Il meglio del 2008 ... ora che volge al termine!




Si chiude un anno ed è tradizione in questa occasione tirare le somme su cosa è accaduto nei 365 giorni precedenti. In "Vita digitale" il resoconto non può che essere di natura hi-tech e dunque ecco la proposta di vedere assieme quali prodotti di stampo digitale si sono distinti come i più incisivi, i più usati e i più innovativi in Italia nel corso del 2008. Essendo questo un blog, quanto scritto è ovviamente suscettible di migliorie e suggerimenti da parte dei lettori. In questo sondaggio è poi possibile votare quale, sempre secondo i lettori, è stato il top dell'anno.

Anno che sicuramente si è contraddistinto per l'arrivo anche nel nostro Paese del telefonino di Apple, il tanto desiderato iPhone, che nella versione 3G è sbarcato anche da noi in luglio, andando letteralmente a ruba, ma forse alla fine incidendo sul mercato meno di quanto previsto. I costi d'altronde erano e sono abbastanza alti. Comunque sia, nel Paese dei telefonini, il cellulare touch di Cupertino non poteva che avere un effetto devastante. Effetto che è di livello mondiale, come testimonia la virata al "tocco" di tutti i produttori di telefonini, con il leader Nokia buon ultimo. E mentre, per gli Usa, il 2008 ha significato anche l'esordio di Android con il telefonino G1 - sicuramente non meritevole di una menzione nella top list dei prodotti tecnologici americani -, anche in Italia nell'anno del 40esimo anniversario del mouse sono sbarcati i primi pc "touch". Tecnologia e prodotti comunque ancora "in divenire" e di cui vederemo il fiorire forse già a partire dall'anno prossimo (e questo forse varrà anche per i Googlefonini di cui sopra). Per chiudere il ricco fronte Apple, il 2008 ha visto anche i nuovi iPod e MacBook, ma - collegato al nuovo iPhone - soprattutto il lancio dell'AppStore, cornucopia di file di cui molti in distribuzione gratuita.

Passando dai cellulari al Web, probabilmente l'altra grande novità dell'anno digitale italiano è la definitiva (nonché incredible) esplosione del social networking, che da noi al momento fa rima soprattutto con FaceBook. Tutti o quasi ormai sono su FaceBook, dai cosiddetti utenti comuni ai (sempre cosiddetti) vip: politici, attori, calciatori, anche alti prelati. Un'esplosione di profili e di "amici" senza precedenti.
Con pochi precedenti, sempre sul fronte Internet, anche il successo ottenuto dal lancio del browser Firefox 3 - con record di download -, capace in pochi mesi di erodere ulteriormente lo strapotere di Internet Explorer. Successo decisamente non bissato da Chrome, il programma di navigazione sviluppato da Google (che nel 2008 ha dato l'addio al suo Lively).

A febbraio si è quindi registrata la vittoria del blu-ray nella lotta per lo standard dei supporti video ad alta definizione: Toshiba il 18 del mese aveva comunicato ufficialmente di aver abbandonato la produzione di Hd-Dvd. Due settimane dopo in Italia il primo blu-ray - il film Ratatouille - è entrato nella classifica dei 10 dvd più venduti.

Altra grande novità hi-tech dell'anno è stato senz'altro l'arrivo dei netbook, pc portatili che fanno del "mini" la loro grande forza, dimostrata sempre a febbraio dalla sparizione dai negozi in pochi giorni del primo di questi arrivati in Italia, l'Eee Pc della Asus. Mini nelle dimensioni, nel peso e nel prezzo. Tre-quattrocento euro per dei computer costruiti essenzialmente per navigare in Internet ovunque ci si trovi.

Ultimo, doveroso, capitolo dedicato ai videogiochi, che in queste feste hanno bissato il record siglato già l'anno scorso come tipologia di dono più desiderato e più regalato. L'anno scorso l'Italia aveva scoperto la Wii di Nintendo, console per tutti - che non necessita mani e dita da adolescente per usare complicati gamepad -, che quest'anno, in giugno, si è rilanciata nei desideri degli italiani con la pedana e il software di Wii Fit. Un successo che ha portato beneficio a tutti i produttori di videogames, dunque anche a Microsoft (Xbox 360) e Sony (Playstation 3), baciate sempre per Natale dall'esplosione dei giochi musicali: Guitar Hero - e in misura decisamente minore Rock Band - ha messo una chitarra (e un microfono) in mano a un gran numero di italiani.
corriere

29 dic 2008

MothMan: l'uomo falena


I misteri di Point Pleasant



Se qualcuno, la sera di Natale, non aveva meglio da fare che guardare la televisione e in particolare Raidue, si sarà imbattuto in una storia a mio giudizio formidabile e carica di mistero. Bisogna dire grazie a Voyager, trasmissione veramente interessante e ben fatta, per averci introdotto nel ricordo dei fatti clamorosi di Point Pleasant, paesino della West Virginia che da quel giorno divenne famoso per gli avvistamenti del cosiddetto "uomo falena" e per episodi strani e tragici che hanno tenuto banco per tredici anni. La cronistoria è particolarmente complicata, ma sul sito www.marcopirola.com è riassunta in maniera perfetta. Pertanto, ve la ripropongo prendendola direttamente da esso.

Point Pleasant, West Virginia, 15 novembre 1966.
Una coppia di ragazzi, Roger e Linda Scarberry con Steve e May Mallette, fece un giro in maccchina quella sera. Secondo il racconto dell'unica donna che ne volle parlare, passarono nei pressi di una fabbrica di TNT ormai in disuso dalla seconda guerra mondiale. All'interno di quella struttura di cemento, notarono due luci rosse molto intense. Incuriositi si fermarono e scesero dalla vettura. Sempre secondo la loro testimonianza, scrutando più da vicino, compresero che quelle due luci non erano altro che gli occhi rossi di un enorme animale “dalla forma di un uomo, ma più grosso, fra i sei e mezzo e sette di piedi di altezza, con grandi ali ripiegate sulla schiena”. Si trattava di Mothman, l'uomo falena. Terrorizzati fuggirono senza voltarsi verso la macchina e una volta risaliti si diressero a tutta velocità verso il centro della cittadina. Ma la loro storia non finiva li. A detta dei ragazzi, quella strana creatura volante li seguì per diversi metri fino al punto in cui le luci della città lo fecero sparire nel nulla. Impauriti ed increduli i quattro ragazzi raccontarono l'accaduto allo sceriffo Millard
Halstead, che qualche tempo dopo testimoniò:
"Conosco questi ragazzi da quando sono nati. Non si sono mai messi nei guai e quella notte erano davvero spaventati. Li ho presi sul serio."
Una cronista della zona, raccontando i fatti appena accaduti, ribattezzò lo strano volatile come Mothman (uomo falena). Nei mesi successivi questa strana creatura apparve a molti altri abitanti della zona e dei paesi limitrofi, attirando l'attenzione di media e studiosi. In molti cercarono di dare spiegazioni scientifiche e razionali. Alcuni pensarono si trattasse di un barbagianni un po' troppo cresciuto. Altri pensarono che la fantasia e la noia di quel gruppo di ragazzi fosse la principale causa di tutto il clamore. Fatto sta che gli avvistamenti di Mothman si susseguirono senza sosta.Alcuni mesi dopo la cittadina di Point Pleasant fu letteralmente invasa da uomini in nero. Men In Balck. Federali? Agenti della Cia? Testimoni li descrissero come persone incredibili, che non sapevano nemmeno cosa volesse significare il gesto di stringersi la mano. Persone di carnagione molto chiara, serie e ben vestite. Oltre a questo, scienziati e giornalisti dell'epoca venivano tempestati di telefonate anonime, spesso minacciati e spiati. Chiunque si occupasse di Mothman (l'uomo falena) veniva "perseguitato" dai Men In Black. Ma perché tutto questo? Se fu solo una storiella da niente, come mai tutto questo movimento e clamore? La cosa peggiore però fu il susseguirsi di incredibili vicende catastrofiche nella località del West Virginia. Decine di persone morirono negli anni seguenti l'avvistamento di Mothman. Un ponte crollò, due aerei si schiantarono nella zona e un uragano distrusse vite e case. Testimoni giurarono di aver visto l'uomo falena ogni volta che una di queste catastrofi colpiva la città.

Riflessioni e conclusioni

Il primo ragionamento che può essere fatto è anche il più scontato: possibile che sia un fenomeno di allucinazione collettiva? La risposta più sensata, a mio avviso, è un deciso "no, non è possibile". Numerosi autori hanno studiato il fenomeno degli avvistamenti di Mothman, traendone interpretazioni molto diverse. Autori come John Keel e A. B. Colvin considerano gli avvistamenti reali, e cercano di darne spiegazione. Keel, nel suo celebre romanzo-inchiesta The Mothman Prophecies (1976) sviluppa una articolata teoria del complotto che si propone di spiegare Mothman mettendolo in relazione con altri misteri come Ufo, Men in Black, poltergeist, avvistamenti di Bigfoot (esseri enormi, assimilati o equiparati allo Yeti), e infine con il crollo del Silver Bridge. Colvin sostiene che Mothman è una creatura soprannaturale con l'incarico di aiutare l'umanità in momenti critici e che la stessa creatura è nota come Thunderbird presso i nativi americani e come Garuda in Asia. Criptozoologi come Mark A. Hall hanno sostenuto che il Mothman sia in effetti un esemplare di una misteriosa specie animale riconducibile agli uccelli giganti del Pleistocene.Gli scettici (molti dei quali hanno contribuito ai numeri di marzo e aprile 2002 della rivista Skeptical Inquirer) ritengono che i testimoni si siano semplicemente sbagliati, scambiando per una creatura misteriosa un gufo, probabilmente di una specie di grandi dimensioni come il grande gufo cornuto (il più grande presente negli Stati Uniti). Stranamente anche il CSICOP (il "Comitato americano per l'indagine scientifica delle affermazioni sul paranormale") appoggia la strana teoria secondo la quale le persone abbiano scambiato un piccolo gufo per il gigantesco essere. E questo sebbene gli avvistamenti siano stati segnalati da più persone e in momenti diversi e tutti i dettagli, compresi quelli relativi alle enormi dimensioni dell'entità coincidono. Comunque lo si rigiri, questo dossier rimane uno dei più critici tra quelli riconducibili ad avvistamenti e contatti misteriosi e, soprattutto, ancora da risolvere in maniera chiara. Mi permetto di aggiungere un dettaglio secondo me non trascurabile: la vicenda dell'uomo-falena mi ha subito riportato a quella dell'avvistamento di figure alate da parte di un marinaio della corazzata Caio Duilio nel mare di Taranto durante la Seconda Guerra mondiale. Come spesso si verifica in altre tipologie di avvistamento, ventun anni prima, da tutt'altra parte del mondo, s'era dunque registrato qualcosa di simile. E non solo lì: i personaggi con le ali, infatti, sono una delle categorie con le quali nell'ufologia vengono censite entità che si vuole appartengano a realtà extraterrestri.

corriere-extra-

Qualità della vita


Aosta al top L'ultima è Caltanissetta
Cambio della guardia in testa e in coda: nel 2007, Trento prima e Agrigento la peggiore



ROMA - Aosta prima, Caltanissetta ultima: è questo il risultato della classifica 2008 sulla «Qualità della vita nelle province italiane», realizzata dal Sole 24 Ore e giunta quest'anno all'edizione numero 19. L'anno scorso era sempre al nord la città italiana dove si viveva meglio e in Sicilia quella che deteneva il primato negativo: al primo posto si era piazzata, infatti, Trento; all'ultimo Agrigento.

I CRITERI - L'indagine annuale del Sole 24 Ore sulla province italiane in cui si vive meglio sarà pubblicata sul numero del quotidiano in edicola lunedì, 29 dicembre, e prende in considerazione sei macro-aree (tenore di vita; affari e lavoro; servizi, ambiente e salute; ordine pubblico; popolazione; tempo libero). Per ogni macro-area sono individuati sei indicatori specifici (per un totale, quindi, di 36 indicatori), quali, ad esempio, il Pil pro capite, la disoccupazione; le infrastrutture; i reati denunciati; gli acquisti di libri; il numero di associazioni di volontariato rispetto alla popolazione.

GLI ESTREMI - La provincia valdostana conquista dunque quest'anno il primato, dopo la terza posizione raggiunta nell'edizione 2007 dell'indagine, quando si era piazzata dietro Trento e Bolzano. In particolare, Aosta raggiunge il vertice della classifica 2008 grazie alle buone performance in gran parte delle aree che compongono l'indagine: tempo libero (1/mo posto), tenore di vita (5/o posto), popolazione (6/o) affari e lavoro (10/mo posto). Leggermente meno brillante il risultato nei settori ordine pubblico (32esima posizione) e in quello riferito a servizi, ambiente e salute (67/mo). Sul versante opposto, Caltanissetta scende di sette gradini rispetto all'edizione 2007 dell'indagine del Sole 24 Ore, passando dalla 96/ma alla 103/ma di quest'anno. La provincia siciliana sconta piazzamenti nella parte bassa (o bassissima) della graduatoria in tutti i settori. In particolare, Caltanissetta consegue il 70/mo posto nell'ordine pubblico; il 79/mo nel tenore di vita; l'88/mo in servizi, ambiente e salute; il 100/mo in affari e lavoro; il 102/mo sia nella popolazione sia nel tempo libero. Alcuni indicatori statistici meglio illustrano la distanza tra i due estremi della classifica sulla Qualità della vita 2008: ad Aosta, il Pil medio pro capite è di oltre 34mila euro, a Caltanissetta non arriva alla metà (16mila euro); il tasso di disoccupazione è del 3,2% ad Aosta e si avvicina al 16% nella provincia siciliana; le rapine sono meno di 17 ogni 100mila abitanti nella provincia montana e oltre 48 a Caltanissetta; le associazioni di volontariato 1,24 ogni mille abitanti ad Aosta contro 0,34 di Caltanissetta.

TOP TEN - Lo scorso anno, nella top ten figuravano Trento, Bolzano, Aosta, Belluno e Sondrio, con Milano al sesto posto e Roma all'ottavo. Ad occupare le ultime dieci posizioni, tutte le città del sud: in ordine Bari (ex aequo con Caserta e Palermo), Vibo Valentia, Caltanissetta, Reggio Calabria, Taranto, Catanzaro, Catania, Foggia, Benevento ed, ultima, Agrigento.

corriere

28 dic 2008

La crisi spegne gli oligarchi


Salta la festa di Abramovich
Niente party di Capodanno. Il magnate russo dimezza anche i regali



MILANO — Rihanna, quest'anno, dovrà escogitare un nuovo sistema per rimpinguare il suo conto in banca. Perché nel castello (pardon, dacia) del re dell'alluminio non si balla più. E i cinquecentomila dollari sborsati solo 12 mesi fa da Oleg Deripaska per far esibire alla propria festa di San Silvestro la popstar venuta dalle Barbados, regina delle classifiche di tutto il pianeta, sono ormai un lontano ricordo.

Tira vento di crisi tra gli oligarchi di Mosca e sul veglione di Capodanno si addensano nuvole cariche di tempesta. Intendiamoci: niente a che vedere con chi la cinghia, purtroppo, è costretto a tirarla sul serio. Sicché potrà far sorridere il pensiero che la congiuntura negativa dell'economia mondiale possa costringere Abramovich e compagni a rinunciare, tra le altre cose, a quello che sembrava essere diventato il loro passatempo preferito — il concerto privato, per chiudere in bellezza l'anno (e i libri contabili).

Nel 2007, San Silvestro aveva provocato una vera e propria migrazione di stelle del pop e del rock verso le rive della Moscova. Il record dello «spreco» era stato raggiunto da Vladimir Potanin, magnate del nichel e del petrolio, pronto a sborsare sull'unghia e senza battere ciglio 3,5 milioni di dollari per 75 minuti di vocalizzi eseguiti da George Michael. Nel salotto della sua casa di Mosca. Ma tra i nomi transitati per le dimore degli oligarchi russi ci sono pure supergruppi come i Deep Purple e gli Scorpions, dive del calibro di Tina Turner e Jennifer Lopez, e via elencando.
Quest'anno, nelle vie di Oligarkh City — quella Mosca abitata da una trentina di miliardari e trentamila milionari (stando alle «bibbie» Forbes e Fortune), accesa da luminarie che neanche le vetrine «nemiche» di Saks Fifth Avenue, popolata da Rolls Royce in attesa a bordo strada e da vetrine straripanti di oggetti di superlusso — c'è aria di sbaraccamento.

La notizia più ferale è arrivata ieri: Roman Abramovich ha annullato la tradizionale festa di Capodanno, che avrebbe radunato nella sua villa di Aspen, in Colorado, una sessantina di vip provenienti da tutto il mondo. I quali, a quattro giorni dalla serata più attesa dell'anno, si sono visti costretti a trovare un ripiego. Niente di tragico, si capisce; ma sarà una bella sfida, per loro, escogitare qualcosa all'altezza delle aspettative suscitate da un invito del patron del Chelsea. E se il proprietario del Pinons, il ristorante prescelto per il veglione, si dispera, non possono certo dire di star meglio i marinai del mega yacht Pelorus, acquistato nel 2005 dall'imprenditore 42enne: per loro, niente bonus natalizio e salari ridotti. A farne le spese anche familiari e amici di Roman, dato che il budget per i regali è stato — pare — ben più che dimezzato, passando da 3 a meno di un milione di euro (e 200mila se ne sono andati in un collier di diamanti per la fidanzata).

Che ci fosse qualcosa nell'aria, del resto, lo si era intuito già ad ottobre, quando il sito di gossip Life.ru aveva svelato come Abramovich avesse deciso di annullare, causa crisi, le nozze con la top 25enne Dasha Zukova. All'epoca si parlò di un semplice rinvio, «forse a una data vicina a Capodanno»; oggi, la situazione sembra più complicata. Anche perché se i super oligarchi piangono, il resto del Paese non ride: Mosca, è vero, ha vinto per il terzo anno lo scettro di città più ricca del mondo, ma i lavori per la costruzione di Moscow City, il nuovo quartiere degli affari, sono in fase di stallo, e le classiche feste aziendali di fine anno sono diminuite del 25%. Perfino la Duma di Stato, la camera bassa del Parlamento, ha preso atto della situazione e per l'ultima sessione del 2008, a Santo Stefano, ha abolito champagne e caviale. Nella terra dello storione, non è davvero un segnale positivo.

corriere

27 dic 2008

L'audacia della speranza


Qualche anno fa, con il discorso introduttivo alla convention del Partito democratico entusiasmò il pubblico, ricordando quell'ottimismo nel futuro, da lui definito "audacia della speranza", che ha sempre guidato il popolo americano. Avvocato, esperto di diritti civili, senatore per l'Illinois nelle file dei democratici moderati, Barack Obama è uno dei candidati favoriti alla nomination democratica per le elezioni presidenziali del 2008. Mentre la sua principale avversaria, Hillary Clinton, è l'espressione di una dinastia e dell'establishment, "il Kennedy nero", come è stato battezzato, è il leader carismatico che rappresenta il cambiamento.

In questo libro, Obama si racconta: essere nato da una madre del Kansas e un padre keniano, aver avuto un patrigno indonesiano e aver vissuto la sua giovinezza tra Hawaii e Indonesia lo rendono capace di rivelare con lucidità i difetti del mondo globalizzato. E di mettere a punto un "piano di battaglia" e un concreto progetto di "frontiera" per affrontare i gravi problemi del gigante malato: la crescente insicurezza economica delle famiglie americane, le tensioni razziali e religiose interne al corpo politico, le minacce globali, dal terrorismo agli imminenti pericoli ecologici. Un ritorno allo spirito democratico e ai valori che sono alla base della Costituzione. E il coraggio di offrire un nuovo sogno ai cittadini statunitensi e a tutti i popoli del mondo.

Diciamo la verità:
la parte più brutta del libro è l'introduzione di W. Veltroni anche detto l'uomo OMBRA....

Lo trovi QUI

24 dic 2008

Pasta e... stipendi!


Grazie al boom della pasta, l'azienda Divella premierà i suoi 280 dipendenti con un mese di stipendio in più: i lavoratori del grande pastificio riceveranno, oltre alla tredicesima, due stipendi. La notizia è pubblicata oggi sul quotidiano 'La Repubblica'.
L'annuncio - secondo quanto riportato dal quotidiano - è stato fatto da Enzo e Francesco Divella ieri sera, all'appuntamento per gli scambi di auguri di Natale nella sede del nuovo biscottificio, a Rutigliano, a dieci chilometri da Bari dove c'è invece il pastificio. «La crisi - afferma Enzo Divella, che è anche presidente della Provincia di Bari per il centrosinistra - esiste davvero e si fa sentire. Così proprio la pasta diventa il bene rifugio, chiamiamolo in questa maniera, degli italiani». Il risultato è che «a livello nazionale si compra il 35% di pasta in più. Non accadeva da 15 anni. I consumi erano fermi». Per lo stabilimento le cose sono andate benissimo: «I macchinari - racconta Divella - tiravano fuori 1000 quintali di confezioni ogni giorno. Siamo saliti a 6.000 quintali». A questo punto è stato deciso di far scattare il premio di produzione.
«Si tratta di un successo a cui hanno collaborato tutti quelli che lavorano con noi - afferma Francesco Divella, che è anche deputato del Pdl - ed è giusto ringraziarli, non soltanto a parole».
ilsole24ore

19 dic 2008

Il meccanismo di Antikythera


Un ricercatore britannico ha ricostruito fedelmente il meccanismo di Antikythera
Uno scienziato accende il "computer"
inventato dai greci 2mila anni fa
L'apparecchio effettua complicati calcoli astronomici
e mostra le posizioni dei vari corpi celesti


MILANO - Un misterioso congegno meccanico simile ad un orologio. Venne scoperto nel 1901 da alcuni pescatori nelle acque vicino a Antikythera, un'isolotto sperduto nel Mar Ionio della Grecia. Sembrava soltanto un blocco di ruggine agli occhi degli archeologi, che non diedero tanta importanza allo strano reperto ripescato da un veliero affondato. Quando però lo strano oggetto si ruppe nelle stanze degli archivi del Museo di Atene dov'era custodito vennero alla luce delle ruote dentate - gli scienziati si accorsero subito di essere di fronte a qualcosa di molto particolare. Era stato trovato il più vecchio "elaboratore" del mondo. Secondo gli scienziati del tempo il meccanismo di Antikythera era stato costruito per effettuare complicati calcoli astronomici: dal moto del Sole e della Luna nello Zodiaco a quello dei pianeti, ma anche per determinare le eclissi.

COPIA ESATTA - Si calcola che il meccanismo sia stato costruito 150 anni prima della nascita di Cristo. E' composto da una trentina di ingranaggi in bronzo con una sottile dentatura. Gli archeologi parlarono di un capolavoro dell'ingegneria, uno straordinario reperto di tecnologia antica. Poi per un secolo più nulla. Ora, Michael Wright, ex curatore della sezione di Ingegneria Meccanica del Museo delle Scienze di Londra, ha ricostruito l'antico apparecchio. Una copia esatta: con le stesse dimensioni, gli stessi materiali riciclati. Insomma, quasi come l'originale. E la cosa incredibile è che questa copia - teoricamente - funziona nello stesso modo dell'originale. In un video pubblicato su YouTube nei giorni scorsi, ripreso dai maggiori blog e riviste tecnologiche, il ricercatore spiega il funzionamento del computer Antikythera.

PREVISIONI - I comandi, dice Wright, sono relativamente semplici: girando una manopola, posta sul lato dell'oggetto, è possibile scorrere i quadranti sovrapposti e, dalla combinazione di questi, prevedere i vari eventi astronomici. Basandosi sui modelli dell'antica Grecia si possono anche raffigurare le posizioni dei vari corpi celesti. Sulla parte davanti di questo blocco di bronzo era possibile notare delle iscrizioni del calendario greco ed egizio mentre le lancette mostravano le posizioni della Luna e degli allora cinque pianeti conosciuti. Sul retro, invece, due indicatori: uno mostrava un calendario di 19 anni e le Olimpiadi e il secondo quando ci sarebbero state eclissi di Luna e solari.

ZONE D'OMBRA - Da decenni il meccanismo di Antikythera non ha mancato di suscitare impressione ed interrogativi presso molti studiosi. La sua reale funzione è rimasta sconosciuta per lungo tempo, il suo utilizzo e fino ad oggi stato chiarito solo in parte. Infatti, ci sono ancora molte zone d'ombra sul funzionamento di questo strumento. Nel frattempo si sa che le poche incisioni decifrate sono una sorta di guida pratica.

corriere

16 dic 2008

Dubai, roba da ricchi


Palazzo Versace a Dubai (dal sito www.palazzoversace.ae)

Al via il primo resort con la spiaggia di sabbia refrigerata
Palazzo Versace, che sarà inaugurato alla fine del 2009 avrà un sistema di raffreddamento della battigia



DUBAI (EMIRATI ARABI) - I milionari sono esigenti, si sa. Spesso, poi, quando sono in vacanza, diventano anche capricciosi ed è difficile assecondare ogni loro vizio. Ci proverà Palazzo Versace di Dubai, hotel extralusso che dovrebbe essere inaugurato alla fine del 2009 o al massimo all'inizio del 2010.


Questo lussuosissimo resort di proprietà della famosa griffe italiana offrirà ai suoi facoltosi clienti un'opportunità più unica che rara: prendere il sole e passeggiare senza scottarsi i piedi sulla prima spiaggia dotato di un sistema di refrigerazione. Sotto alla sabbia della spiaggia, che si troverà a pochi passi dall'hotel, sarà presente un sistema di tubature supertecnologico. Questo raffredderà la superficie e grazie ad esso gli ospiti potranno godersi il sole di Dubai senza soffrire per le alte temperature che nelle estati mediorientali raggiungono anche i 50 gradi.

LUSSO E COMFORT - In Australia già esiste un omonimo Palazzo Versace, di proprietà del gruppo italiano: si tratta di uno splendido albergo che ha già ospitato vip e personaggi della star system hollywoodiano tra cui Kate Hudson e Matthew McConaughey. Ma quello che nascerà a Dubai promette di essere un hotel ancora più imponente: molte delle 213 stanze presenti in questo edificio di 10 piani avranno al loro interno una piscina. Inoltre chi non riuscirà a rinunciare al lusso dell'albergo potrà risiedere in uno dei 169 appartamenti dell'hotel. I gestori del lussuoso edificio hanno pianificato la costruzione di altri 15 Palazzi Versace sparsi nelle principali capitali internazionali. Visto che a Dubai la concorrenza tra posti superchic è molto alta, il gruppo Versace non ha badato a spese e ha deciso di portare a termine l'ambizioso progetto della spiaggia refrigerata: tutto il sistema di raffreddamento sarà controllato da un termostato collegato a un computer.

CRITICHE - Se dall'anno prossimo i milionari che frequenteranno l'hotel potranno dirsi felici perchè non rischieranno più di scottarsi i piedi, per adesso è gia' arrivato il grido d'allarme degli ecologisti: il sistema di refrigerazione della spiaggia, secondo gli ambientalisti, è altamente inquinante perchè immette nell'atmosfera sostanze nocive. Lo conferma Rachel Noble, promotore del turismo sostenibile e membro di "Tourism Concern", associazione britannica che promuove il turismo ecologico ed etico. Secondo Noble la spiaggia contribuirà ad aumentare il riscaldamento climatico i cui peggiori effetti saranno patiti proprio dai piu' poveri: «Dubai è come un mondo a parte» afferma l'ecologista Noble al Times di Londra. «Qui s'ignorano tutte quelle cose che preoccupano il resto del genere umano. Un esempio chiaro è il problema del riscaldamento climatico. Le persone a Dubai continuano a portare avanti uno stile di vita distruttivo e senza futuro». Le cifre parlano chiaro: nella capitale economica degli Emirati Arabi circa il 60% dell'energia è utilizzata dai sistemi di aria condizionata e ogni persona che vive qui produce in media piu' di 44 tonnellate di CO2 all'anno. Non dà peso alle critiche Soheil Abedian, presidente di Palazzo Versace. Secondo quest'ultimo il progetto, quando sarà terminato, non sarà affatto nocivo per l'ambiente. «Toglieremo il calore della sabbia per renderla fresca tanto che le persona ci si potranno anche sdraiare sopra» taglia corto il presidente di Palazzo Versace. «Questo è il tipo di lusso che vuole la gente ricca».
corriere

13 dic 2008

Truffe.... a Wall Street


Bernard Madoff, 70 anni, ex presidente del Nasdaq e fondatore e presidente di una società di consulenza all'investimento, è stato arrestato con l'accusa di aver ideato una frode da 50 miliardi di dollari.

Stando a quanto riferito, Madoff avrebbe confessato a due dipendenti che il business della sua società di consulenza era una «frode», che «tutto è stato una grande menzogna» e che si trattava, in sostanza, di un «gigantesco schema di Ponzi», una sorta di piramide finanziaria che consiste nell'assicurare alti ritorni finanziari a breve ai primi investitori della catena finanziaria, grazie ai soldi forniti dai nuovi investitori. Un sistema destinato ad accumulare enormi perdite che in questo caso ammonterebbero a 50 miliardi di dollari.

Giovedì mattina, alle 8.30, due agenti dell'Fbi, si sono presentati nella sua casa di Manhattan. «Siamo qui per scoprire se c'è una spiegazione innocente», avrebbe chiesto un agente dell'Fbi. Chiara la risposta di Madoff: «No, non c'è una spiegazione innocente». L'ex presidente del Nasdaq ha quindi dichiarato agli agenti di aver pagato gli investitori con soldi che non c'erano ed ha aggiunto che sapeva di dover andare in prigione. Così, gli agenti dell'Fbi lo hanno arrestato. Alle sei del pomeriggio Madoff è comparso davanti al giudice della corte federale di Manhattan Douglas Eaton che ha stabilito una cauzione di 10 milioni di dollari. Cifra che Madoff ha regolarmente pagato.


L'ex presidente del Nasdaq nel 1960 fondò la società finanziaria Madoff Investment Securities LLC che gestiva un patrimonio di circa $17,1 miliardi al 17 novembre, stando a dati del NASD. Stando alla documentazione, almeno metà dei clienti erano hedge fund, poi c'erano banche e privati con grandi patrimoni. La società era al 23° posto tra i market maker al Nasdaq in ottobre, trattando in media circa 50 milioni di azioni al giorno, secondo i dati della borsa. Secondo gli inquirenti la frode sarebbe stata perpetrata attraverso un altro hedge fund "ombra" gestito sempre da Madoff. Se le accuse nei suoi confronti verranno accertate si tratterebbe di una delle più grosse truffe finanziarie della storia. Madoff rischia fino a 20 anni di carcere e 5 milioni di dollari di multa.

8 dic 2008

Usa, monete locali contro la crisi



I promotori: «Cambiando cento dollari i clienti riceveranno 110 milwaukee»



WASHINGTON – Ricordate l’Italia degli Anni settanta, a corto di monete, dove molte comunità sopperivano al vuoto stampando le proprie banconote, e a volte non si trattava di spiccioli? Ebbene, due comunità di Milwaukee, la prima città del Wisconsin, intendono fare lo stesso per sconfiggere la recessione. I quartieri di Riverside e Eastside decideranno mercoledì se lanciare i propri soldi. Sura Faraj, il promotore della iniziativa, si dice certo del suo successo. Ha spiegato che i produttori e i commercianti locali concederanno in pratica uno sconto del 10 per cento ai clienti: «Cambiando cento dollari» ha asserito «i clienti riceveranno 110 milwaukee. Non potranno usarli nelle catene dei grandi magazzini nazionali, solo coi fornitori cittadini. E ciò aiuterà le nostre piccole e medie imprese e i nostri negozianti».

I PROBLEMI LEGALI - Secondo Faraj, l’iniziativa è legale, basta che le banconote non somiglino al dollaro: «Un tempo» ha ricordato «in America circolavano le monete più diverse, a beneficio delle varie comunità». Da una ricerca da lui condotta, nel mondo ci sono circa 2.000 monete locali, non tutte legali, ma comunque tollerate dallo stato. L’iniziativa, rivelata dal quotidiano Chicago tribune, è appoggiata dai fautori del "localismo”, un movimento economico in rapida crescita, a cui giudizio i costi della maggioranza dei prodotti sono maggiorati inutilmente dai trasporti, che contribuiscono tra l’altro ad aumentare l’inquinamento.

L'ESEMPIO DEL NORD DAKOTA - Le due comunità di Milwaukee hanno tratto ispirazione dal Nord Dakota, lo stato che nell’attuale recessione sta facendo meglio di tutti proprio perché pratica con cura il “localismo”. Nel Nord Dakota, le banche non hanno concesso mutui subprime, le autorità hanno tenuto la finanza sotto controllo, e lo stato ha continuato a prosperare, al punto da avere il bilancio in attivo. Le vendite delle auto sono crollate quasi ovunque negli Stati uniti ma nel Nord Dakota quest’anno sono aumentate del 27 per cento. I disoccupati sono il 3,4 per cento, la metà della media nazionale. Il Nord Dakota si attiene rigidamente al dollaro, ma il Chicago tribune non esclude che l’esempio di Milwaukee venga seguito da altre città in altri stati.
via | corriere

6 dic 2008

Total Prestige, il social network per l'élite


Conta 650 iscritti ed è l'equivalente di Facebook, con il piccolo particolare che si entra solo su invito e che per accedere devi essere uno che conta.



Business and Luxury lifestyle: ecco cosa possiamo trovare in questa piccola isola felice e ricchissima della galassia 2.0 chiamata Total Prestige, definito per l'appunto il social network per nababbi. Si tratta insomma dell'equivalente per le élite dei soliti Facebook e MySpace. Si viene ammessi solo su invito di uno degli attuali 637 iscritti ricchissimi che, in questo privilegiato luogo, chiacchierano di business, charity, glamour e entertainment, come nella migliore tradizione dell'high-society, senza dimenticare quel po' di impegno filantropico che serve a scrollarsi di dosso i sensi di colpa.

In realtà Total Prestige, ovvero Prestigio Totale, è soprattutto un social network professionale, come spiega il New York Post, dedicato a creare nuove opportunità d'affari tra persone affidabili, ovvero tra ricchissimi. Con questo obiettivo si divulgano gli eventi più glamour, apparentemente vacui ma in realtà studiati ad arte per allacciare partnership e stringere amicizie professionali. Il sito dell'alta società è stato appena finanziato con 1 milione di dollari dal fondo privato newyorchese Ferrata Capital, tra i cui soci figura Frank DeRose che si candida a diventare Ceo dell'elitario sito, animato anche dall'ex modella Rose Marie Perez.

Altro che "poke" (gli 'ehi tu!' su Facebook) insomma: sul social-network cui si accede solo su invito gli iscritti chiedono consigli del tipo: "come evitare i pirati quando passo con lo yacht lungo la costa somala?". Tra gli illustri iscritti figura Jamal A. Al Akkad (uno dei più ricchi signori del petrolio), la contessa Vanessa Kosta Pomponi di Montecarlo, l'attore Daniel McVicar. Un social diary tiene traccia di tutti gli appuntamenti, sempre molto esclusivi. Nel sito scorre una galleria fotografica in cui figurano tutte le icone del bel mondo: l'uomo con sigaro, la bella donna con tacco vertiginoso, il vestito lungo rosso valentino, lo yacht, i diamanti, i motori potenti, i viaggi esclusivi.

Tutto nacque da un circolo fondato in Svizzera 15 anni fa per riunire i top-manager amanti del lusso e farli dialogare, in cerca di spunti di business e di idee promettenti per diventare ancora più ricchi. Poi venne il web 2.0 e dall'embrione di questo progetto è nato un vero e proprio sito di seconda generazione, con la differenza che in questo caso la quantità di iscritti non è un vanto, anzi, da una parte sforare un certo numero ne svaluterebbe lo spirito dichiaratamente e volutamente per pochi.

In realtà esistono altre community di nicchia, come Small World, che conta 300.000 iscritti tra cui 15.000 direttori generali, 3.500 laureati ad Harvard e nomi come Naomi Campbell, Paris Hilton, e Quentin Tarantino. Tutte anticamere virtuali del jet set internazionale, tutte realtà molto selezionate, con le dovute differenze. Una cosa hanno in comune questi siti di social network d'élite: si parla quasi solo d'affari, anche se con la scusa dell'amicizia.

fonte

3 dic 2008

I primi 90 giorni


Quando si cambia lavoro, o si assume un nuovo incarico, quello che conta sono i primi 90 giorni: è in questo lasso di tempo, infatti, che bisogna raggiungere un punto di equilibrio tra l'investimento personale per appropriarsi del nuovo ruolo e i risultati raggiunti in concreto.



Contrariamente alla diffusa opinione che i nuovi manager debbano "nuotare o affogare", è necessaria una strategia per prendere in mano le redini del nuovo lavoro, strategia che si rivela utile non solo per l'individuo, ma anche per l'azienda, poiché permette di ridurre al minimo le incertezze e massimizzare le possibilità di successo.

Il percorso suggerito dall'autore è strutturato in dieci punti che rappresentano le sfide primarie per ogni manager che assuma un nuovo incarico: promuovere se stessi, accelerare il proprio apprendimento, adattare la strategia alla situazione, assicurarsi alcuni successi iniziali, negoziare il successo, realizzare l'allineamento, costruire il proprio team, creare coalizioni, mantenere l'equilibrio, abbreviare i tempi per tutti. Per ognuna di esse sono forniti efficaci consigli pratici con schemi che aiutano ad applicare i concetti esposti nella realtà quotidiana delle aziende e checklist riassuntive per verificare dove si è arrivati.

Per i manager a tutti i livelli, il libro costituisce una vera e propria "road map" di immediata utilità pratica per affrontare con successo i primi 90 giorni.

Sull'Autore. Michael Watkins è professore associato di Business Administration alla Harvard Business School, dove svolge anche attività di ricerca sulle tematiche della leadership, della negoziazione e del cambiamento organizzativo. Tiene un rinomato corso sul tema della diplomazia in azienda, che esamina i modelli negoziali utilizzati dai manager con i leader aziendali, i funzionari governativi, i media e gli altri stakeholder per influenzare gli ambienti esterni alle proprie organizzazioni. Tra le sue diverse pubblicazioni, è coautore di Leader sin dall'inizio. Come affrontare la sfida del successo (con Dan Ciampa, Etas, 2000).
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