
Altro che meritocrazia....siamo anni indietro!
Roma, 22 lug. - (Adnkronos) - "Quando il 6 giugno sono riuscita a fissare un appuntamento con il professore, la prima domanda e' stata sul mio lavoro e alla risposta ha storto il naso. Mi ha detto che visto che non avevo seguito le lezioni, di fatto avevo scelto tra studio e lavoro e non potevo pretendere di sostenere l'esame come i frequentanti. Peccato che la frequenza qui non la attesti nessuno". Lo ha affermato in un colloquio con 'La Stampa' una studentessa iscritta al terzo anno di Ingegneria delle Telecomunicazioni presso il Politecnico di Torino, Eleonora Ferrarese, raccontando che un professore universitario l'avrebbe invitata a non presentarsi a un appello a causa della sua condizione di studente-lavoratore.
"Lavoro a tempo pieno - ha detto ancora la studentessa al quotidiano diretto da Giulio Anselmi - spesso fuori citta', non posso seguire le lezioni. Quindi ho scritto una e-mail al professore prima che iniziasse il suo corso chiedendogli il programma e se fosse necessario frequentare, come ho sempre fatto. Un mese e mezzo dopo mi ha risposto che avrebbe inserito dei documenti online, ma che le lezioni erano importanti. Come se non lo sapessi, ma io ho bisogno di lavorare".
"Quando, su ordine del preside di facolta' - ha concluso Ferrarese - il professore mi ha indicato una serie di siti per prepararmi, mi ha segnalato il Centro Nazionale per l'Informatica nella pubblica amministrazione e il Garante per la Privacy, l'universo mondo, milioni di dati, casi specifici. Gli ho chiesto precisazioni ma e' stato inutile".
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