19 lug 2008

Un caso: Julia

Self Promotion



NEW YORK - Il nome Julia Allison vi dice niente? Se la risposta è no, non dovete preoccuparvi, presto la conoscerete. A scommetterci è nientemeno che Wired, la celebre rivista americana di tecnologia (ma non solo), che a Julia dedicherà la sua prossima copertina. Quello della Allison è un caso emblematico: semi-sconosciuta giornalista americana, negli ultimi tempi è riuscita a diventare una celebrità grazie ad una massiccia campagna autopromozionale sul web. Adesso i siti di gossip si occupano di lei, e il suo nome inizia a circolare nella blogosfera e nei media tradizionali. La sua specialità? Nessuna.
La biografia.
La storia di Julia è una versione estrema e narcisista dell'american dream. Senza mezzi e conoscenze particolari, il suo sogno era quello di diventare una figura di culto. La sua strategia è sempre la stessa: occupare un posto chiave che ti permette di conoscere la gente e sfruttarlo.

All'università quel posto era la biblioteca di medicina, nel mondo del giornalismo le pagine del blog di gossip Gawker. Stroncata come una donna facile, pronta a tutto per il successo, Julia non si è data per vinta. I suoi flirt con uomini in vista della Grande Mela e la continua esposizione mediatica le hanno concesso una momentanea celebrità. Ma come per tutti i fuochi di paglia della rete, la sua stella rischiava di spegnersi presto. Una eventualità presto scongiurata grazie al massiccio uso della rete e dei suoi sistemi di social network.

Sulla rete. L'intera vita della Allison è online. Ogni sua azione viene registrata su YouTube, inviata tramite messaggi su Twitter, aggiornata su uno dei suoi tanti blog. Gli aggiornamenti delle sue storie d'amore giungono quasi in tempo reale e, che beffa, la stessa Julia si lamenta spesso per l'eccessiva pubblicità che hanno. Ad un certo punto aveva persino deciso di smettere di scrivere sul suo blog. Naturalmente poche settimane dopo ha ripreso come se niente fosse.

Da New York alla Silicon Valley. Dopo aver saturato i media della Grande Mela, Julia è volata nella Silicon Valley a caccia di foto al fianco dei vip del mondo 2.0: Arrington di TechCrunch, la Huffington dell'omonimo post e tanti altri. Le foto delle feste? Ovviamente sono su Flickr. Non poteva a questo punto non arrivare il lancio di un suo portale personale, perchè una volta agganciato il lettore è necessario estendere il proprio marchio.

Voci contro. Il successo della Allison ricalca in qualche modo quello di Paris Hilton. Quasi tutti sembrano odiarla, eppure questo non ne ostacola la notorietà, anzi la alimenta. Persino la notizia della copertina di Wired ha scatenato le ire dei lettori più intransigenti, che non hanno risparmiato i propri aspri commenti, definendo il numero della rivista, che uscirà solo ad agosto, come vera e propria spazzatura e una caduta di stile inaspettata.

Il segreto del successo. Volenti o nolenti, Julia è una star. La sua epopea si basa su una strategia con alcuni punti fermi. Wired li elenca come fossero un manuale per il successo assicurato: farsi immortalare al fianco di gente famosa, vestire in modo da spiazzare tutti, alimentare dubbi e creare fazioni contrapposte per avere i riflettori puntati addosso. L'ultimo punto è però quello più importante: essere una bella donna, oltremodo esibizionista. Anche nell'era digitale la chiave del successo rimane insomma la più scontata.

corriere

e WIRED

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